Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

18 Ottobre 2021

Premio Ceppo Giovani Mauro Bolognini Letteratura e Cinema. “Metello” e “Il bell’Antonio” nelle recensioni dei ragazzi. Tutti i vincitori e i segnalati. Grazie alla collaborazione tra il Premio Internazionale Ceppo e il Centro Mauro Bolognini.


Si è svolta domenica pomeriggio 17 ottobre, all’interno del Bolognini Film Festival 2021, la cerimonia di premiazione delle migliori recensioni degli studenti di alcune scuole secondarie della provincia di Pistoia aderenti alla prima edizione del Premio Ceppo Giovani Mauro Bolognini Letteratura e Cinema, istituito grazie a una grande sinergia tra il Premio Letterario Internazionale Ceppo, presieduto e diretto da Paolo Fabrizio Iacuzzi, e il Centro Mauro Bolognini di Pistoia, presieduto da Roberto Cadonici,

Il nuovo progetto educativo ha coinvolto in forma sperimentale studenti del Liceo Amedeo di Savoia Duca d’Aosta di Pistoia e dell’Istituto Aldo Capitini di Agliana, grazie alla collaborazione con la prof.ssa Edoarda Scaccia e al dirigente scolastico prof. Paolo Biagioli del Liceo Savoia.

Coordinato da Iacuzzi e da Leonardo Soldati (consigliere del Centro Bolognini), ha inteso promuovere lo studio dei rapporti tra Letteratura e Cinema a partire dalla figura e dall’opera di Mauro Bolognini (1922-2001) per celebrare quest’anno il ventennale della scomparsa e in prospettiva, il prossimo, il centenario della nascita.

Mauro Bolognini è stato uno dei principali autori toscani a portare sul grande schermo la grande letteratura, privilegiando quella italiana con una lettura della società.

Il progetto è consistito nel leggere un libro e vedere un film ad esso collegato come opzione tra due proposte: Metello di Vasco Pratolini/Mauro Bolognini e Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati/Mauro Bolognini.

La supervisione del Metello fu dello stesso Pratolini, che aveva già collaborato con Bolognini per La Viaccia, mentre per Il bell’Antonio la sceneggiatura è di Pasolini e le musiche di Piero Piccioni, fratello di Leone fondatore del Premio Ceppo.

Vista l’ormai decennale, consolidata e positiva esperienza dei Premi Ceppo Ragazzi e Ceppo Giovani, gli studenti hanno scritto recensioni animate sul rapporto tra il film visto e il libro letto.

Al riguardo due dichiarazioni delle insegnanti partecipanti sull’esperienza vissuta dagli studenti.

Edoarda Scaccia (Amedeo di Savoia): “Un nuovo modo di “leggere” ma anche un modo per riflettere sulla pluralità di linguaggi che ci circondano. Un modo, da ultimo, ma non meno importante, per iniziare a capire davvero cosa sono e cosa possono svelarci le immagini, da cui in fondo al giorno d’oggi siamo sommersi”;

Tamara Lo Bianco (Capitini): “E’ stata una bella opportunità per i ragazzi, che hanno messo impegno e dedizione. Si sono divertiti e hanno iniziato a guardare le pellicole cinematografiche con un maggiore spirito critico e con un’attenzione più puntuale all’opera da cui sono tratte. Affronteremo ancora il rapporto tra cinema e narrativa, perché ora non ne possiamo fare più a meno”.

La Giuria Ceppo-Bolognini, presieduta da Carlotta Bolognini (regista, nipote di Mauro e figlia del produttore cinematografico Manolo), è composta da: Stefano Cavalli (giornalista e critico cinematografico), Caterina Pani (produttrice esecutiva), Filiberto Segatto (regista e formatore teatrale) e Paolo Fabrizio Iacuzzi (presidente e direttore del Premio Ceppo).

Dichiarazione di Carlotta Bolognini: “È stato un piacere enorme per me essere stata chiamata come presidente del Premio Ceppo Giovani Bolognini. Ho sempre una grande ammirazione quando vedo l’impegno dei giovani sia nello studio che nel lavoro. In questo caso ho trovato alcune recensioni molto profonde con spunti e analogie molto interessanti e di grande sensibilità. Sono stata colpita anche dalla bellezza di alcuni titoli veramente… da film! Mi sembra che il progetto sia stato molto soddisfacente e mi auguro di cuore che possa continuare anche con altri autori/film. I ragazzi hanno bisogno di leggere e forse l’aiuto di vedere anche un film tratto dal libro stesso li invoglia ancora di più”.

Dichiarazione di Paolo Fabrizio Iacuzzi: “Questa nuova frontiera del Premio Ceppo Giovani ha messo in evidenza la capacità che ha Pistoia di fare rete fra le associazioni culturali che sono al servizio dell’educazione dei giovani, e non solo per promuovere la lettura ma anche per sviluppare le competenze della scrittura. Le recensioni animate dei ragazzi hanno rivelato analisi meritevoli con spunti originali, spesso scritte con un buon italiano e uno spirito autocritico, e talvolta una particolare sensibilità politica per le vicende narrate e una capacità di cogliere le differenze fondamentali tra il linguaggio delle immagini e quello della scrittura. Spesso i paralleli con l’attualità sono gli aspetti che più interessano i ragazzi, ma anche lo studio dei costumi e l’utilizzo della musica, le differenze fra i personaggi dei libri e gli interpreti dei film, le notazioni sul paesaggio e l’uso del bianco e nero. Sorprendono infine le notazioni sulla gestualità degli attori e la capacità di cogliere il senso dei personaggi non solo protagonisti ma anche minori, con rara penetrazione del loro profilo psicologico”.

La Giuria ha giudicato gli elaborati e ha assegnato premi in buoni-libro da spendere alla Libreria Lo Spazio di Pistoia.


I vincitori e le motivazioni

Liceo Scientifico “Amedeo di Savoia duca d’Aosta” di Pistoia:

Siria Cervellera, Irene Marini (“Una finestra su Metello”), 4A prof. Mario Biagioni:

Analisi meritevole con spunti originali e non banali, con buon linguaggio e spirito autocritico. Il parallelismo tra donne e fiori (significati simbolici) e il confronto con  il quadro “Il quarto stato” dimostrano sensibilità e capacità di riflessione. Bella la conclusione.

“Avete mai visto “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo? La visione del film di Mauro Bolognini “Metello” mi ha riportato alla mente questo quadro per due motivi principali. Il primo è la tematica politico-sociale che li accomuna, il secondo è la potenza dell’immagine. La crescita e maturazione di Metello si manifesta soprattutto di seguito ai rapporti che intraprende con le donne: i fiori rappresentano le donne e sono il filo conduttore tra le tre relazioni; quelli di Viola e Ida sono veri, ma non afferrabili, come rinchiusi in una campana di vetro, quelli di Ersilia invece sono finti, ma costruiti con la fatica e il sacrificio, quindi più apprezzati da Metello.”

Elia Bortolotti (“Metello: I primi passi verso la libertà”), 4C Scienze applicate prof.ssa Edoarda Scaccia:

Confronto tra il libro e il film efficace e ben curato, con un linguaggio molto buono, che esprime in particolare una sensibilità politica per le vicende narrate e la capacità di cogliere le differenze fondamentali tra il linguaggio delle immagini e quello della scrittura.

“Il messaggio di fondo dell’opera è quindi questo: nella vita occorre lasciarsi il passato alle spalle e, tramite le esperienze accumulate, anche da coloro che non sono più fra noi, andare avanti con una rinnovata consapevolezza e conoscenza del mondo che ci circonda, continuando a lottare per ciò che è giusto.”

Matteo Marliani (“Metello, sofferenze e gioie”), 4C Scienze applicate prof.ssa Edoarda Scaccia:

Disamina molto analitica del film e del libro, con osservazioni relative ai costumi e alle musiche e giudizi personali ben argomentati, anche sull’attualità della tematica della sicurezza nei luoghi di lavoro. Molto apprezzati gli spunti di analisi dello studio e dell’utilizzo dei costumi e della musica.

“È un classico attuale perché purtroppo a tutt’oggi sentiamo troppo spesso di operai morti mentre svolgevano la propria mansione perché non avevano le protezioni di sicurezza adeguate o di lavoratori sottopagati. Sinceramente ho provato più interesse nella lettura del romanzo, dove le tematiche presentate sono affrontate in modo più approfondito, come ad esempio l’ideale del socialismo che infonde negli operai la forza per ribellarsi o l’amicizia tra i vari colleghi di lavoro.”

Martina Conti (“Il bell’Antonio – Non c’è altro a questo mondo?…”), 4C Scienze applicate prof.ssa Edoarda Scaccia:

Confronto libro-film molto approfondito, con forse troppe citazioni dal libro, ma con notazioni originali, come quelle sul paesaggio, ed esplicitazione delle emozioni della lettrice-spettatrice con giudizio morale su personaggi e storia.

“Il Bell’Antonio è una storia che mi ha fatto provare dispiacere e amarezza, perché Antonio non è l’unico che si deve confrontare con il problema dell’impotenza maschile in un mondo in cui, purtroppo, l’uomo deve sapersi comportare come tale.”

Giada Ferretti (“Il bell’Antonio – Il cinema è arte”), 4C Scienze applicate prof.ssa Edoarda Scaccia:

Lavoro di analisi e riflessione, fresco e personale, che mette al centro la questione, non banale, del bianco e nero cinematografico come elemento respingente per un certo tipo di pubblico, e la riflessione sulla gestualità degli attori. Apprezzabile la conclusione riferita al concorso.

“si può ben capire quanto un film degli anni ‘60 in bianco e nero possa risultare agli occhi delle nuove generazioni noioso e quasi difettoso, proprio per quella mancanza di colori. Questo però per me non è assolutamente un punto a sfavore del film, anzi, i contrasti tra luci chiare ed ombre molto scure rafforzano ciò che il copione cerca di rappresentare, le emozioni sui volti degli attori sono molto enfatizzate.”

Anna Baldassarri (“Quando la letteratura si trasforma in cinematografia: pregi e difetti del Metello di Pratolini e di quello di Bolognini”) 5D prof. Paolo Niccolai:

Lavoro centrato, che incarna più da vicino la forma della recensione. Con un linguaggio colto, il confronto tra il libro e il film è bene articolato nelle sue sottili differenze, e sviluppa considerazioni relative alla corrispondenza tra i personaggi del libro e gli attori scelti per interpretarne il ruolo.

“Analizzando più nel dettaglio il libro, possiamo notare che molti particolari vengono trattati con minuziosa attenzione, mentre nel film vengono affrontati con sommarietà. Ritengo che la scelta del cast messa in atto dal regista sia stata impeccabile, specialmente per quanto riguarda i personaggi femminili della storia.”

ITSE “Aldo Capitini” di Agliana

Matteo Caramelli e Matteo Scatizzi (“Il bell’Antonio”), 4E Turistico, prof.ssa Tamara Lo Bianco:

Buon lavoro per il taglio molto personale, anche se basato sulla trama. Il confronto libro-film si concentra sulla figura di Santuzza e sviluppa una critica della società dell’immagine e delle apparenze.

“Nella versione della storia raccontata nel film, che non trova riscontro nel libro, ci ha colpito la figura di Santuzza, la giovane serva di casa Magnano. La sua presenza nella pellicola è quasi sempre marginale e non sembra sia parte importante della vicenda però nel finale del film Santuzza redimerà l’onore della famiglia Magnano. Questo ci fa riflettere su alcuni fatti che caratterizzano la società, sia di oggi che di quel tempo: l’importanza delle apparenze  che, oggi più che mai, hanno un ruolo centrale nelle nostre vite, come sui social, dove molto spesso le persone ingannano, mostrando un’immagine di se stessi che non corrisponde alla realtà, interessata solo del giudizio altrui.”


I segnalati sono: Liceo Scientifico “Amedeo di Savoia”: Marlon Tamburini (“Keep moving forwar”), Chiara Andreini (“Antonio: un moderno Dorian Gray?”), Sofia Uras (“Ama senza amare”) 4C Scienze applicate; Giulia Betti (“Il libro è davvero sempre migliore del film?”), Emanuele Bruni (“Cinema e letteratura, Nemici-Amici”) 5D. ITSE “A. Capitini”: Ginevra Gori e Daniele Mancuso, 4E Turistico.

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