Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

Ceppo 2021 – Premio Giovani Bolognini Letteratura e Cinema

18 Ottobre 2021

Premio Ceppo Giovani Mauro Bolognini Letteratura e Cinema. “Metello” e “Il bell’Antonio” nelle recensioni dei ragazzi. Tutti i vincitori e i segnalati. Grazie alla collaborazione tra il Premio Internazionale Ceppo e il Centro Mauro Bolognini.


Si è svolta domenica pomeriggio 17 ottobre, all’interno del Bolognini Film Festival 2021, la cerimonia di premiazione delle migliori recensioni degli studenti di alcune scuole secondarie della provincia di Pistoia aderenti alla prima edizione del Premio Ceppo Giovani Mauro Bolognini Letteratura e Cinema, istituito grazie a una grande sinergia tra il Premio Letterario Internazionale Ceppo, presieduto e diretto da Paolo Fabrizio Iacuzzi, e il Centro Mauro Bolognini di Pistoia, presieduto da Roberto Cadonici,

Il nuovo progetto educativo ha coinvolto in forma sperimentale studenti del Liceo Amedeo di Savoia Duca d’Aosta di Pistoia e dell’Istituto Aldo Capitini di Agliana, grazie alla collaborazione con la prof.ssa Edoarda Scaccia e al dirigente scolastico prof. Paolo Biagioli del Liceo Savoia.

Coordinato da Iacuzzi e da Leonardo Soldati (consigliere del Centro Bolognini), ha inteso promuovere lo studio dei rapporti tra Letteratura e Cinema a partire dalla figura e dall’opera di Mauro Bolognini (1922-2001) per celebrare quest’anno il ventennale della scomparsa e in prospettiva, il prossimo, il centenario della nascita.

Mauro Bolognini è stato uno dei principali autori toscani a portare sul grande schermo la grande letteratura, privilegiando quella italiana con una lettura della società.

Il progetto è consistito nel leggere un libro e vedere un film ad esso collegato come opzione tra due proposte: Metello di Vasco Pratolini/Mauro Bolognini e Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati/Mauro Bolognini.

La supervisione del Metello fu dello stesso Pratolini, che aveva già collaborato con Bolognini per La Viaccia, mentre per Il bell’Antonio la sceneggiatura è di Pasolini e le musiche di Piero Piccioni, fratello di Leone fondatore del Premio Ceppo.

Vista l’ormai decennale, consolidata e positiva esperienza dei Premi Ceppo Ragazzi e Ceppo Giovani, gli studenti hanno scritto recensioni animate sul rapporto tra il film visto e il libro letto.

Al riguardo due dichiarazioni delle insegnanti partecipanti sull’esperienza vissuta dagli studenti.

Edoarda Scaccia (Amedeo di Savoia): “Un nuovo modo di “leggere” ma anche un modo per riflettere sulla pluralità di linguaggi che ci circondano. Un modo, da ultimo, ma non meno importante, per iniziare a capire davvero cosa sono e cosa possono svelarci le immagini, da cui in fondo al giorno d’oggi siamo sommersi”;

Tamara Lo Bianco (Capitini): “E’ stata una bella opportunità per i ragazzi, che hanno messo impegno e dedizione. Si sono divertiti e hanno iniziato a guardare le pellicole cinematografiche con un maggiore spirito critico e con un’attenzione più puntuale all’opera da cui sono tratte. Affronteremo ancora il rapporto tra cinema e narrativa, perché ora non ne possiamo fare più a meno”.

La Giuria Ceppo-Bolognini, presieduta da Carlotta Bolognini (regista, nipote di Mauro e figlia del produttore cinematografico Manolo), è composta da: Stefano Cavalli (giornalista e critico cinematografico), Caterina Pani (produttrice esecutiva), Filiberto Segatto (regista e formatore teatrale) e Paolo Fabrizio Iacuzzi (presidente e direttore del Premio Ceppo).

Dichiarazione di Carlotta Bolognini: “È stato un piacere enorme per me essere stata chiamata come presidente del Premio Ceppo Giovani Bolognini. Ho sempre una grande ammirazione quando vedo l’impegno dei giovani sia nello studio che nel lavoro. In questo caso ho trovato alcune recensioni molto profonde con spunti e analogie molto interessanti e di grande sensibilità. Sono stata colpita anche dalla bellezza di alcuni titoli veramente… da film! Mi sembra che il progetto sia stato molto soddisfacente e mi auguro di cuore che possa continuare anche con altri autori/film. I ragazzi hanno bisogno di leggere e forse l’aiuto di vedere anche un film tratto dal libro stesso li invoglia ancora di più”.

Dichiarazione di Paolo Fabrizio Iacuzzi: “Questa nuova frontiera del Premio Ceppo Giovani ha messo in evidenza la capacità che ha Pistoia di fare rete fra le associazioni culturali che sono al servizio dell’educazione dei giovani, e non solo per promuovere la lettura ma anche per sviluppare le competenze della scrittura. Le recensioni animate dei ragazzi hanno rivelato analisi meritevoli con spunti originali, spesso scritte con un buon italiano e uno spirito autocritico, e talvolta una particolare sensibilità politica per le vicende narrate e una capacità di cogliere le differenze fondamentali tra il linguaggio delle immagini e quello della scrittura. Spesso i paralleli con l’attualità sono gli aspetti che più interessano i ragazzi, ma anche lo studio dei costumi e l’utilizzo della musica, le differenze fra i personaggi dei libri e gli interpreti dei film, le notazioni sul paesaggio e l’uso del bianco e nero. Sorprendono infine le notazioni sulla gestualità degli attori e la capacità di cogliere il senso dei personaggi non solo protagonisti ma anche minori, con rara penetrazione del loro profilo psicologico”.

La Giuria ha giudicato gli elaborati e ha assegnato premi in buoni-libro da spendere alla Libreria Lo Spazio di Pistoia.


I vincitori e le motivazioni

Liceo Scientifico “Amedeo di Savoia duca d’Aosta” di Pistoia:

Siria Cervellera, Irene Marini (“Una finestra su Metello”), 4A prof. Mario Biagioni:

Analisi meritevole con spunti originali e non banali, con buon linguaggio e spirito autocritico. Il parallelismo tra donne e fiori (significati simbolici) e il confronto con  il quadro “Il quarto stato” dimostrano sensibilità e capacità di riflessione. Bella la conclusione.

“Avete mai visto “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo? La visione del film di Mauro Bolognini “Metello” mi ha riportato alla mente questo quadro per due motivi principali. Il primo è la tematica politico-sociale che li accomuna, il secondo è la potenza dell’immagine. La crescita e maturazione di Metello si manifesta soprattutto di seguito ai rapporti che intraprende con le donne: i fiori rappresentano le donne e sono il filo conduttore tra le tre relazioni; quelli di Viola e Ida sono veri, ma non afferrabili, come rinchiusi in una campana di vetro, quelli di Ersilia invece sono finti, ma costruiti con la fatica e il sacrificio, quindi più apprezzati da Metello.”

Elia Bortolotti (“Metello: I primi passi verso la libertà”), 4C Scienze applicate prof.ssa Edoarda Scaccia:

Confronto tra il libro e il film efficace e ben curato, con un linguaggio molto buono, che esprime in particolare una sensibilità politica per le vicende narrate e la capacità di cogliere le differenze fondamentali tra il linguaggio delle immagini e quello della scrittura.

“Il messaggio di fondo dell’opera è quindi questo: nella vita occorre lasciarsi il passato alle spalle e, tramite le esperienze accumulate, anche da coloro che non sono più fra noi, andare avanti con una rinnovata consapevolezza e conoscenza del mondo che ci circonda, continuando a lottare per ciò che è giusto.”

Matteo Marliani (“Metello, sofferenze e gioie”), 4C Scienze applicate prof.ssa Edoarda Scaccia:

Disamina molto analitica del film e del libro, con osservazioni relative ai costumi e alle musiche e giudizi personali ben argomentati, anche sull’attualità della tematica della sicurezza nei luoghi di lavoro. Molto apprezzati gli spunti di analisi dello studio e dell’utilizzo dei costumi e della musica.

“È un classico attuale perché purtroppo a tutt’oggi sentiamo troppo spesso di operai morti mentre svolgevano la propria mansione perché non avevano le protezioni di sicurezza adeguate o di lavoratori sottopagati. Sinceramente ho provato più interesse nella lettura del romanzo, dove le tematiche presentate sono affrontate in modo più approfondito, come ad esempio l’ideale del socialismo che infonde negli operai la forza per ribellarsi o l’amicizia tra i vari colleghi di lavoro.”

Martina Conti (“Il bell’Antonio – Non c’è altro a questo mondo?…”), 4C Scienze applicate prof.ssa Edoarda Scaccia:

Confronto libro-film molto approfondito, con forse troppe citazioni dal libro, ma con notazioni originali, come quelle sul paesaggio, ed esplicitazione delle emozioni della lettrice-spettatrice con giudizio morale su personaggi e storia.

“Il Bell’Antonio è una storia che mi ha fatto provare dispiacere e amarezza, perché Antonio non è l’unico che si deve confrontare con il problema dell’impotenza maschile in un mondo in cui, purtroppo, l’uomo deve sapersi comportare come tale.”

Giada Ferretti (“Il bell’Antonio – Il cinema è arte”), 4C Scienze applicate prof.ssa Edoarda Scaccia:

Lavoro di analisi e riflessione, fresco e personale, che mette al centro la questione, non banale, del bianco e nero cinematografico come elemento respingente per un certo tipo di pubblico, e la riflessione sulla gestualità degli attori. Apprezzabile la conclusione riferita al concorso.

“si può ben capire quanto un film degli anni ‘60 in bianco e nero possa risultare agli occhi delle nuove generazioni noioso e quasi difettoso, proprio per quella mancanza di colori. Questo però per me non è assolutamente un punto a sfavore del film, anzi, i contrasti tra luci chiare ed ombre molto scure rafforzano ciò che il copione cerca di rappresentare, le emozioni sui volti degli attori sono molto enfatizzate.”

Anna Baldassarri (“Quando la letteratura si trasforma in cinematografia: pregi e difetti del Metello di Pratolini e di quello di Bolognini”) 5D prof. Paolo Niccolai:

Lavoro centrato, che incarna più da vicino la forma della recensione. Con un linguaggio colto, il confronto tra il libro e il film è bene articolato nelle sue sottili differenze, e sviluppa considerazioni relative alla corrispondenza tra i personaggi del libro e gli attori scelti per interpretarne il ruolo.

“Analizzando più nel dettaglio il libro, possiamo notare che molti particolari vengono trattati con minuziosa attenzione, mentre nel film vengono affrontati con sommarietà. Ritengo che la scelta del cast messa in atto dal regista sia stata impeccabile, specialmente per quanto riguarda i personaggi femminili della storia.”

ITSE “Aldo Capitini” di Agliana

Matteo Caramelli e Matteo Scatizzi (“Il bell’Antonio”), 4E Turistico, prof.ssa Tamara Lo Bianco:

Buon lavoro per il taglio molto personale, anche se basato sulla trama. Il confronto libro-film si concentra sulla figura di Santuzza e sviluppa una critica della società dell’immagine e delle apparenze.

“Nella versione della storia raccontata nel film, che non trova riscontro nel libro, ci ha colpito la figura di Santuzza, la giovane serva di casa Magnano. La sua presenza nella pellicola è quasi sempre marginale e non sembra sia parte importante della vicenda però nel finale del film Santuzza redimerà l’onore della famiglia Magnano. Questo ci fa riflettere su alcuni fatti che caratterizzano la società, sia di oggi che di quel tempo: l’importanza delle apparenze  che, oggi più che mai, hanno un ruolo centrale nelle nostre vite, come sui social, dove molto spesso le persone ingannano, mostrando un’immagine di se stessi che non corrisponde alla realtà, interessata solo del giudizio altrui.”


I segnalati sono: Liceo Scientifico “Amedeo di Savoia”: Marlon Tamburini (“Keep moving forwar”), Chiara Andreini (“Antonio: un moderno Dorian Gray?”), Sofia Uras (“Ama senza amare”) 4C Scienze applicate; Giulia Betti (“Il libro è davvero sempre migliore del film?”), Emanuele Bruni (“Cinema e letteratura, Nemici-Amici”) 5D. ITSE “A. Capitini”: Ginevra Gori e Daniele Mancuso, 4E Turistico.

Ceppo 2022 Anteprima – Georgi Gospodinov – Ceppo Regione Toscana Lecture

12 Ottobre 2021

CEPPO REGIONE TOSCANA LECTURE 2022-2020

a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi

SULLA MALINCONIA, LE PAURE, L’INFANZIA E ALTRE STORIE

di Georgi Gospodinov

Premio Ceppo Internazionale Racconto 2021


CRISI (prologo)

Signore e signori, il testo che ascolterete tra poco è stato scritto alla vigilia di una pandemia. I libri, grazie ai quali mi è stato concesso l’onore di questo premio, sono pure stati scritti nell’immediata vigilia di quello che è successo. Noi siamo sempre alla vigilia di una qualche crisi. Sapete che il significato della parola “crisi” è quello di rovesciamento, trasformazione. Sappiamo anche che i nostri libri sono più saggi di noi stessi. Leggo ora con data retroattiva i titoli dei miei ultimi libri.

E tutto divenne luna, questo è il titolo della raccolta di racconti il cui tema fondamentale è la sensazione di una qualche fine e di una particolare apocalissi. Una apocalissi che è un fatto molto personale. Una apocalissi personale e quotidiana. Come quella che abbiamo vissuto nei primi giorni della pandemia.

L’ultima mia raccolta di racconti, più vicina al momento dell’assegnazione del premio Ceppo, è uscita in Italia proprio all’inizio della pandemia. Si è scontrata con il contenimento e la quarantena, ma è riuscita ad arrivare alla riapertura delle librerie. Pensavo a lei come ad una persona viva. Il suo titolo è, né di più, né di meno Tutti i nostri corpi. (Qualcuno con un buon senso dell’umorismo aveva scritto “Tutti i nostri anticorpi”). Nel tempo in cui tutti i nostri corpi erano rinchiusi nelle rispettive stanze, soltanto i libri potevano viaggiare. Mentre io rimanevo in una casa a Berlino (è lì che la pandemia mi ha sorpreso), tutti i nostri corpi delle mie storie stavano entrando in diverse case italiane. Ricevetti lettere e i più cari apprezzamenti. Sì, le nostre storie sono vive e hanno corpi. E si avverava quello in cui avevo sempre creduto: le storie salvano. Quello che Sheherazade sapeva, nel raccontare le sue storie ogni notte e guadagnando un giorno dopo l’altro, lo abbiamo provato noi stessi. Quello che Boccaccio fa nel Decamerone, descrivendo lo scambio di storie durante la peste, è capitato anche a noi. La letteratura non è solo invenzione. Lo scambio di storie è terapeutico e salvifico, vaccino e medicina. Qualcuno aveva detto da qualche parte che gli scrittori costituiscono un sistema di precoce preavvertimento. Un altro, se non mi tradisce la memoria, sosteneva che gli scrittori sono come le oche che salvarono Roma. Può non sembrare particolarmente carino paragonare gli scrittori ad oche, ma comunque chiunque di noi scriva, scrive con una delle penne di quelle oche che salvarono Roma. Mi permetto di leggervi una delle storie superbrevi di “Tutti i nostri corpi”. E’ intitolata Errore:    

Lei ha cinque anni. Ha schierato per terra tutti i suoi animali di peluche e chiede loro: “Come state oggi, ragazzi?”.
Poi si mette dietro di loro e risponde: “Meglio di domani…”
Si sarà sbagliata, penso dall’altra stanza. Di solito noi diciamo: “Meglio di ieri”. “Meglio di domani” presuppone, come posso dire, un grado superiore di allarme. Ma quand’è che un errore diventa un segnale?

Sì, talvolta i segnali si nascondono tra le parole di un bambino.

Signore e signori, nell’ultimo anno e mezzo di vita della pandemia è come se nel tempo qualcosa si sia inceppato, le direzioni si sono capovolte e il passato e il futuro si sono scambiati i posti. Oso dire che questa sensazione di crisi e di inceppamento del tempo alitava nell’aria ancor prima che accadesse tutto. Qualche anno fa mi sono messo a scrivere il mio ultimo romanzo Cronorifugio con l’inquietante sensazione che il presente non è più la nostra casa. Una inquietante sensazione di futuro abolito. Se il futuro fosse un aereo e noi fossimo in aeroporto, sul tabellone ci sarebbe scritto “Future cancelled”. Oppure, in maniera un po’ più consolatoria “Future delayed”. Cosa si deve fare in tempi angosciosi come il nostro, quando il presente è sconfortante e il futuro è assente? Si cambia la direzione e si prova a vivere nel passato. Nel romanzo Cronorifugio si parla proprio di tempi di disgregazione del genere e di afflusso di passato che arriva come un diluvio. Uno dei capitoli si apre con le frasi seguenti: “E allora il passato ha iniziato a conquistare il mondo… Si trasmetteva da uomo a uomo come un’epidemia, come la peste di Giustiniano o l’influenza spagnola. (…) Il contagio si era diffuso ovunque…” Il romanzo, che narra del virus del passato, fu finito un mese prima che comparissero i primi comunicati sul nuovo virus. Non si tratta di profezia e di cose simili. Semplicemente c’era nell’aria l’allarme e il presentimento della crisi che erano in attesa di essere raccontati. Niente di più e niente di meno. Nel romanzo si parla della ricerca di un rifugio nel tempo, dato che i rifugi nello spazio non sono più in grado di esserci d’aiuto. Se distruggiamo lo spazio intorno a noi, l’unico rifugio verso il quale correre è quello del passato. Per questo Gaustin nel romanzo costruisce le sue “cliniche del passato”. Ma il passato è un discreto mostro. Quelli che scendono nel suo regno sotterraneo, di rado riescono ad uscirne. Specialmente se questo scendere nel passato è intrapreso da interi stati.

Alla fine di questo prologo, prima di passare al testo scritto in precedenza, lasciatemi dire qualcosa di rasserenante. La consolazione che ci dà la letteratura è che, presto o tardi, ogni pestilenza passa e si trasforma in un libro o in una storia. E questi libri o storie di nuovo ci aiutano a sopravvivere anche alle pesti e alle crisi attuali, nelle quali siamo sprofondati. La letteratura è salvifica.

Passiamo ora al testo preparato prima della pandemia nel quale, in modo profetico o no, ho scelto di parlare proprio delle paure e della malinconia che possono essere anche fonte di salvezza e di creatività.

(2022, traduzione di Giuseppe Dell’Agata)

Sono stato invitato qui a tenere una breve lezione per il Premio Internazionale Ceppo, a dire qualche parola sulle parole di cui sono fatti i miei libri. A volte penso di essere fatto a mia volta di parole, che tutti noi siamo crogiuoli di parole, depositi di parole, arnie mobili di parole che ci ronzano dentro. Se ci prendiamo una piccola libertà, parafrasando leggermente l’Ecclesiaste, potremmo dire: “Per ogni cosa c’è la sua parola. Parole per amare e parole per odiare, parole per la guerra e parole per la pace… E per ogni parola un tempo”. Si suppone che io, dal momento che sono qui, sappia qualcosa in più sull’uomo e sulla letteratura. Voglio subito smentire un simile assunto. Parlerò piuttosto dal pulpito della mia insicurezza. Finora ho scritto oltre quindici libri. Davvero tanti per una persona come me, che ama stare in solitudine e senza far nulla nel pomeriggio di una stanza o andare a zonzo per le strade di città sconosciute. Ho scritto poesia, racconti, romanzi, pièce teatrali, una graphic novel e persino un libretto d’opera. Sono stato redattore, a volte penso di aver letto più manoscritti che libri, ho tenuto corsi di scrittura… E avendo fatto tutto questo posso dire chiaramente: non diventa mai più facile. Ogni volta ricominci da capo con tutti i tuoi dubbi e le tue paure.

La prima parola, quella con cui inizierò, è la parola “paura”. Quando avevo 6 o 7 anni ebbi un incubo. Sognai mia madre, mio padre e mio fratello in fondo a un pozzo, immersi nell’acqua fino alla vita, bloccati là dentro. Le loro voci mi arrivano come attraverso un imbuto. Mi sento la persona più sola al mondo. Abbandonato da tutti. Salvo, fuori dal pozzo, ma assolutamente solo. Il pianto è doppio: uno per mia madre, mio padre e mio fratello condannati laggiù in fondo, e uno per me, condannato a un’eterna solitudine, fuori dal pozzo. Sì, i bambini hanno un sapere segreto della solitudine, della morte e di tutti i grandi interrogativi, anche se ancora non ne conoscono le parole. Quando imparano le parole, perdono il sapere. Questo è il prezzo. Così era il mio sogno: i miei cari in fondo a un pozzo, io nel doppio fondo dell’orrore di essere salvo e di essere solo, senza di loro, e perfino abbandonato da loro – ammetto di averlo pensato. A quel tempo vivevo con mia nonna in campagna e lei era l’unica persona a cui potessi raccontarlo. Mi ricordo con chiarezza che mi fermò alla prima parola e mi disse che i sogni paurosi non si raccontano perché prendono vita, credo abbia detto “si riempiono di sangue”. La notte seguente l’incubo si ripeté. Non potevo né raccontarlo, né continuare a tacere. E allora mi venne in mente l’idea salvifica di scriverlo. Strappai di nascosto un foglio dal taccuino di mio nonno e lo scrissi come potei con quelle lettere che avevo appena imparato. Ecco che all’inizio della scrittura oltre alla paura c’è anche il peccato. Così quel sogno generò due cose: la mia insonnia e i miei timidi tentativi di scrittura. L’incubo non raccontato fu la prima cosa che scrissi. In realtà la parola precisa è “registrato”. E il miracolo avvenne. L’incubo non si ripeté più. Ma… non lo avrei neanche più dimenticato. La motivazione di quel bambino di sei anni e la mia di oggi, quasi cinquanta anni dopo, è la stessa. Scrivo perché ho paura: per me, per i miei cari, per le cose che scompariranno e che mi affretto a mettere in salvo nelle parole. La paura è ragione fondamentale per scrivere. E per salvare le cose con le parole.

Intanto con questa storia siamo già entrati in un modo o nell’altro nel tema dell’“infanzia”. L’infanzia è l’altro tema importante di tutti i miei libri fino a oggi. Ricordatevi che è l’unico tempo in cui ci hanno amato senza una ragione specifica. Per questo, come ho scritto in Romanzo naturale, l’infanzia è anche un tempo crudele, perché poi per tutta la vita vogliamo essere amati allo stesso modo, senza una ragione, per il semplice fatto di esistere. La cosa più importante che ho imparato dalla mia infanzia è la possibilità di scoprire delle meraviglie in ogni minuzia quotidiana: un albero, una foglia, una stufa, un soldatino di piombo, un fiammifero… Devo questa scoperta a due persone: ad Andersen e a mia nonna. Certamente il mondo ha ormai perso la sua magicità, ma almeno mentre scrivo cerco di rientrare nella foresta incantata dell’infanzia. E poi quando siamo bambini guardiamo tutto da vicino, forse perché siamo alti quanto i tulipani e le rose in giardino, e per questo riusciamo a vedere ogni petalo della rosa, con lo scarabeo nella corolla, l’ape lì attorno… Tutte queste piccole cose erano e sono molto importanti, perlomeno per le storie che racconto.

I primi libri che ho pubblicato erano di poesia. Anche uno degli ultimi. E dunque lasciatemi dire una buona parola su questa officina della lingua: la “poesia”. Qualsiasi cosa si scriva, se si è passati per la poesia, l’esperienza resta per sempre. Ho sempre avuto la sensazione di contrabbandare la poesia nei miei romanzi. Alcuni critici hanno scovato questa presenza poetica tanto in Romanzo naturale e in Fisica della malinconia, quanto nei miei libri di racconti tradotti in italiano.

Un certo numero di scrittori afferma che, appena si mette a scrivere, sa già tutto dei personaggi, sa come procederà la storia e anche come finirà il romanzo, perfino la prima e l’ultima frase. Suona piuttosto deprimente per chi è della scuola di chi non sa, a cui io appartengo. Dovessi formulare qualcosa di simile a un consiglio, direi: non evitate l’“esitazione”, non ne abbiate timore, lasciate spazio ai vostri dubbi. Trovo che esitare sia la condizione più naturale dell’uomo (e dello scrittore), segno certo di sensibilità, e questa è la cosa più importante. Dunque pronuncerei anche un elogio dell’esitazione. Non mi fido molto delle persone che hanno tutte le risposte, che conoscono tutte le mosse, e che non hanno mai dubbi su quello che fanno. Trovo sempre sospetta la categoricità. In fin dei conti lavoriamo con una materia talmente delicata, sfuggente e ambigua come la lingua. A proposito, una delle epigrafi di Romanzo naturale afferma: “Vorrei che qualcuno dicesse: questo è un bel romanzo perché è tessuto di dubbi.” Era il mio primo romanzo e scrivendolo ero assolutamente libero, non perché sapessi come fare, neanche per idea, al contrario. Era il mio primo tentativo e avevo diritto a un insuccesso. È un diritto molto importante e, se scrivete, usatelo senza timore. Tutto questo mestiere è in effetti un continuo muoversi sull’orlo dell’insuccesso.

Ora vi pregherei di dire ad alta voce o sommessamente una parola bulgara, la parola è breve: tăga. Ecco: Tă-ga. Sentite questo movimento in gola, quasi un tentativo di inghiottire qualcosa che non riuscite a pronunciare. Questa è la fonetica di tăga, la malinconia. “Malinconia” è la parola del titolo del romanzo che mi ha portato invece molta gioia in diverse parti del mondo e in particolare in Italia. Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo pensavo che avrei parlato della mia personale malinconia bulgara, quella di alcune generazioni del XX secolo. Una malinconia legata all’accumulo di cose che non sono mai accadute. Apro una parentesi per dire che le cose mai accadute, a volte, nella nostra vita, sono più importanti di quelle accadute. Ciò che non è accaduto è anche tema di molte delle storie, dei racconti brevi che scrivo. La malinconia di per sé è molto difficile da raccontare, soprattutto in una cultura che non tollera sentimenti simili. Da nessuna parte si vedrà la pubblicità di una banca triste o di una Fiat triste, per esempio. Quando è uscito il libro, un amico mi disse: andava cambiato il titolo, nessuno comprerà un libro che si chiama Fisica della malinconia. Ma la malinconia è un sentimento molto umano che si può addomesticare e coccolare. Come? Raccontando storie. Mostrando curiosità per le storie altrui. Ognuno di noi, ma soprattutto lo scrittore, deve trasformarsi in un grande, sensibile orecchio umano che sa sentire la malinconia dell’altro. In fondo siamo qui per scambiarci qualche storia. Per cercare di consolare e farci consolare. Credo ancora che la buona letteratura faccia proprio questo.

Sono davvero lieto di essere stato invitato qui proprio per le storie che racconto. In italiano si possono trovare anche tre miei libri di racconti: … e altre storie, E tutto divenne luna e la recentissima nuova raccolta di racconti ultrabrevi Tutti i nostri corpi. Colgo qui l’occasione per ringraziare di cuore il mio traduttore e amico Giuseppe Dell’Agata e la splendida e instancabile Daniela Di Sora, presso la cui casa editrice Voland sono usciti finora tutti i miei libri. Vi ringrazio di aver portato i miei libri in Italia. Amo la parola e la definizione “storia” più del nome del genere letterario “racconto”. E come ho detto, la mia scrittura è cominciata con la storia di un sogno. Inoltre, le storie che ascoltavo da bambino hanno dato forma a questo interesse per la letteratura. Le storie sono più calde, conservano lo spirito di chi le ha raccontate, hanno memoria della sua voce. Possono uscire dai confini del genere, ramificarsi, non gliene importa molto, il loro stato di aggregazione è piuttosto liquido o gassoso, a differenza del racconto classico. (Tra l’altro, il romanzo Fisica della malinconia pullula di storie. E non a caso lì Gaustin, uno dei personaggi, dice: “Non credo nei generi puri. Il romanzo non è ariano”.) Voglio dirvi ancora che grazie alle storie sono riuscito a vedere e a conversare con molte persone nel mondo. Dopo il tempo passato in solitudine a scrivere, questo è il premio più grande per uno scrittore.

Alcuni degli incontri più emozionanti hanno avuto luogo proprio qui in Italia. Non dimenticherò mai gli incontri in piccole città come Sora in Ciociaria, Portoscuso in Sardegna, Rovereto e in tanti altri posti. E devo dire che in Toscana ho vissuto alcune delle mie esperienze letterarie più felici. Proprio qui, a Firenze, cinque anni fa la traduzione italiana di Fisica della malinconia è stata finalista al premio Gregor von Rezzori in un bellissimo festival che aveva radunato personaggi del cinema e della letteratura come Bernardo Bertolucci, Isabella Rossellini, Michael Cunningham e altri. Una decina d’anni fa fui invitato dal professor Dell’Agata, poc’anzi menzionato (un altro legame molto forte con la Toscana), a un incontro letterario all’Università di Pisa. La sera, dopo l’incontro, c’era la finale di Champions League, dove il Milan, se la memoria non m’inganna, divenne campione. Ovviamente tutti i giovani erano in strada, felici, non si poteva dormire in una sera come quella, il mio hotel era in pieno centro e non avevo modo di raggiungerlo. Allora andai a passeggiare in una zona più tranquilla di Pisa. Capitai in una piazzetta con alcuni giovani usciti a fare due chiacchiere al fresco verso mezzanotte. Non so esattamente perché, ma la scena mi parve estremamente familiare, e se qualcuno mi avesse chiesto in quel momento che cos’è la “felicità”, avrei indicato in silenzio quei ragazzi e ragazze intenti a chiacchierare. Invecchiare con i propri amici in una simile piazza, al ritmo dei silenzi seguiti dalle successive risate nelle inevitabili notti degli anni e della vecchiaia che arriveranno. Scrissi tutto questo in un saggio sull’Europa che si conclude con le parole: “Io la vedo così. Al mattino, svegliata dal suono delle campane, a sera, impegnata a chiacchierare con gli amici in una piazza di Pisa. I suoi mattini austro-ungarici, le sue notti italiane. La malinconia e l’attrazione verso di lei: bulgare”.

Cari amici del Premio Internazionale Ceppo, vi chiamo così anche se non ci conosciamo perché tutti quelli che leggono un libro sono parte di una comunità invisibile, dell’ordine dei lettori. Vi ringrazio della possibilità di stare insieme e di scambiarci storie in un mondo che sempre più urla e sempre meno ascolta. Fino a quando leggiamo un libro o ancora ci parliamo, la storia sarà sempre più forte dell’isteria.

(2020, traduzione di Alessandra Bertuccelli)

 

© Premio Letterario Internazionale Ceppo – Tutti i diritti riservati

Ceppo 2021 – Gospodinov vince il Premio Ceppo Internazionale racconto c.s

9 Ottobre 2021

Georgi Gospodinov è il vincitore della 66 edizione del Premio Ceppo Internazionale Racconto sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Festival “L’anno che verrà”. L’autore verrà in anteprima il 13 ottobre a Pistoia e presenterà anche il libro Cronorifugio (Voland 2021).


Lo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov è il vincitore del Premio Ceppo Internazionale Racconto, il Premio Speciale istituito dal Premio Letterario Internazionale Ceppo, il primo premio italiano dedicato al racconto, diretto e presieduto dal poeta e educatore Paolo Fabrizio Iacuzzi, che si svolgerà a Pistoia mercoledì 13 ottobre 2021, alla Biblioteca San Giorgio (Auditorium Terzani), alle ore 16.30. Ingresso libero con ancora posti disponibili. Obbligatorio il possesso del Green pass o di altra certificazione verde. Prenotazioni: corsi.sangiorgio@comune.pistoia.it.

Conduce l’incontro Paolo Fabrizio Iacuzzi (presidente del Premio Ceppo), introduce Martino Baldi (direttore del Festival “L’anno che verrà”). Con i saluti di Alessandro Tomasi, sindaco del Comune di Pistoia (che compartecipa al Premio) e di un rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (che sostiene il Premio). Alla presenza di Giuseppe Dell’Agata (traduttore in Italia di tutte le opere di Gospodinov) e di Daniela Di Sora (editore di Voland, che in Italia pubblica tutte le opere dello scrittore bulgaro). Interventi dei giornalisti e scrittori Fulvio Paloscia (La Repubblica, giurato del Premio) e Vanni Santoni (La lettura – Corriere della Sera).

Durante la serata Georgi Gospodinov (leggi qui il suo profilo) letta la “Ceppo Regione Toscana Lecture 2022-2020” (leggi qui il testo completo) appositamente preparata per il Premio Ceppo, per cui scrive: “Noi siamo sempre alla vigilia di una qualche crisi. Sapete che il significato della parola “crisi” è quello di rovesciamento, trasformazione. Sappiamo anche che i nostri libri sono più saggi di noi stessi… Il passato è un discreto mostro. Quelli che scendono nel suo regno sotterraneo, di rado riescono ad uscirne. Specialmente se questo scendere nel passato è intrapreso da interi Stati. Ma lasciatemi dire qualcosa di rasserenante. La consolazione che ci dà la letteratura è che, presto o tardi, ogni pestilenza passa e si trasforma in un libro o in una storia. E questi libri o storie di nuovo ci aiutano a sopravvivere anche alle pesti e alle crisi attuali, nelle quali siamo sprofondati. La letteratura è salvifica.”

In particolare verrà presentato anche il suo ultimo libro, Cronorifugio (Voland 2021), che ha riscosso in Italia un grande successo di pubblico e di critica, e sul quale lo scrittore scrive: “Qualche anno fa mi sono messo a scrivere il mio ultimo romanzo, Cronorifugio, con l’inquietante sensazione che il presente non è più la nostra casa. Un’inquietante sensazione di futuro abolito. Se il futuro fosse un aereo e noi fossimo in aeroporto, sul tabellone ci sarebbe scritto: “Future cancelled”. Oppure, in maniera un po’ più consolatoria: “Future delayed”. Cosa si deve fare in tempi angosciosi come il nostro, quando il presente è sconfortante e il futuro è assente? Si cambia la direzione e si prova a vivere nel passato. Nel romanzo Cronorifugio si parla proprio di tempi di disgregazione del genere e di afflusso di passato che arriva come un diluvio.”.

Georgi Gospodinov vince il Premio Ceppo Internazionale Racconto perché, grazie alla sua poesia-pensiero nutrita di malinconia ma anche di umorismo, riesce a stabilire in ogni sua storia o concatenazione destabilizzante di storie quella forte empatia fra l’io e gli altri (celeberrimo il suo appello “Io siamo”) che è quella dote dell’infanzia portata nella maturità come grande talento di ibridazione e contaminazione fra generi diversi.

Gospodinov sarà inoltre presente a Torino venerdì 15 ottobre, alle ore 18.30, con Daniela Di Sora e Wlodek Goldkorn, in collaborazione con il Salone del Libro presso la Scuola Holden, per un incontro organizzato dal Premio Ceppo e dal Festival “L’anno che verrà”, e che coinvolgerà adulti e ragazzi. L’incontro, A Est! A Est!, rientra nel ciclo Letterature da scoprire dedicato a panorami letterari erroneamente considerati “minori”; tuttavia, provare a comprendere la complessità del presente è quasi un dovere, in un momento in cui mescolanza e sconfinamento sono chiavi di lettura capaci di aprirci alla mutevolezza del mondo.

Nato a Jambol nel 1968, Gospodinov è poeta innovativo e raffinato, prosatore e studioso di letteratura, oggi considerato lo scrittore più talentuoso della Bulgaria. Con il suo esordio narrativo, Romanzo naturale (Voland 2007), accolto come una vera rivelazione, ha immediatamente incontrato il favore di critica e pubblico che ne hanno decretato lo straordinario successo, e ha ottenuto il primo premio del concorso Razvitie per il romanzo bulgaro contemporaneo. È tradotto in diciannove lingue. Di Gospodinov Voland ha pubblicato la raccolta di racconti …E altre storie (2008) e il romanzo Fisica della malinconia (2013), con il quale nel 2014 è stato finalista del Premio Von Rezzori e del Premio Strega Europeo. Quella italiana è la prima traduzione mondiale del nuovo romanzo Cronorifugio, con il quale l’autore si è aggiudicato per la seconda volta il prestigioso Premio letterario nazionale per il romanzo bulgaro dell’anno. E’ stato definito “il Milan Kundera della Bulgaria per i suoi viaggi nel mondo interiore, e potrebbe essere accostato anche a Friedrich Dürrenmat per la sua riscrittura del mito del Minotauro, ma a ben vedere Georgi Gospodinov è uno scrittore unico”. Altri libri pubblicati da Voland sono: il romanzo E tutto divenne luna (2018) e i racconti Tutti i nostri corpi (2020).

Ceppo 2021 – Jean Charles Vegliante vince il Premio Poesia Piero Bigongiari c.s.

1 Ottobre 2021

Jean-Charles Vegliante vince il Premio Ceppo Internazionale Poesia Piero Bigongiari. Terrà a Pistoia il 7 ottobre la “Ceppo Piero Bigongiari Lecture 2021” inserita nel libro “Rauco in noi un linguaggio” (Interno Poesia). Grazie al sostegno e al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia


JEAN-CHARLES VEGLIANTE
PREMIO CEPPO INTERNAZIONALE POESIA “PIERO BIGONGIARI”
GIOVEDI 7 OTTOBRE 2021Conduce Paolo Fabrizio Iacuzzi
Saluta e premia il poeta un rappresentante della
Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
Interventi di Stefano Carrai, Michela Landi e Mia Lecomte curatrice del libro “Rauco in noi un linguaggio” (Interno Poesia) sostenuto dal Premio Ceppo con la
“Ceppo Piero Bigongiari Lecture 2021”.


Il poeta bilingue francese-italiano Jean-Charles Vegliante, uno dei maggiori contemporanei, molto amato in Italia da poeti come Maurizio Cucchi (Premio Ceppo Pistoia Capitale della Poesia 2021) e Giovanni Raboni, sarà a Pistoia giovedì 7 ottobre, alla Biblioteca San Giorgio (Auditorium Terzani) alle ore 16.30, per ricevere il Premio Ceppo Internazionale Poesia Piero Bigongiari alla carriera. 

L’evento prosegue a ottobre la seconda parte della 65 edizione del Premio Letterario Internazionale Ceppo, l’unico dedicato ad anni alterni al Racconto e alla Poesia, diretto e presieduto da Paolo Fabrizio Iacuzzi, che è anche curatore delle opere di Bigongiari e direttore scientifico del Fondo a lui dedicato nella Biblioteca San Giorgio. L’evento quest’anno coincide con l’anniversario della scomparsa di Bigongiari (1914-1997).

L’ingresso all’evento nella Biblioteca San Giorgio è libero, fino ad esaurimento dei posti, è consigliata la prenotazione: iltempodelceppo@gmail.com. Obbligatorio il possesso del Green pass o di altra certificazione verde equipollente.

Dopo la premiazione del poeta da parte di un rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Michela Landi (professore di Lingua e letteratura francese all’Università di Firenze) introdurrà il poeta che presenterà la “Ceppo Piero Bigongiari Lecture 2021” appositamente scritta per l’occasione e pubblicata all’interno del volume Rauco in noi un linguaggio (Interno Poesia), appena edito proprio grazie al contributo della Fondazione Caript.

L’antologia delle ultime poesie di Vegliante, con alcuni importanti inediti, ha la cura e le traduzioni di Mia Lecomte, poeta e traduttrice dal francese, collaboratrice della rivista di poesia comparata “Semicerchio”: la studiosa svolge attività critica ed editoriale nell’ambito della comparatistica e in particolare della letteratura della migrazione. Vegliante e Lecomte leggeranno le poesie e le traduzioni contenute nell’antologia.

Interverrà il professor Stefano Carrai (professore della Scuola Normale Superiore di Pisa) sul rapporto fra Dante e Vegliante. Parteciperanno anche gli studenti del Liceo Linguistico Filippo Pacini guidati da Cecilia Ballotti con domande e recensioni-commento: le migliori saranno premiate con buoni libri offerti dalla Fondazione Caript da spendere alla Libreria Lo Spazio di Pistoia per il Premio Ceppo Giovani.

Scrive Vegliante nella “Ceppo Piero Bigongiari Lecture 2021”: “Nel mio picco­lo, ho sostenuto a volte che Dante fosse infinitamente più “traducibile” (e anche, per converso, più fonda­mentalmente equivocabile) di un articolo di giornale. E tale sarebbe lo scotto della novità: massima nel caso di Dante, minima – salvo a livello informativo, per disa­stri imprevedibili – sulla stampa quotidiana. Ora, chiedendo venia per la banalità, il primo dove­re del traduttore – suo compito secondo Benjamin – sta nel non tradire ciò che fa del testo originario un testo (letterario), per l’appunto, ossia nel ricercare, come del resto quando egli si cimenti nella scrittura in proprio, la resa fedele della “letterarietà” del discorso; o, me­glio, della totalità del suo “messaggio”. Della completa significazione, di espressione e contenuti”. Una emblematica poesia dal libro: “L’urna dov’erano alcune ceneri / con i profumi della tua lingua / è rotta. La pioggia imbeve / future ossa del corpo glorioso. / Rincollare i frammenti – tradurre… / tutto è silenzio / sotto le parole / straniere”.

Poeta e traduttore francese dall’italiano, di Vegliante (Roma, 1947) è la traduzione integrale della Commedia (Gallimard), di cui parlerà anche al Premio Ceppo in occasione del 700 anniversario dantesco per il ciclo “Dante al Ceppo”. Professore di lingua, cultura e letteratura italiana contemporanea presso la Sorbonne Nouvelle (Paris 3), ha tradotto anche Leopardi, Pascoli, Fortini, Ungaretti, Montale, Rosselli, Pasolini e altri poeti. Una sua antologia della poesia italiana esce a puntate sul sito «Recours au Poème». Tra le sue raccolte di poesie in italiano, Nel lutto della luce / Le deuil de lumière (Einaudi, 2004, trad. G. Raboni), Pensiero del niente (Stampa2009, 2016, trad. di F. Piemontese, pref. di M. Cucchi).

Grazie al Premio Ceppo, Vegliante parteciperà venerdì 8 ottobre all’Institut Français di Firenze alla giornata di studi Dante: riletture, traduzioni e riscritture nelle lingue e nelle letterature romanze (ore 09.00-17.00) coordinata da Michela Landi (Università di Firenze); intervengono in presenza o in streaming: Paolo Fabrizio Iacuzzi, Manon Hansemann, Michela Graziani, Michela Landi, Salomé Vuelta García, Marco Lombardi, Luca Azzetta, Paola Manni, Simone Magherini, Irene Gambacorti, Arianna Fiore, Sara Svolacchia, Claudia Jacobi, Fernando Funari.

In particolare alle ore 15.00 Vegliante partecipa alla Tavola rotonda (in dialogo con Michela Landi), con il poeta José Maria Micó (trad. spagnola, in dialogo con Salomè Vuelta García) e a distanza con Pedro Eiras (trad. portoghese, in dialogo dialoga con Michela Graziani). Alle ore 16.30-17.30 letture dantesche di Lorenzo Bastida con accompagnamento al violoncello di Volfango Dami. Alle 17.30-18.30 il gruppo A Ricuccata (Bastia) esegue: «Dante in Paghjella». L’iniziativa si conclude lunedì 11 ottobre, a cura della rivista “Semicerchio” diretta da Francesco Stella, con un’altra Giornata di studi dedicata a Le traduzioni della Commedia in lingue orientali, organizzata dal Centro interuniversitario Studi Comparati “I Deug-Su” all’Università per Stranieri di Siena (10.00-15.00): intervengono in presenza o in streaming poeti e studiosi come Akeel Almarai (trad. araba), Maria Gioia Vienna (trad. giapponese), Li Sang Yeob (trad. coreana), Alessandra Brezzi (trad. cinese), coordinati da Natascia Tonelli.

Premio Ceppo Ragazzi 2021 – I vincitori recensori di Beatrice Masini

30 Settembre 2021

Fondazione Chianti Banca, Beatrice Masini e i quaranta vincitori del Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi premiati a Pistoia il 29 e il 30 settembre. Più di 400 recensioni, più di 500 studenti coinvolti
nonostante la Pandemia da Covid-19.


Pistoia, 30 settembre 2021. Per l’undicesima volta, dopo il grande successo ottenuto nelle edizioni passate, l’Accademia Internazionale del Ceppo, all’interno del 65° Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia con il Progetto Educativo Lettori Uniti del Ceppo ha deciso di promuovere con il Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi il piacere di leggere tra i giovani. La undicesima edizione del Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi per gli studenti dagli 11 ai 16 anni che si è svolta al Piccolo Teatro Bolognini e al Liceo Duca d’Aosta si è rivelata una sorprendente finestra sui tempi che stiamo vivendo: l’attualità, di cui sono testimoni i libri della scrittrice Beatrice Masini, è entrata infatti nelle analisi che i giovani studenti hanno fatto dei libri recensiti, studenti che sono stati premiati con buoni libro da spendere nella Libreria Giunti al Punto di Pistoia per libri di narrativa per ragazzi.

Dichiarazione di Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente del Premio Ceppo: Nonostante la Pandemia da Covid-19 è stata grande la partecipazione delle scuole anche quest’anno, in risposta al bando di concorso emesso a novembre e nonostante il rinvio da febbraio a settembre, grazie all’entusiasmo con cui molti insegnanti hanno accolto la proposta educativa e anzi sollecitando gli organizzatori a svolgere gli incontri di premiazione in presenza con la scrittrice. Anche quest’anno quindi l’obbiettivo educativo di condividere buone idee e buone pratiche è stato raggiunto, ma con una urgenza e necessità in più, per cui riporto, fra tutte le attestazioni di gratitudine degli insegnanti, quella di Edoarda Scaccia, coordinatrice del Laboratorio Ceppo Ragazzi al Liceo Scientifico Amedeo di Savoia: ‘Ho aderito con entusiasmo al consueto appuntamento con il Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi, ma qualcosa, come ben sappiamo, è stato diverso: la lontananza fisica dai miei studenti, la fatica di relazionarsi attraverso un pc, la preoccupazione per la pandemia. Ho proposto comunque l’attività alle classi e quando ho ricevuto le recensioni dei libri di Beatrice Masini ho detto fra me e me: ecco, la letteratura può davvero curare, ricucire strappi, nutrirci e spingerci oltre quelli che sembrano i nostri limiti del momento. I libri della Masini sono stati una manna dal cielo in questo particolare momento’.

Per il sesto anno consecutivo, FONDAZIONE CHIANTI BANCA continua la promozione del piacere della lettura che sta alla base dell’ideazione del Premio Laboratorio da parte di Paolo Fabrizio Iacuzzi, poeta e educatore, presidente e direttore del Premio Internazionale Ceppo, promozione che è diventata anche stimolo alla riflessione e all’autoanalisi, nonché all’educazione alla mondialità e ai valori della convivenza etica e civile. Questo è il nono anno in cui il Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi viene collegato al Premio Ceppo per la letteratura dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dopo Guido Sgardoli, Roberto Mussapi, Helga Schneider, Silvana De Mari, Fabio Geda, Francesco D’Adamo, Paola Zannoner, Luisa Mattia con le loro rispettive Ceppo Ragazzi Lectures, a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi (presidente e direttore artistico del Premio) e Ilaria Tagliaferri (giurata del Premio e coordinatrice del Premio Ceppo Ragazzi).

Beatrice Masini vince “per il suo sguardo lucido e sensibile verso il mondo dei bambini e dei ragazzi, trasversale e consapevole, dolce e fermo allo stesso tempo. Nelle storie narrate da Beatrice Masini si declinano le tracce vitali del suo pensiero: identità, amore, natura, libertà e viaggio. Le sei parole chiave rappresentano tappe dello stesso viaggio, quello che tiene insieme “i libri dello scaffale più caro e più vicino, i libri che fanno male e quelli che filano il dolore, che lo trasformano in qualcos’altro”. Nelle sue storie il dolore trova spazio “come materia viva, ma viene trasformato, muta forma, e scintilla, come la paglia filata in oro delle fiabe”, come scrive nella Ceppo Ragazzi Lecture, tra desiderio di aggiustare il mondo e consapevolezza della necessità di viverlo pienamente nella sua complessità”.

A essere premiati con i buoni libro da spendere nella Libreria Giunti al Punto di Pistoia solo ed esclusivamente per libri di Narrativa per ragazzi sono innanzitutto gli sforzi creativi dei ragazzi, comprese le loro imperfezioni, e le idee che hanno saputo far emergere con spontaneità dopo la lettura dei libri consigliati, specie in questo periodo di pandemia da Covid-19. Alle due premiazioni del 29-30 settembre hanno partecipato anche l’assessore all’Istruzione del Comune di Pistoia, Alessandra Frosini e Claudio Rosati, consigliere della FONDAZIONE CHIANTI BANCA che ha premiato la scrittrice nel pomeriggio del 29 settembre.

Le scuole secondarie di 1 grado partecipanti sono le seguenti: a Pistoia secondaria di 1 grado Marconi Frosini (Emanuela Galli, Sara Izzo, Maria Nuozzi, Martina Novelli), Raffaello (insegnanti Elisabetta Dei, Lara D’Ascenzo, Elisabetta Dei, Giulia Venturi, Sofia Orsino, Diletta Scolari); Anna Frank (insegnanti Sara Lenzi, Eleonora Trapani), Quarrata Bonaccorso da Montemagno (insegnante Susanna Donnini); a Montecatini Terme Galileo Chini (insegnante Fabrizio Pagni, Elisabetta Puccini, Teresa Saccone, Monica Nuti, Patrizia Bonora)

Le scuole secondarie di secondo grado partecipanti sono state le seguenti: Istituto tecnico del settore economico Aldo Capitini (Insegnante Caterina Baldi); Liceo scientifico Amedeo di Savoia (insegnanti Paolo Baldi, Paolo Niccolai, Palmira Oliva, Deborah Paolieri, Edoarda Scaccia); Liceo scientifico Copernico di Prato (insegnante Ilaria Borracchini).


SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO, PREMIATI CON BUONI LIBRO:

Super vincitore: Klea Met Hasani (3C, Raffaello, Dei).
Vincitori: Gabriel Pacheco, Emma Ciattini (2A, Raffaello, D’Ascenzo); Francesca Breschi, Marina Criscuolo, Linda Fadhel, Alice Coppi (3B, Raffaello, Scolari); Aurora Pisano, Riccardo Carli, Matteo Drizza, Agata Papini (1C Raffaello, Orsino) Matteo Ghieri (1A, Chini, Pagni); Ettore Miniati (2A, Bonaccorso da Montemagno, Donnini); Ilaria Pierattini (3A, Bonaccorso da Montemagno, Donnini); Gaia Fedi, Leone Catalucci (1E, Marconi, Izzo); Gaia Fedi, Aurora De Somma, Isabella Baldi Papini (1D, Marconi, Izzo); Viola Geloso (2E, Marconi, Izzo); Nina Ticciati (2D, Marconi, Novelli); Aurora Glionna (1D, Frank, Lenzi), Aurora Pisano, Riccardo Carli, Matteo Drizza, Agata Papini (1 C, Raffaello, Orsino).


SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO, PREMIATI CON BUONI LIBRO:

Liceo D’Aosta, Pistoia: Claudia Cappellini, Marta Zagati, Lisa Nannetti (1, Oliva); Andrea Baccellini (4, Paolieri); Gemma Beragnoli (2B, Paolieri); Anna Becheroni (3B, Niccolai); Angelica Marotta, Giulio Acri, Lorenzo Malucchi e Lorenzo Dalla Rosa (4D, Niccolai); Bianca Abbri (3B, Scaccia); Chiara Bovani (3B, Scaccia); Sofia Uras, Gregorio Allinei (3C, Scaccia); Kim Costantini, Chiara Mancini (2D, Baldi). Liceo Copernico, Prato: Linda Pagnini, Matteo Giusti (1A, Borracchini). Istituto Capitini, Agliana: Elisa Fioretti, Flavio Leone, Zhou Baoyi (2A, Caterina Baldi).


 

Beatrice Masini vince il Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza 2021 c.s.

28 Settembre 2021

Beatrice Masini è la vincitrice della 65 edizione Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza grazie al sostegno di FONDAZIONE CHIANTI BANCA. L’autrice a Pistoia il 29-30 settembre terrà una Lettura dal titolo “I libri che fanno male”


Beatrice Masini, scrittrice di successo nell’ambito della letteratura per ragazzi, è la vincitrice della 65 edizione del Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza, il Premio Speciale istituito dal Premio Letterario Internazionale Ceppo, diretto e presieduto dal poeta e educatore Paolo Fabrizio Iacuzzi.

Il Premio che vedrà protagonista Beatrice Masini e i ragazzi delle scuole che partecipano al Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi che si svolgerà a Pistoia il 29-30 settembre 2021.

La premiazione avrà luogo il giorno prima, 29 settembre (Piccolo Teatro Bolognini, ore 15.00) nell’ambito del Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi, incontrando i lettori che verranno premiati per le migliori recensioni scritte e multimediali sui suoi libri o sui classici da lei consigliati. Sarà presente per i saluti del Comune di Pistoia Alessandra Frosini, assessore alla cultura.

La sua Lettura, Ceppo Ragazzi Lecture 2021, dal titolo I libri che fanno male, si terrà il 30 settembre a Pistoia, dopo essere stata pubblicata sul n. 131 della rivista LiBeR

Beatrice Masini terrà alcuni incontri con gli studenti all’interno del Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi, a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi e Ilaria Tagliaferri, sostenuto da FONDAZIONE CHIANTI BANCA, al Piccolo Teatro Bolognini di Pistoia e al Liceo scientifico Amedeo di Savoia d’Aosta di Pistoia.

Verranno premiate le migliori recensioni scritte e multimediali relative ai libri di Masini o ai classici da lei consigliati con buoni libro da spendere alle Librerie Giunti al Punto.

Le scuole secondarie di 1 grado partecipanti sono le seguenti: a Pistoia secondaria di 1 grado Marconi Frosini (Emanuela Galli, Sara Izzo, Maria Nuozzi, Martina Novelli), Raffaello (insegnanti Elisabetta Dei, Lara D’Ascenzo, Elisabetta Dei, Giulia Venturi, Sofia Orsino, Diletta Scolari); Anna Frank (insegnanti Sara Lenzi, Eleonora Trapani), Quarrata Bonaccorso da Montemagno (insegnante Susanna Donnini); a Montecatini Terme Galileo Chini (insegnante Fabrizio Pagni, Elisabetta Puccini, Teresa Saccone, Monica Nuti, Patrizia Bonora).

Le scuole secondarie di secondo grado partecipanti sono state le seguenti: Istituto tecnico del settore economico Aldo Capitini (Insegnante Caterina Baldi); Liceo scientifico Amedeo di Savoia (insegnanti Paolo Baldi, Paolo Niccolai, Palmira Oliva, Deborah Paolieri, Edoarda Scaccia); Liceo scientifico Copernico di Prato (insegnante Ilaria Borracchini).

PISTOIA • GIOVEDI 29 SETTEMBRE
Piccolo Teatro Bolognini, ore 15.00

Presentazione dei libri e Premio Ceppo Ragazzi 11-14
Premiazione delle recensioni delle scuole secondarie di II grado
ai libri della scrittrice e ai classici da lei consigliati
Premia la scrittrice un rappresentante di
Fondazione Chianti Banca

PISTOIA • VENERDÌ 30 SETTEMBRE
Aula Magna Liceo Amedeo di Savoia duca d’Aosta, ore 10.00

Presentazione dei libri e Premio Ceppo Ragazzi. 15-16
Premiazione delle recensioni delle scuole secondarie di II grado
ai libri della scrittrice e ai classici da lei consigliati

65 Ceppo – Seconda parte e Anteprima 66 Ceppo c.s.

17 Settembre 2021

Il Ceppo chiude e riapre in cinque mosse. La Porta, Masini, Vegliante, Bolognini e… Gospodinov. Seconda parte del Ceppo 65
(23 settembre – 17 ottobre) e Anteprima del Ceppo 66 (13-15 ottobre).


 1. 

23 settembre: Pescia

DANTE NOSTRO CONTEMPORANEO?: “CEPPO LECTURA DANTIS” DI FILIPPO LA PORTA


2. 

29-30 settembre: Pistoia

65 PREMIO CEPPO PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA
PREMIO CEPPO RAGAZZI: “CEPPO RAGAZZI LECTURE” DI BEATRICE MASINI


3.

7-8 ottobre: Pistoia e Firenze

65 PREMIO CEPPO INTERNAZIONALE POESIA “PIERO BIGONGIARI” : “CEPPO PIERO BIGONGIARI LECTURE” DI JEAN-CHARLES VEGLIANTE


4.

17 ottobre: Pistoia

65 PREMIO CEPPO GIOVANI BOLOGNINI “LETTERATURA E CINEMA”: “METELLO” E “IL BELL’ANTONIO”


 5. 

13-15 ottobre: Pistoia e Torino (Salone del Libro) 

66 PREMIO CEPPO INTERNAZIONALE RACCONTO: “CEPPO REGIONE TOSCANA LECTURE”: GEORGI GOSPODINOV


La seconda parte della 65 edizione del Premio Letterario Internazionale Ceppo, l’unico dedicato ad anni alterni al Racconto e alla Poesia, diretto e presieduto dal poeta educatore Paolo Fabrizio Iacuzzi, si svolgerà dal 23 settembre al 17 ottobre 2021: Filippo La Porta, Beatrice Masini e Jean Charles Vegliante, senza dimenticare Mauro Bolognini con un evento speciale. Ma nel mezzo ci sarà l’anteprima del 66 Premio Ceppo con il grande scrittore bulgaro Georgi Gospodinov. Un calendario di eventi bizzarro, dovuto in gran parte alla disponibilità dei vincitori e dalla situazione della pandemia del Covid-19.

Dopo il grande successo di pubblico il 24 e 25 giugno scorsi, con il Ceppo Biennale Poesia e il Ceppo Leone Piccioni, la seconda parte vedrà anche lo svolgimento del Premio Ceppo Giovani-Bolognini e del Premio Ceppo Ragazzi. Il tutto anche all’insegna del Sommo poeta, con l’iniziativa trasversale ai vari incontri “Dante al Ceppo 2021”.

La seconda parte del 65 Ceppo e l’anteprima del 66 Ceppo hanno il patrocinio del Mibact, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, la compartecipazione del Comune di Pistoia e il contributo di Chianti Banca, Festival “L’anno che verrà”, Associazione Buggiano Castello, Centro Mauro Bolognini.


“DANTE NOSTRO CONTEMPORANEO?” LECTIO DI FILIPPO LA PORTA

Filippo La Porta per la manifestazione “Dante al Ceppo 2021” terrà la “Ceppo Lectura Dantis” inaugurale del ciclo, intitolata DANTE NOSTRO CONTEMPORANEO?, che verrà letta a Pescia, a Palazzo del Podestà il 23 settembre pomeriggio.

Lo studioso è critico letterario e saggista militante. Scrive su «la Repubblica» e collabora a varie testate. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo Pasolini. Profili di storia letteraria (il Mulino 2012), Eretico controvoglia. Nicola Chiaromonte, una vita tra giustizia e libertà (Bompiani 2019). Per la collana “Passepartout” di Giunti Editore ha recentemente introdotto Il manifesto del Partito comunista di Karl Marx e 1984 di George Orwell.

Su Dante lo studioso ha scritto due libri molto importanti, ll bene e gli altri. Dante e un’etica per il nuovo millennio (Bompiani 2018) e Come un raggio nell’acqua. Dante e la relazione con l’altro (Salerno 2021). Nel primo libro La Porta si interroga su come educare oggi un giovane, immerso in una cultura che ignora l’umanesimo e i tradizionali veicoli del sapere. Dante può aiutarci a ridefinire un’etica che non consiste in imperativi categorici ma che ci permette di far esistere il mondo, nella sua inviolabile, corposa, mutevole alterità. E che ci chiede di ”ascoltare” gli altri proprio al fine di farli esistere, e di far esistere così anche noi. Nel secondo libro, a partire dall’episodio che vede Dante e Beatrice attraversare la luna senza scompaginarla, come un raggio di luce entra nell’acqua senza turbarla, riflette attorno alla sacralità e inviolabilità dell’altro attraverso alcune “guide novecentesche” (Stein, Arendt, Zambrano, Levinas), capaci di ispirare un modello di conoscenza non più fondato sul dominio, ma su una passività ricettiva: la “mitezza”, elogiata da Norberto Bobbio, ci ricorda che l’imperativo morale più alto non è tanto aiutare il prossimo quanto lasciarlo essere quel che è. La Commedia può rispondere agli interrogativi più urgenti del nostro presente, come se fosse stata scritta per noi, per ricavarne ragioni di vita.


 BEATRICE MASINI E “I LIBRI CHE FANNO MALE”

Beatrice Masini vince il PREMIO CEPPO PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA 2021, che riceverà il 29-30 settembre pomeriggio al Teatro Mauro Bolognini.

Come si legge nella motivazione al premio: “Beatrice Masini vince il Premio Ceppo 2021 per il suo sguardo lucido e sensibile verso il mondo dei bambini e dei ragazzi: uno sguardo trasversale e consapevole, dolce e fermo allo stesso tempo. Alle generazioni che stanno costruendo il domani – non senza difficoltà – Beatrice Masini si rivolge nelle sue opere con onestà, chiarezza ed empatia, senza mai dimenticare che quello del libro, e delle storie, è spesso un tempo lento, di solitudine e di riflessione”.

Autrice di grandi libri per l’infanzia e l’adolescenza, le sue opere sono tradotte in quindici Paesi. Tra i suoi lavori, la traduzione anche di alcuni dei libri della serie Harry Potter di J. K. Rowling. Il suo romanzo Bambini nel bosco (Fanucci) è stato finalista nel 2010 al Premio Strega, prima opera per ragazzi ad aver concorso al premio.

Alla scrittrice è abbinato il PREMIO CEPPO RAGAZZI per una recensione animata, scritta o multimediale che si svolgerà il 29-30 settembre. Verranno premiate, grazie a Fondazione Chianti Banca, le migliori recensioni dei ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado con buoni libri da spendere presso la Libreria Giunti al Punto di Pistoia. Le scuole secondarie di primo grado partecipanti: a Pistoia Marconi, Frosini, Raffaello; Anna Frank, Quarrata Bonaccorso da Montemagno; a Montecatini Terme Galileo Chini.

Le scuole secondarie di secondo grado partecipanti sono state le seguenti: Istituto tecnico del settore economico Aldo Capitini; Liceo scientifico Amedeo di Savoia; Liceo scientifico Copernico di Prato. Sono oltre 800 i ragazzi coinvolti quest’anno, nonostante la pandemia.

Beatrice Masini ha scritto la Ceppo Ragazzi Lecture 2021, intitolata I libri che fanno male, in collaborazione con Ilaria Tagliaferri, giurata del Premio e direttrice della rivista per ragazzi LiBeR, che l’ha pubblicato sul numero 131 di luglio. Scrive in un passaggio saliente l’autrice: “Le parole-chiave di questa Ceppo Ragazzi Lecture sono viaggio, natura, identità, amore, libertà. Attraversano i libri che scrivo, come i libri che amo. Alcuni di questi libri fanno male. Pungono, tagliano, tormentano. Sono intrisi di dolore. Altri sono più pacati, più sommessi: il dolore c’è sempre, è materia viva, ma viene trasformato, muta forma, e scintilla, come la paglia filata in oro delle fiabe. A pensarci bene sono queste le due famiglie di libri che ancora e sempre mi interessano, i libri dello scaffale più caro e più vicino. Sono i libri che fanno male e quelli che filano il dolore, che lo trasformano in qualcos’altro. Non è vero. Anche i libri che filano il dolore fanno male. È un male sottile, che fa piano, però è male lo stesso”.

Beatrice Masini dedicherà attenzione, per Dante al Ceppo 2021, anche ad alcuni temi e figure a lei congeniali del Sommo poeta.


JEAN-CHARLES VEGLIANTE “RAUCO IN NOI UN LINGUAGGIO”

Jean-Charles Vegliante (Roma, 1947), è il poeta francese che vince il Premio Ceppo Internazionale Piero Bigongiari Poesia 2021 alla carriera.

Riceverà il Premio a Pistoia il 7 ottobre pomeriggio (ore 16.30, data che quest’anno coincide con l’anniversario della scomparsa di Bigongiari (1914-1997), alla Biblioteca San Giorgio dove è conservato il Fondo omonimo. Parteciperanno, tra gli altri, gli studenti del Liceo Linguistico Filippo Pacini di Pistoia.

Di Vegliante è di imminente uscita in italiano, in occasione del Premio Ceppo, Rauco in noi un linguaggio (Interno Poesia 2021), un’antologia delle sue ultime poesie a cura di Mia Lecomte, con alcuni importanti inediti in francese, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Il libro contiene all’inizio “la Piero Bigongiari Lecture 2021”, nella quale in un passaggio saliente scrive: “Nel mio picco­lo, ho sostenuto a volte che Dante fosse infinitamente più ‘traducibile’ (e anche, per converso, più fonda­mentalmente equivocabile) di un articolo di giornale. E tale sarebbe lo scotto della novità: massima nel caso di Dante, minima – salvo a livello informativo, per disa­stri imprevedibili – sulla stampa quotidiana. Ora, chiedendo venia per la banalità, il primo dove­re del traduttore – suo compito secondo Benjamin – sta nel non tradire ciò che fa del testo originario un testo (letterario), per l’appunto, ossia nel ricercare, come del resto quando egli si cimenti nella scrittura in proprio, la resa fedele della ‘letterarietà’ del discorso; o, me­glio, della totalità del suo ‘messaggio’. Della completa significazione, di espressione e contenuti”. Una emblematica poesia dal libro: “L’urna dov’erano alcune ceneri / con i profumi della tua lingua / è rotta. La pioggia imbeve / future ossa del corpo glorioso. / Rincollare i frammenti – tradurre… / tutto è silenzio / sotto le parole / straniere”.

Poeta e traduttore francese dall’italiano, di Vegliante è tra le altre opere la recente integrale traduzione della Divina Commedia, di cui parla al Ceppo in occasione del 700 anniversario dantesco. Professore di lingua, cultura e letteratura italiana contemporanea presso la Sorbonne Nouvelle (Paris 3), ha tradotto anche Leopardi, Pascoli, Fortini, Ungaretti, Montale, Rosselli, Pasolini e altri poeti. Una sua antologia della poesia italiana esce a puntate sul sito «Recours au Poème». Tra le sue raccolte di poesie in italiano, Nel lutto della luce / Le deuil de lumière (Einaudi, 2004, trad. G. Raboni), Pensiero del niente (Stampa2009, 2016, trad. F. Piemontese).

Vegliante è in Italia per partecipare anche, il giorno 8 ottobre all’Institut Français di Firenze (con il sostegno del medesimo e dell’Associazione Amici dell’Institut Français Firenze – AAIFF), all’iniziativa “Dante nelle lingue del mondo” che prevede la giornata di studi Dante: riletture, traduzioni e riscritture nelle lingue e nelle letterature romanze (ore 09.00-17.00) coordinata da Michela Landi (Università di Firenze); intervengono in presenza o in streaming: Manon Hansemann, Michela Graziani, Michela Landi, Salomé Vuelta García, Marco Lombardi, Luca Azzetta, Paola Manni, Simone Magherini, Irene Gambacorti, Arianna Fiore, Sara Svolacchia, Claudia Jacobi, Fernando Funari. In particolare alle ore 15.00 Vegliante partecipa alla Tavola rotonda (in dialogo con Michela Landi), con il poeta José Maria Micó (trad. spagnola, in dialogo con Salomè Vuelta García) e a distanza con Pedro Eiras (trad. portoghese, in dialogo con Michela Graziani). Alle ore 16.30-17.30 letture dantesche di Lorenzo Bastida con accompagnamento al violoncello di Volfango Dami. Alle 17.30-18.30 il gruppo A Ricuccata (Bastia) esegue: «Dante in Paghjella».

L’iniziativa si conclude l’11 ottobre, a cura della rivista “Semicerchio” diretta da Francesco Stella, con un’altra Giornata di studi dedicata a Le traduzioni della Commedia in lingue orientali, organizzata dal Centro interuniversitario Studi Comparati “I Deug-Su” all’Università per Stranieri di Siena (10.00-15.00): intervengono in presenza o in streaming poeti e studiosi come Akeel Almarai (trad. araba), Maria Gioia Vienna (trad. giapponese), Li Sang Yeob (trad. coreana), Alessandra Brezzi (trad. cinese), coordinati da Natascia Tonelli.


“LETTERATURA E CINEMA”: PREMIO CEPPO GIOVANI BOLOGNINI

Grazie a una grande sinergia con il Centro Mauro Bolognini di Pistoia, presieduto dal prof. Roberto Cadonici, il Premio Ceppo dà il via al nuovo Progetto Educativo Premio Ceppo Giovani Mauro Bolognini Letteratura e Cinema, che coinvolge in forma sperimentale alcuni studenti del Liceo Amedeo di Savoia Duca d’Aosta e dell’Istituto Aldo Capitini di Agliana (prof.ssa Tamara Lobianco) grazie alla collaborazione con la prof.ssa Edoarda Scaccia e al dirigente scolastico prof. Paolo Biagioli del Liceo Savoia. Coordinato da Paolo Fabrizio Iacuzzi e da Leonardo Soldati (consigliere del Centro Bolognini), ha inteso promuovere lo studio dei rapporti tra Letteratura e Cinema a partire dalla figura e dall’opera di Mauro Bolognini (1922-2001) per celebrare quest’anno il ventennale della scomparsa e in prospettiva, il prossimo, il centenario della nascita. Mauro Bolognini è stato uno dei principali autori toscani a portare sul grande schermo la grande letteratura, privilegiando quella italiana con una lettura della nostra società.

Il progetto consiste nel leggere un libro e vedere un film ad esso collegato come opzione tra due proposte: Metello di Vasco Pratolini/Mauro Bolognini e Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati/Mauro Bolognini. La supervisione del Metello fu dello stesso Pratolini, che aveva già collaborato con Bolognini per La Viaccia, mentre per Il bell’Antonio la sceneggiatura è di Pasolini e le musiche di Piero Piccioni, fratello di Leone fondatore del Premio Ceppo.

Alla prof.ssa Scaccia e Tamara Bianco del Liceo sono state donate alcune copie dei libri e dei film che sono stati distribuiti agli studenti. Vista l’ormai decennale, consolidata e positiva esperienza dei Premi Ceppo Ragazzi e Ceppo Giovani, gli studenti scriveranno recensioni animate sul rapporto tra il film visto e il libro letto. Il progetto-laboratorio vedrà nel mese di settembre alcuni appuntamenti riservati ai ragazzi partecipanti, che si svolgeranno al Liceo Savoia: nel pomeriggio del 7 e 13 settembre verranno proiettati i due film, mentre il 23 settembre mattina (ore 11-13) ci sarà l’incontro tra Francesco Sgarano (giornalista cinematografico e insegnante), Gabriele Cecconi (regista, direttore artistico del Centro Bolognini) per il Centro Bolognini e Filiberto Segatto (regista e formatore teatrale) per il Premio Ceppo.

La Giuria è presieduta da Carlotta Bolognini (nipote di Mauro e figlia del produttore cinematografico Manolo) ed è composta da Stefano Cavalli (giornalista e critico cinematografico), da Caterina Pani (consulente di produzioni cinematografiche), Filiberto Segatto e Paolo Fabrizio Iacuzzi. Giudicherà gli elaborati e assegnerà ai migliori i premi in buoni-libro da spendere alla Libreria Lo Spazio di Pistoia.

La libreria ha già allestito uno scaffale dedicato ai libri che hanno ispirato i film di Bolognini e di altri registi. La premiazione si svolge, nell’ambito del Festival Mauro Bolognini 2021, il 17 ottobre pomeriggio al Teatro Mauro Bolognini.


ANTEPRIMA DEL 66 PREMIO CEPPO CON LO SCRITTORE BULGARO GOSPODINOV

Georgi Gospodinov è il vincitore del Premio Ceppo Internazionale Racconto 2022. Lo scrittore aprirà in anteprima la 66 edizione del Premio Internazionale Ceppo, che si svolgerà a marzo alla Biblioteca San Giorgio e in altre sedi tra Pistoia e Firenze. Lo scrittore bulgaro sarà in Italia in esclusiva per il Premio Internazionale Ceppo (a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi) e per il Festival “L’anno che verrà” (a cura di Martino Baldi), in collaborazione con la casa editrice Voland e la Biblioteca San Giorgio del Comune di Pistoia.

A Pistoia il 13 ottobre all’Auditorium Tiziano Terzani è previsto l’incontro con l’autore e la premiazione alla presenza di Giuseppe Dell’Agata (suo traduttore), Daniela Di Sora (suo editore). Interventi di Fulvio Paloscia (giornalista) e di Vanni Santoni (scrittore).

Durante la serata verrà letta la “Ceppo Regione Toscana Lecture 2022” appositamente scritta. In particolare verrà presentato anche il suo ultimo libro tradotto, Cronorifugio (Voland 2021), che ha riscosso in Italia un grande successo di pubblico e di critica.

Gospodinov sarà presente a Torino il giorno 15 ottobre, alle ore 18.30, in occasione del Salone del Libro, presso la Scuola Holden, con un incontro sempre organizzato dal Premio Ceppo e dal Festival “L’anno che verrà”.

Come si legge nella motivazione al Premio, Georgi Gospodinov vince “perché, grazie alla sua poesia pensiero nutrita di malinconia ma anche di umorismo, riesce a stabilire in ogni sua storia o concatenazione destabilizzante di storie quella forte empatia fra l’io e gli altri (celeberrimo il suo appello “Io siamo”) che è quella dote dell’infanzia portata nella maturità come grande talento di ibridazione e contaminazione fra generi diversi”.

Nato a Jambol nel 1968, Gospodinov è poeta innovativo e raffinato, prosatore e studioso di letteratura, oggi considerato lo scrittore più talentuoso della Bulgaria. Con il suo esordio narrativo, Romanzo naturale (Voland 2007), accolto come una vera rivelazione, ha immediatamente incontrato il favore di critica e pubblico che ne hanno decretato lo straordinario successo, e ha ottenuto il primo premio del concorso Razvitie per il romanzo bulgaro contemporaneo. È tradotto in diciannove lingue. Di Gospodinov Voland ha pubblicato la raccolta di racconti …E altre storie (2008) e il romanzo Fisica della malinconia (2013), con il quale nel 2014 è stato finalista del Premio Von Rezzori e del Premio Strega Europeo. Quella italiana è la prima traduzione mondiale del nuovo romanzo Cronorifugio, con il quale l’autore si è aggiudicato per la seconda volta il prestigioso Premio letterario nazionale per il romanzo bulgaro dell’anno. È stato definito “il Milan Kundera della Bulgaria per i suoi viaggi nel mondo interiore, e potrebbe essere accostato anche a Friedrich Dürrenmat per la sua riscrittura del mito del Minotauro, ma a ben vedere Georgi Gospodinov è uno scrittore unico”. Altri libri pubblicati da Voland sono: il romanzo E tutto divenne luna (2018) e i racconti Tutti i nostri corpi (2020).


PROGRAMMA DI PISTOIA

SECONDA PARTE DEL 65 CEPPO
E ANTEPRIMA DEL 66 CEPPO

Gli ingressi agli eventi sono liberi, fino ad esaurimento dei posti che sono limitati, quindi è bene prenotare.
Obbligatorio il possesso del Green pass o di altra certificazione verde equipollente

23 SETTEMBRE – PESCIA, PALAZZO DEL PODESTÀ, PIAZZA PALAGIO, ORE 16.30

Incontro con Filippo La Porta. “Dante nostro contemporaneo?” Ceppo Lectura Dantis.

Saluti di Guja Guidi, sindaco FF di Pescia. Presenta Paolo Fabrizio Iacuzzi. Interviene Filiberto Segatto.

Con il patrocinio del Comune di Pescia.

Con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e Associazione Culturale Buggiano Castello.

Prenotazioni: filiseg@libero.it


29-30 SETTEMBRE – PISTOIA, PICCOLO TEATRO MAURO BOLOGNINI

65 PREMIO CEPPO PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA e PREMIO CEPPO RAGAZZI

Incontro e premiazione di Beatrice Masini. “Ceppo Ragazzi Lecture”

Partecipano gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado aderenti al Premio Ceppo Ragazzi, premiati con buoni libri da spendere nelle Librerie Giunti al Punto.

Saluti di Annamaria Frosini, assessore all’Istruzione. Presenta Paolo Fabrizio Iacuzzi. Interviene Ilaria Tagliaferri.

Con il sostegno di Fondazione Chianti Banca.

In collaborazione con la rivista LiBeR. Libri per ragazzi.

Eventi riservati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, accompagnati da professori e genitori.


 7 OTTOBRE –BIBLIOTECA SAN GIORGIO, AUDITORIUM TERZANI, ore 16.30

65 PREMIO CEPPO INTERNAZIONALE POESIA “PIERO BIGONGIARI”

Incontro e premiazione di Jean-Charles Vegliante.

Ceppo Piero Bigongiari Lecture. Presentazione del libro Rauco in noi un linguaggio (Interno Poesia 2021), a cura di Mia Lecomte. Presenta Paolo Fabrizio Iacuzzi. Intervengono Stefano Carrai e Michela Landi.

Con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Festival L’anno che verrà

In collaborazione con la Libreria Lo Spazio Pistoia, Institut Français Firenze, Università di Firenze, Semicerchio. Rivista di Poesia comparata.

Prenotazioni: iltempodelceppo@gmail.com


13 OTTOBRE – BIBLIOTECA SAN GIORGIO, AUDITORIUM TERZANI, ORE 16.30

ANTEPRIMA 66 PREMIO CEPPO INTERNAZIONALE RACCONTO

Incontro e premiazione di Georgi Gospodinov.

“Ceppo Regione Toscana Lecture”. Presentazione del libro Cronorifugio (Voland 2021). Saluti di Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia. Presenta Paolo Fabrizio Iacuzzi. Intervengono Martino Baldi, Fulvio Paloscia, Vanni Santoni. Alla presenza di Giuseppe Dell’Agata (traduttore) e Daniela Di Sora (editore).

Con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e del Festival “L’anno che verrà”.

In collaborazione con la casa editrice Voland e la Libreria Lo Spazio Pistoia.

Prenotazioni: corsi.sangiorgio@comune.pistoia.it


17 OTTOBRE – PICCOLO TEATRO MAURO BOLOGNINI

65 PREMIO CEPPO GIOVANI BOLOGNINI “LETTERATURA E CINEMA”.

Premiazione delle migliori recensioni degli studenti ai libri “Metello” di Vasco Pratolini e a “Il bell’Antonio” di Vitaliano Brancati e ai film realizzati da Mauro Bolognini. Alla presenza della giuria presieduta da Carlotta Bolognini.

Con il sostegno del Centro Mauro Bolognini, all’interno del “Mauro Bolognini Film Festival 2021”.

Buoni libri da spendere presso la Libreria Lo Spazio Pistoia.

 

SOSTEGNI E PATROCINI

Il Premio Letterario Internazionale Ceppo ha il patrocinio del MIBAC, la compartecipazione del Comune di Pistoia. Patrocinio del Comune di Pescia. È realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio Pistoia e Pescia. Con il contributo di: Fondazione Chianti Banca, Amici di Leone Piccioni, Villa Celle Collezione Giuliano Gori, Berni Pistoia Ceramica, Centro Mauro Bolognini, Associazione Culturale Buggiano Castello, Festival L’anno che verrà – Biblioteca San Giorgio. Media partner: Succedeoggi e Giorgio Tesi Group (Discover Pistoia). Con la collaborazione di: Libreria Lo Spazio Pistoia, Librerie Giunti al Punto, Ristorante Magno Gaudio, Locanda San Marco, I Quaderni di Via del Vento, Multideco.

Ceppo 2021 – Bordoni e Grattacaso vincono i Premi Ceppo Poesia

18 Luglio 2021

Giuseppe Grattacaso con Il mondo che farà (Elliot) è il vincitore della 65 edizione del “PREMIO CEPPO POESIA”. Michele Bordoni con Gymnopedie (Italic) è il vincitore della 65 edizione del “PREMIO CEPPO POESIA UNDER 35”


DICHIARAZIONE DI PAOLO FABRIZIO IACUZZI

“Siamo davvero soddisfatti che, pur nel confinamento durato più di un anno, a grande richiesta i ragazzi delle scuole secondarie in particolare abbiano voluto in presenza questa edizione del Ceppo alla fine della scuola, rispondendo con grande entusiasmo e sostegno morale all’appello lanciato del Premio Ceppo a favore della lettura della poesia, grazie anche all’impegno dei loro insegnanti. Sono state inviate da parte dei 23 giurati ben più di 23 recensioni commento, di cui ho voluto leggere durante la serata una riga per ciascuna per far capire il senso che ha la poesia per i nostri giovani, non solo a scuola ma anche nella vita. Una grande lezione che noi adulti dovremmo imparare.” 


LA PREMIAZIONE

Gli scrittori sono stati premiati dai rappresentanti degli sponsor Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Pistoia Ceramica, Giorgio Tesi Group, ieri venerdì 25 giugno, a Pistoia, nel Cortile della Magnolia del Palazzo Comunale, alle ore 19,30 Hanno ricevuto il premio dalla rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Paola Bellandi. La cerimonia si è svolta alla presenza di Anna Maria Celesti, vicesindaco di Pistoia.

Oltre a premi in denaro, i vincitori hanno ricevuto il “Ceppo di Via del Vento”, un cofanetto con dieci libretti selezionati dall’editore Fabrizio Zollo. Il vincitore del Premio Ceppo Under 35 Michele Bordoni ha ricevuto anche un’opera grafica originale, di grande valore, tratta da una serie realizzata appositamente da Robert Morris per la Collezione Gori (dove è custodita l’opera di arte ambientale Labirinto del 1982), come riconoscimento per un giovane talento della poesia.

Ad annunciare il vincitore è stata la Giuria dei Giovani Lettori, che ha votato in diretta le due terzine finaliste.


I GIURATI PREMIATI CON I BUONI LIBRO E UNA MENZIONE SPECIALE

La Giuria dei Giovani lettori era composta da 23 membri effettivi, ma la selezione era avvenuta su una richiesta di partecipazione di oltre 50 adesioni (le eccedenze erano riserve). Tutti hanno partecipato con grande entusiasmo e a grande richiesta al Premio Ceppo Giovani Tiziana Parisi (insegnante al Liceo Forteguerri prematuramente scomparsa, che è stata ricordata da una sua ex allieva, Alagia Scardigli) con recensioni-commento alle poesie dei sei vincitori. Tutte verranno pubblicate a partire da luglio sul sito www.iltempodelceppo.it.

Le migliori recensioni-commento a una poesia sono state premiate nel corso della cerimonia con buoni libro offerti dalla Fondazione Caript da spendere presso la Libreria Lo Spazio di Pistoia, mentre quasi tutti gli altri giurati hanno ricevuto per il loro grande impegno un libro di poesie di Giuseppe Conte o di Maurizio Cucchi, editi da Mondadori.

La Giuria Letteraria ha inoltre deciso di premiare la giurata Chiara Luci, oltre che con un buono libro, con una menzione speciale e la pubblicazione della recensione premiata sulla rivista on line “Succedeoggi”.

Ecco i nomi dei 17 Giurati meritevoli, che hanno vinto i buoni libro: Martina Mauriello; Giuria Venturi; Diletta Tintori; Davide Tonarelli; Chiara Mastini; Chiara Luci; Ilaria Mazzone; Giulio Colonna; Jacopo Balli; Benedetta Breschi, Bianca Abbri, Alice Becattini, Ginevra Spagnesi; Agnese Maniscalco; Francesco Paolo Autuori, Elisa Ciaponi, Alessia Calabrese.


CHI SONO VINCITORI

Giuseppe Grattacaso è nato a Salerno nel 1957 e vive a Pistoia. Ha pubblicato i libri di poesia Devozioni (1982), Se fosse pronto un cielo (1991), Confidenze da un luogo familiare (2010), La vita dei bicchieri e delle stelle (2013). Il suo primo libro di racconti è Parlavano di me (2015), diventato in seguito anche testo teatrale. È autore di un blog di poesia contenuto nel sito www.giuseppegrattacaso.it. Collabora al web magazine “Succedeoggi”.

Michele Bordoni (Civitanova Marche, 1993) si laurea nel 2015 con una tesi su Rainer Maria Rilke e nel 2017 con uno studio sulla poesia di Mario Luzi. È attualmente dottorando di ricerca presso l’Università di Padova, dove studia la relazione fra pensiero linguistico e poetico di Vico e la cultura visuale del Rinascimento e del Barocco. Collabora con le riviste “Midnight” e Nuova Ciminier”. Gymnopedie è la sua opera prima (2019).


GLI ALTRI FINALISTI

Gli altri finalisti del “Premio Ceppo Poesia” erano: Cristiano Poletti (Temporali, Marcos y Marcos) e Giancarlo Sissa (Archivio del Padre, MC). Gli altri finalisti del “Premio Ceppo Poesia Under 35” erano: Damiana De Gennaro (Shibuya Crossing, Interno Poesia) e Demetrio Marra (Riproduzioni in scala, Interno Poesia).

Nel corso della cerimonia è stato conferito il Premio Ceppo Pistoia Capitale della Poesia a Maurizio Cucchi per l’intera sua carriera letteraria, poetica, narrativa, saggistica.


LA SECONDA PARTE DEL PREMIO

La seconda parte del Premio si svolgerà dal 23 settembre al 17 ottobre. In occasione del 700 anniversario dantesco, la seconda tranche del programma omaggia il Sommo Poeta. DANTE AL CEPPO 2021 include l’assegnazione dei Premi Speciali a Beatrice Masini (29 e 30 settembre) e Jean-Charles Vegliante (7 ottobre), l’incontro con Filippo La Porta (Il bene e gli altri. Dante e un’etica per il nuovo millennio edito da Bompiani) il 23 settembre a Pescia e con altri scrittori. Il 17 ottobre il Premio Ceppo Giovani Mauro Bolognini, nell’ambito del Festival Mauro Bolognini.


PROGRAMMA PROSSIMI INCONTRI: DA 23 SETTEMBRE A 17 OTTOBRE

23 settembre – Pescia – Incontro con Filippo La Porta, Il bene e gli altri. Dante e un’etica per il nuovo millennio edito da Bompiani

29-30 settembre – Teatro Mauro Bolognini – PREMIO CEPPO PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA, in collaborazione con la rivista LiBeR per la letteratura per i ragazzi – Incontro con Beatrice Masini e gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado aderenti al PREMIO CEPPO RAGAZZI. Lecture e premiazione della scrittrice.

7 ottobre – Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio – PREMIO CEPPO INTERNAZIONALE PIERO BIGONGIARI POESIA, in collaborazione con Fondo Piero Bigongiari – Incontro e Lecture di Jean-Charles Vegliante. Premiazione dello scrittore e degli studenti aderenti al Premio Ceppo Giovani.

17 ottobre – Teatro Mauro Bolognini – PREMIO CEPPO GIOVANI BOLOGNINI LETTERATURA E CINEMA, Premiazione degli studenti. Partecipa Carlotta Bolognini.


LA GIURIA LETTERARIA

Presieduta da Paolo Fabrizio Iacuzzi è composta da: Alberto Bertoni, Martha Canfield, Benedetta Centovalli, Milo De Angelis, Giuliano Livi, Fulvio Paloscia, Luca Ricci, Andrea Sirotti, Ilaria Tagliaferri, Gabrio Vitali, Francesco Dreoni (segretario).


SOSTEGNI E PATROCINI

Il Premio Letterario Internazionale Ceppo ha il patrocinio del MIBAC, la compartecipazione del Comune di Pistoia. È realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio Pistoia e Pescia. Con il contributo di ChiantiBanca, Amici di Leone Piccioni, Publiacqua, Pistoia Ceramica, Giorgio Tesi Group, Villa Celle – Collezione Giuliano Gori, Centro Mauro Bolognini. Media partner: Succedeoggi e Discover Pistoia. Con la collaborazione di: Libreria Lo Spazio, Ristorante Magno Gaudio, Locanda San Marco, I Quaderni di Via del Vento, Multideco.

Seguimi sui social networks:

info@paolofabrizioiacuzzi.it

*/ ?>

© 2021 Paolo Fabrizio Iacuzzi - Accademia Internazionale del Ceppo - Tutti i diritti riservati. Privacy Policy