Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

26 Maggio 2022

Le recensioni animate vincitrici e segnalate sui libri di Fabrizio Silei e sui classici da lui consigliati, preparate dagli studenti delle scuole secondarie di II grado. Sono state lette alcune citazioni, selezionate da Paolo Fabrizio Iacuzzi e Ilaria Tagliaferri, nel corso della mattina di giovedì 12 maggio 2022, ore 10-12 al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. I ragazzi hanno vinto dei buoni libro offerti dalla Fondazione Chianti Banca da spendere presso la Libreria Giunti al Punto di Pistoia.


RECENSIONI SCRITTE 

ABIGAIL di Magda Szabò

Vincitrice: Caterina Traversari, 2A, liceo Copernico, insegnante prof. Ilaria Borracchini

L’autrice del romanzo, Magda Szabò, ha saputo descrivere Gina in modo umano e l’ha resa vera davanti agli occhi del lettore. Infatti Gina non è stata completamente invincibile, ha commesso sbagli, ha mentito e ha giudicato senza conoscere; è stata raccontata come una qualunque adolescente ed è per questo che l’ho sentita come un’amica, una mia simile. Nel personaggio di Gina ho trovato interessante la metamorfosi: lei è riuscita a distaccarsi dalla sua ferrea razionalità e a diventare più flessibile, anche nei confronti di Abigail. Credo che questo sia un aspetto importante da sottolineare; talvolta dobbiamo cercare di essere più irrazionali per riuscire a vivere più liberamente e andare avanti.

Caterina rivela nella sua recensione una profonda capacità empatica e riesce a trasmetterla con stile fluido, efficace, autentico.

Segnalata Lara Burchetti, classe 2 A liceo Copernico, insegnante prof. Ilaria Borracchini 


SE IL DIAVOLO PORTA IL CAPPELLO

Vincitrice Asia Arcangoli, classe 3 C, liceo artistico Petrocchi, insegnante Ornella Zini

Scrivere di un personaggio così importante a livello storico come Mengele mascherandolo da “Dottor Möller”, per quanto Silei sia stato abile, trovo sia stata una scelta coraggiosa. È infatti rischioso avvicinare una così cruda realtà a una storia di fantasia, ho avuto un bisnonno deportato in un campo di concentramento e, a tratti, ho avuto l’impressione che la storia portasse a sminuire la tragica portata reale di questi eventi, mitigando una realtà che, per quanto sembri impossibile, è stata ancora più drammatica del racconto. Sicuramente una storia che aiuta a comprendere, che apre le menti ma certi temi non sono a mio avviso compatibili con l’invenzione letteraria senza disturbare alcune coscienze.

La recensione di Asia pone interrogativi profondi e riporta l’attenzione sul complesso rapporto tra finzione letteraria e realtà: un tema su cui è sicuramente interessante confrontarsi in maniera trasversale, come è nella tradizione del Premio Ceppo Ragazzi. Ringraziamo Asia per questa preziosa opportunità scaturita dalla sua recensione.

Vincitrice Giada Maglieri, classe 1 C, Liceo Forteguerri, insegnante Sabrina Zini

Per ultimo, ma non per meno importante, riporto un’espressione presente nel romanzo, pronunciata da Salem, la quale a mio parere è molto significativa: “Dalla morte non nasce nulla…soltanto altra morte”. Un enunciato che racchiude secoli di storia, di dolore, di sofferenze e che asserisce proprio il fatto che non possiamo mai pretendere la pace se agiamo con odio, rancore dando vita ad un conflitto. Raggiungere la pace è un atto di coraggio, in quanto una vittima non sceglie di vendicarsi per mezzo della stessa arma con la quale è stata colpita ma è lì, pronta a prendersene un altro di colpo piuttosto che dare inizio ad un’altra guerra.

Toccante e coraggiosa la recensione di Giada è costruita con coerenza ed efficacia stilistica e focalizza l’attenzione sul tema quanto mai attuale della pace.

Segnalati: 

Miriam Spinelli, classe 3 B, liceo artistico Petrocchi, insegnante Ornella Zini

Veronica Tilli, classe 1 C, liceo classico Forteguerri, insegnante Sabrina Zini

Linda Pagnini, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini


IL MAESTRO

 

Vincitrice Greta Scannella, classe 2 C, Liceo Forteguerri, insegnante Silvia Fiacconi

Riguardo i personaggi e all’ambientazione, non ci si sofferma sulle descrizioni, fisiche o caratteriali che siano, infatti predominano, all’interno delle frasi, sequenze narrative e dialogiche; in queste ultime emergono espressioni dialettali come “un se ne pole più” del padre del protagonista, o la parola “stortura”. Esaminando l’aspetto estetico del libro, anche i colori partecipano alla composizione di esso. I due colori adoperati, il bianco e nero, e le immagini fanno intendere meglio al giovane lettore ciò che legge. Tralasciando le battute del critico inesperto, nella prima pagina dell’opera incombe il nero, infatti esordisce con un’ introduzione triste che evidenzia la povertà e l’oppressione del ceto contadino, invece nei momenti più gioiosi domina il colore opposto. Attraverso questo libro anche i più piccoli possono venire a conoscenza di Don Milani e delle sue azioni di bontà infangate purtroppo dal suo stesso ceto e dagli ipocriti della società dell’epoca.

Una recensione esatta, puntuale e accurata anche nel sottolineare gli aspetti grafici del volume, dimostrando una interessante curiosità intellettuale nei confronti dell’albo illustrato, tipologia di libro purtroppo ancora non particolarmente diffusa tra i ragazzi.

Vincitore Lapo Priami, classe 1 C, liceo classico Forteguerri, insegnante Sabrina Zini

Il padre spera per il figlio un destino diverso, desidera che egli impari a leggere e a scrivere, che conosca il significato delle parole, che impari a pensare e a giudicare, che si prepari alla vita. E quel destino è Don Lorenzo Milani. Il ragazzino resterà con Don Lorenzo per alcuni anni, imparerà quello che deve imparare, imparerà a far valere i suoi diritti. Un giorno torna a casa e nella tristezza e nel buio di quella giornata arriva uno sprazzo di luce: finalmente sulla tavola brilla una lampadina. La luce elettrica tanto desiderata dal padre ora è lì, nella loro casa; non occorrono più i fiammiferi o la lanterna a petrolio. Una metafora della vita: il buio è l’ignoranza, la povertà, la luce elettrica tanto desiderata è invece l’istruzione, il privilegio di saper leggere e scrivere, l’impegno, la conoscenza del diritto. Anche le immagini, parallelamente, sul finire della narrazione perdono la loro oscurità, si fanno più chiare, proprio a significare che il protagonista ha avuto in dono da Don Lorenzo la propria dignità di uomo.

Lapo è efficace e profondo nella sua recensione, che declina con maturità e consapevolezza attraverso i tratti salienti del libro, riuscendo a legare gli aspetti narrativi a quelli grafici in un ragionamento che convince e appassiona.

Segnalati:

Noemi Greta classe 2 C, Liceo Forteguerri, insegnante Silvia Fiacconi

Viola Brogi classe 2 C, Liceo Forteguerri, insegnante Silvia Fiacconi


TRAPPOLA PER VOLPI

Vincitrice Sabrina Castelli, classe 3 A, Liceo Lorenzini, Insegnante Jula Bevilacqua

Questo libro “Trappola per volpi” è stato il primo giallo che ho letto in vita mia e devo dire che non mi sono pentita per niente di averlo letto, anzi. L’autore, Fabrizio Silei, è stato bravissimo nella narrazione della vicenda; è come se mi avesse preso per mano e mi avesse accompagnato lungo tutto il cammino, che poi sostanzialmente è il libro stesso. Di solito a me i libri così lunghi spaventano molto perché ho sempre paura di annoiarmi e di non portare a termine la lettura, ma questa volta è stata una vera passeggiata. Secondo me sono stata così coinvolta, anche perché Silei, in alcune parti, utilizza il dialetto fiorentino, ed essendo toscana, mi fa molto ridere questa cosa perché mi ricorda molto la parlata della mia famiglia. Io veramente lo consiglio a tutti, grandi e adolescenti come me, che hanno voglia magari di cambiare idea, come ho fatto io, mettendomi alla prova con un altro genere. Merita sicuramente tantissimo questo libro ed io non vedo l’ora di leggere la seconda parte, che sono sicura mi farà lo stesso effetto della prima.

La recensione di Sabrina ci colpisce perché ci dà l’occasione di riflettere sul tema dei generi nella letteratura: il suo cimentarsi per la prima volta con un giallo apre un interessante dibattito sulla questione, che ci auguriamo possa essere ripreso nel corso del prossimo anno scolastico con la partecipazione traversale di adulti e ragazzi che sempre auspichiamo.

Vincitrice Chiara Cirasella, classe 1, liceo Mantellate, insegnante Giacomelli

Il personaggio di Pietro non è inoltre del tutto immaginario, infatti prende ispirazione dal nonno dello scrittore, come Silei illustra nelle pagine finali del libro, nonno che a quell’epoca cercava di portare avanti i suoi ideali e di non aggregarsi ai valori fascisti imposti dal regime, mentre Vitaliano è un ragazzo molto giovane agli esordi della sua carriera, non ancora esperto di punta, oppositore del fascismo in modo più ambiguo e senz’altro dall’interno delle fila dello Stato, ma dissidente come nella vicenda dimostrano alcune mosse che compie, anche se non del tutto esplicite, e l’ammirazione strenua mantenuta nei confronti del suo umile ma brillante mentore. Nel romanzo ci sono diversi punti con espressioni o parole tipicamente toscane che personalmente apprezzo, sebbene veraci e inaspettate sulla pagina stampata. A parer mio la scrittura non è molto veloce, ci sono all’interno del libro diverse descrizioni dei luoghi molto accurate, comunque non pesanti, come pure i personaggi risultano ben delineati, nonché il periodo storico ben tratteggiato. Complimenti a Fabrizio Silei che, dopo aver scritto vari testi per ragazzi, ha realizzato il suo primo giallo, andando a coinvolgere non solo ragazzi appassionati di questo genere ma anche adulti.

Una recensione scorrevole e coerente, che non manca di riportare impressioni personali e giudizi critici ragionati.

Segnalati:

Flavia Piccinini, classe 3 A, liceo Lorenzini, insegnante Jula Bevilacqua

Lorenzo Cappelli, classe 3 A, liceo Lorenzini, insegnante Jula Bevilacqua

Carlotte Moccia, classe 1, liceo Mantellate, insegnante Glenda Giacomelli

Marsilio Paolo Marsili classe 1, liceo Mantellate, insegnante Glenda Giacomelli


LA DOPPIA VITA DEL SIGNOR ROSENBERG

Vincitrice Cecilia Monti, classe 3 B, liceo artistico Petrocchi, insegnante Ornella Zini

Ma il libro mi è piaciuto soprattutto perché affronta il tema della differenza di ceto sociale e dei pregiudizi. Ritengo infatti che l’autore abbia voluto stigmatizzare il comportamento di Rosenberg, come esempio di avarizia, di egoismo e di presunzione. Io ritengo non sia giusto considerare una persona dall’aspetto fisico e dalle possibilità economiche, come fa Rosenberg all’inizio del libro nei confronti della bambina. La sua presunzione fa scattare la sua scissione interna di personalità: una schizofrenia latente o una magia maldestra? Molto spesso è facile avere pregiudizi, soprattutto nei confronti di persone o di cose che non si conoscono: qualche mese fa ho avuto l’opportunità, con gli scout, di andare ad aiutare alla mensa dei poveri a Pistoia, sono rimasta stupita: perchè pensavo di trovare molti extracomunitari, anzi quasi esclusivamente loro; in realtà questo era un mio preconcetto: la mensa dei poveri è invece frequentata da molti senzatetto, di cui ignoravo l’esistenza in una realtà piccola come quella in cui viviamo!

Un tema controverso e molto attuale, quello dei pregiudizi, che Cecilia nella sua recensione affronta con schietta energia e uno stile fluido e convincente.

Vincitrice Virginia Marchi, classe 1 F, liceo Forteguerri, insegnante Valentina Cupiraggi

In questo libro viene descritto l’ideale di un mondo impeccabile, senza nessun tipo di anomalia o difetto. Si contrappongono due figure totalmente diverse tra loro, da una parte troviamo infatti un signore ricchissimo, molto importante nella società e conosciuto, che cerca di perfezionare tutta la città, e dall’altra parte troviamo un uomo che lavora nascosto dalla notte, dotato di una grande empatia e animato dalla voglia di combattere le ingiustizie altrui. Secondo me queste due figure totalmente diverse e contrapposte rappresentano il conflitto interiore che appartiene ad ognuno di noi. Questo conflitto viene rappresentato nel libro dall’incarnazione del protagonista nei due personaggi principali: uno che corrisponde alla parte più emotiva, altruista e modesta, che appartiene ad ogni uomo, che lotta per le ingiustizie e non si ferma di fronte alle difficoltà; l’altro invece è la nostra parte più forte, ferma e decisa, che lavora, senza farsi fermare dagli ostacoli che incontra sul proprio percorso, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Spetta poi ad ognuno di noi scegliere quale parte del proprio io decidere di seguire.

Una recensione curata e attenta, che tocca con stile fluido ed efficace temi importanti quali l’ideale di un mondo senza imperfezioni e la conflittualità tra ragione ed emozioni.

VincitoreNiccolò Natali, classe 2, liceo Mantellate, insegnante Glenda Castellani

Quando si inizia a contemplare con i propri palmi la vivida freschezza di un libro rimasto fino ad allora schivo ai propri occhi, che sia avvolto da ragnatele o appena sfornato dagli scatoloni della libraia, ciò che innanzitutto viene naturale domandarsi è quanto di buono esso racchiuda. In tal caso la copertina più che qualcosa contiene qualcuno: l’anima del lettore, elegantemente magnetizzata dalle pagine del romanzo, grazie a un ritmo e ad una trama incalzanti, che subito colpiscono il lettore e hanno il potere di risvegliare in lui un forte senso di vitalità.

Niccolò costruisce una recensione con abbondanza di riflessioni personali che si estendono anche al vasto campo dell’analisi della figura del lettore. In questo senso va oltre se stesso e per questa coraggiosa capacità di analisi apprezziamo molto la sua recensione.

Vincitore Edoardo Vannucchi, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini

La lettura non solo mi ha dilettato, ma mi ha dato anche delle chiavi di riflessione su quelli che sono i temi trattati. Il primo messaggio che ho colto è stato quello che la perfezione non esiste e non porta la felicità. Di fatto ognuno di noi è intento ogni giorno ad essere perfetto, a rispettare gli standard imposti dalla società, a risultare ciò che spesso non è, annullando  la propria personalità pur di piacere agli altri. La perfezione non è ciò che ci rende belli e felici; semmai la felicità e la bellezza stanno nell’essere se stessi, nel mostrare agli altri quel che siamo senza nascondere la propria persona dietro la maschera dell’omologazione. Qui fa capo anche il secondo tema, cioè quello della differenza tra quel che siamo e quel che mostriamo agli altri. Inoltre spesso la ricchezza isola l’individuo. Rosenberg è l’esempio di come un uomo, che possiede tutto, possa essere solo e triste, nonostante le ricchezze. La felicità può abitare anche tra gli umili, dove il dolore è condiviso e l’individuo è più aperto agli altri. La felicità è alla portata di tutti, basta non schiacciarla con i falsi miti della perfezione e del denaro

Edoardo ha scritto una recensione brillante, colta e vivace, che tocca temi complessi sui quali riteniamo sia molto utile che i ragazzi si confrontino, tra loro e con gli adulti: la ricerca ossessiva della perfezione, la contraddizione tra l’essere e l’apparire. 

Segnalati:

Carlotta Capecchi, classe 3 B, liceo Petrocchi, insegnante Ornella Zini,

Rachele Amorusi, classe 3 B, liceo Petrocchi, insegnante Ornella Zini

Noemi Oriente, classe 1 F, liceo Forteguerri, insegnante Valentina Cupiraggi

Giacomo Cappellino, classe 2, liceo Mantellate, insegnante Glenda Castellani 

Flavia Filosa, classe 2 A liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini 


PRIMA CHE VENGA GIORNO

Vincitore Antonio Arpaia, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini

Il romanzo mi ha colpito principalmente per i temi della guerra, e mi ha fatto riflettere sul presente: sul conflitto che nelle ultime settimane sta tormentando chiunque, la possibile guerra intrapresa dalla Federazione Russa ai danni dell’Ucraina; come i contadini di Pratale si sentono minacciati dai tedeschi e sono costretti a cercare rifugio in altre famiglie, cosi il popolo ucraino è forzato all’abbandono del proprio territorio per trovare aiuto in altri Stati. Inoltre ho provato una certa empatia per il dolore dei contadini, che non si sentono affatto al sicuro e che sono davvero impauriti pur avendo ormai raggiunto un’età avanzata; ho potuto constatare che emozioni definite oggi come per i “deboli”, cioè la paura di non farcela, il timore che qualcuno ci distrugga, non sono provate solo dagli adolescenti, perché inesperti, ma anche da adulti e anziani. La paura è di tutti.

Empatia, paura, incertezza sono temi sui quali non è semplice confrontarsi: Antonio nella sua recensione riesce a legarli insieme in un ragionamento convincente e ricco di spunti di riflessione.

Segnalati:

Costanza Giannetti, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini

Pietro Bacci, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini

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