Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

13 Aprile 2022

Fabiana Cacciapuoti è la vincitrice del Premio Ceppo Letteratura e Vita Leone Piccioni con il sostegno dell’Associazione AMICI DI LEONE PICCIONI


Venerdì 6 maggio (Pistoia, Biblioteca San Giorgio, ore 16.00) l’autrice terrà una Lecture in occasione del Bicentenario della canzone leopardiana “Alla Primavera o delle Favole antiche”, promossa dal Premio Ceppo con il patrocinio del Centro Studi Leopardiani di Recanati, alla presenza del presidente Fabio Corvatta.

Fabiana Cacciapuoti è la vincitrice della 66 edizione del Premio Ceppo Letteratura e Vita Leone Piccioni, sostenuto dall’Associazione Amici di Leone Piccioni. Il Premio è dedicato al grande critico letterario Leone Piccioni (1925-2018), fondatore del Premio Ceppo nel 1955. È stato istituito dal Premio Letterario Internazionale Ceppo, il primo premio italiano dedicato al racconto, diretto e presieduto dal poeta e educatore Paolo Fabrizio Iacuzzi.

Dichiarazione di Gloria Piccioni, coordinatrice del Premio dedicato a suo padre: “Dopo i premi “Ceppo Letteratura e Vita Leone Piccioni”, attribuiti agli scrittori Claudio Magris, Marta Morazzoni e al poeta Giuseppe Conte, anche questa edizione si conferma nel solco del magistero del critico letterario cresciuto a Pistoia. Il Premio intitolato a Leone Piccioni intende infatti cogliere le diverse declinazioni dei suoi interessi diretti alle varie arti (anche musica, teatro, cinema e sport che da grande promotore culturale ebbe modo di esaltare e diffondere), ma primariamente rivolti alla letteratura e alla poesia. Ecco dunque che questa edizione del premio assegnato a Fabiana Cacciapuoti è all’insegna di Giacomo Leopardi, con anche il Bicentenario della canzone Alla Primavera o delle Favole antiche, è la conferma della fedeltà alla lezione di Leone Piccioni”.

Fabiana Cacciapuoti, specializzata nel settore della conservazione libraria, ha lavorato a lungo nella sezione “Manoscritti e Rari” della Biblioteca Nazionale di Napoli come curatrice del Fondo leopardiano. Ha conseguito il Doctorat d’État presso la Sorbona di Parigi ed è membro del Comitato tecnico scientifico del Centro nazionale di studi leopardiani di Recanati. Il suo lungo e chiarificatore lavoro ha prodotto molti libri, tutti pubblicati da Donzelli: Dentro lo Zibaldone. Il tempo circolare della scrittura di Leopardi (2010), L’edizione tematica dello Zibaldone de’ pensieri condotta sugli indici leopardiani (2014), La Nuova edizione tematica dello Zibaldone de’ pensieri condotta sugli indici leopardiani (2018), il catalogo della mostra da lei concepita Il corpo e l’idea, Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi (2019). In particolare, nel suo ultimo libro, L’Infinito e la Ginestra. Leopardi tra disincanto e illusione, edito da Donzelli nel 2021, Fabiana Cacciapuoti ha preso in considerazione un’originale interpretazione dell’idillio di Ungaretti, che vide in questa poesia un tono ironico. Egli sosteneva che il verso fondamentale dell’«io nel pensier mi fingo» non apriva alla strada dell’immaginazione ma a quella dell’inganno perché nel sistema delle varianti leopardiane il verbo fingere indica la creazione di un inganno. «Fingere – ha scritto Ungaretti – non significa più che inganno, arido inganno». Tale interpretazione viene fatta propria e convalidata da Leone Piccioni in Lettura leopardiana e altri saggi (Vallecchi 1952): studiando l’uso ricorrente della voce “fingere” nelle Canzoni, ribadiva il significato negativo del fingere, nel senso di conoscere la verità e operare la finzione, ammettere per un istante il contrario di ciò che è per noi.

Come scrive Giovanni Piccioni, figlio dell’illustre critico, nella motivazione: “Fabiana Cacciapuoti vince il Premio Ceppo Leone Piccioni Letteratura e Vita 2022 per la sua lunga fedeltà a Leopardi che l’accomuna al critico letterario, nel cui nome riceve il premio: entrambi hanno infatti dedicato una parte fondamentale della loro vita di studiosi al grande recanatese. Attraverso un approfondito lavoro critico filologico Fabiana Cacciapuoti ricostruisce il pensiero leopardiano, ritrovando la sua identità e la sua forza teorica: il suo lavoro mette in luce dello Zibaldone la scrittura progettuale, la modernità del testo, scomponibile in altri testi, in trattati di cui gli appunti raccolti nei quaderni rappresentano l’enorme lavoro preparatorio. Non più dunque un esempio di pensiero erratico, di scrittura labirintica, aliena da ogni intenzione di trattazione organica… Nello Zibaldone emerge la passione indagatrice del pensiero di Leopardi…”

Il Premio Ceppo ha deciso, grazie al patrocinio del Centro Studi Leopardiani di Recanati di proclamare per il 2022 l’anno del Bicentenario della canzone leopardiana Alla Primavera o delle Favole antiche, scritta proprio nel gennaio 1822. Sarà presente per l’occasione Fabio Corvatta presidente del Centro Studi Leopardiani di Recanati. A proposito del senso di questo bicentenario, Cacciapuoti ha dichiarato: “la canzone segna un punto cruciale nel cammino del pensiero leopardiano. La consapevolezza della fine delle favole antiche comporta allora una doppia riflessione: da un lato si fa strada la coscienza che il mito è finito, e con il mito forse anche la possibilità di fare poesia alla maniera antica, cioè una poesia incentrata sull’immaginazione: tema a lungo dibattuto nel Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica del 1818; dall’altro si acclara la morte di Dio. L’espressione “Vote/ Son le stanze d’Olimpo”, infatti, significa questo vuoto lasciato dall’assenza di ogni divinità, così che il dramma dell’uomo si consuma sulla linea della scissione. Si delinea così il tragico, nella solitudine assoluta, nella domanda senza risposta, nel non senso che pervade ogni cosa. Tragico racchiuso nell’ultima, estrema richiesta che il poeta fa alla natura, perché sia almeno spettatrice del destino umano, se non più artefice e protettrice”.

La premiazione di Fabiana Cacciapuoti avrà luogo venerdì 6 maggio a Pistoia, dalle ore 16.00 alle 18.30 presso la Biblioteca San Giorgio, Auditorium Terzani. Nell’occasione la saggista pronuncerà la Ceppo Leone Piccioni Lecture 2022, che si incentra su due punti fondamentali: il metodo didattico e scientifico di Leone Piccioni e l’itinerario leopardiano che caratterizza la sua produzione edita e inedita. L’attenzione alla didattica è intesa come cammino attraverso le opere dell’autore e il lavoro sulla variantistica leopardiana, che rinvia ai maestri di Piccioni, De Robertis e Ungaretti. Raccontare Leopardi, addentrarsi nella complessità della sua opera e del suo pensiero significa per Piccioni mettere in luce tutta la sua profonda conoscenza dei testi leopardiani e mirare a renderli chiari e comprensibili attraverso una scrittura piana e esplicativa (lezioni) o narrativa (articoli). Con il metodo dell’attenzione alle varianti, tutto l’itinerario poetico e filosofico di Leopardi viene toccato assumendo la forma di un racconto che tocca la sensibilità di chi legge. Sempre a cura e con un’introduzione di Fabiana Cacciapuoti è poi in uscita in autunno per l’editore Donzelli, che sarà presente a Pistoia, e grazie al patrocinio del Centro Studi Leopardiani di Recanati, un libro di Leone Piccioni, con le lezioni inedite su Leopardi.

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