Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

Gianni Celati vince il Premio Ceppo Cultura del Verde 2010.


Leggi la motivazione di Alberto Bertoni, giurato del Premio

Gianni Celati vince il Premio Ceppo Cultura del Verde 2010 perché con questo scrittore padano l’affabulazione torna alla radice originaria di una oralità da condividere dentro una comunità di nuovo disponibile all’ascolto: il risultato è quello di un’ecologia della mente dialogica, eccezionale in rapporto al solipsismo vuoto che oggi domina la nostra esperienza sociale. “C’è un io in movimento che descrive un paesaggio in movimento, e ogni elemento del paesaggio è carico di una sua temporalità”, aveva scritto Italo Calvino nel 1985, poco prima di morire, riferendosi a un possibile sviluppo della narrativa a venire.

Ma in realtà, quello sviluppo lo teneva già ben vivo, nella sua immaginazione plurale e concreta: ed era il magnifico libro di racconti di Gianni Celati, Narratori delle pianure, uscito da Feltrinelli nel giugno di quello stesso anno. L’eccezionalità del libro di Celati è costituita da due elementi che s’intrecciano tra loro: la “semplicità” psicologica e linguistica di un soggetto parlante che sa ascoltare molto prima e molto meglio che esprimere in prima persona il proprio punto di vista; e l’amore diretto, privo di infingimenti e di incrostazioni psicologiche, per un’antropologia del paesaggio (padano, in questo caso) che trasforma il dato descrittivo di natura in percezione metafisica.

Narratori delle pianure, tra l’altro, è stato solo il punto di partenza di una svolta rilevante nel lavoro narrativo di Celati, che ha successivamente allineato una serie di libri qualitativamente altissimi e soprattutto originali: da Verso la foce (1989) ad Avventure in Africa (1998), da Cinema naturale (2001) a Vite di pascolanti (2006). In ognuno di loro, Celati ha saputo esporre il frutto di una immaginazione esatta, che ha riconosciuto le proporzioni dei paesaggi descritti come sintomi di un’analogia fondativa. E scrivere, per lui, ha significato rimanere del tutto indipendente dalle pressioni del mercato, attivando un lavoro di pulizia interiore, che non ha riguardato soltanto la posizione sociologica dello scrittore rispetto alla realtà, ma anche il destino della lingua comune e di quella letteraria dentro la nostra civiltà.


Chi è Gianni Celati

Nato a Sondrio nel 1937, è uno dei più grandi scrittori di racconti. Ha esordito con Comiche (Einaudi, 1970). È autore di narrativa: Le avventure di Guizzardi; La banda dei sospiri; Lunario del paradiso; Finzioni occidentali; Narratori delle pianure; Quattro novelle sulle apparenze, Verso la foce; Parlamenti buffi; L’Orlando innamorato in prosa; Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto; Avventure in Africa. Ha eseguito traduzioni da: Céline, Melville, Stendhal, Swift, Twain, London, Barthes, Holderlin. Regista di film e documentari, nel 2005 ha pubblicato, per Feltrinelli, Fata Morgana e nel 2008, per Quodlibet, i racconti Costumi degli italiani Vol.1 e Vol.2. Ha insegnato letteratura angloamericana al Dams di Bologna. Il suo ultimo libro è Sonetti del Badalucco nell’Italia odierna (Feltrinelli, 2010).

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