Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

Francesco Guccini è il vincitore del Premio Speciale Ceppo Poesia, con il libro “Canzoni”, edito da Bompiani, grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Premiazione 24 marzo 2019 pomeriggio, ore 17.00, Biblioteca San Giorgio di Pistoia, Galleria Centrale.


Francesco Guccini al 63° Premio Internazionale Ceppo Pistoia 2019


 

A Francesco Guccini va il Premio Speciale Ceppo Poesia 2019, grazie alla Collezione Gori – Fattoria di Celle, per la sua intera carriera di poeta-cantautore.

Il premio è un’incisione all’acquaforte-acquatinta eseguita per la Fattoria di Celle tratta dalla serie “Cinque Labirinti” da Robert Morris (il grande artista da poco scomparso). Nella Collezione Gori – Fattoria di Celle è custodita l’opera d’arte ambientale Labirinto del 1982. L’incisione viene consegnata dalla storica dell’arte Caterina Gori.

«Un’opera, quella di Morris, quanto mai appropriata per Guccini, se è vero che tra i due c’è di mezzo Jorge Luis Borges, il grande scrittore argentino amato da entrambi. Come in un’opera di Land Art, protagonisti delle canzoni di Guccini sono il vento e il fumo, e già a partire da “Cima Vallona”, forse la prima vera canzone di Guccini, con quel fumo che invade la valle e il vento che lo disperde. Dal fumo lento del “bambino passato per il camino” nei versi di “Auschwitz” o dalle “nuvole di fumo” della civiltà delle macchine nei versi di “Dio è morto” per arrivare al fumo di quando i camini fumavano ancora, nella sua Pàvana, e ora non fumano più. Dal fumo della Storia a quello della Vita, un vecchio-bambino pare sempre conversare tra sé e sé alla ricerca della verità all’interno di un labirinto. Nel labirinto delle proprie radici Guccini si mette in continuo viaggio, è un Odysseus contadino che non fuma più. Nel saggio che completa l’autobriografia di Guccini (“Non so che viso avesse”, Mondadori 2010), così conclude Alberto Bertoni, uno dei suoi esegeti maggiori: “La verità, per lui, deve essere cercata nei particolari delle singole vite e delle singole vicende, mai negli universali e negli slogan delle parole d’ordine collettive, perché le nostre – come la sua – sono in tutto e per tutto storie misteriose scolpite nei sassi”».

(P.F. Iacuzzi, dalla motivazione al Premio)

Il riconoscimento a Francesco Guccini viene consegnato domenica 24 marzo 2019 alle ore 17.00, in occasione della presentazione del libro “Canzoni. Con introduzione e commento di Gabriella Fenocchio” (Bompiani 2018). Intervengono Francesco Stella, direttore della rivista di poesia comparata «Semicerchio», e Alberto Bertoni, giurato del Premio. Conduce Paolo Fabrizio Iacuzzi.

«Una parola, quella del Guccini autore in versi, che nell’escursione dei registri linguistici, come pure nel travestimento feriale delle questioni supreme della vita, richiama il lettore a deporre la presunzione di formule definitive, riconducendolo alla parzialità di un punto di vista prima o poi destinato a essere smentito. E a questo mandato provvisorio assegnato alla parola, che si fa tutt’uno con una profonda dimensione etica, va forse ricondotta anche la multiforme e stratificata intertestualità letteraria che un’osservazione ravvicinata dei componimenti porta alla luce»

(G. Fenocchio, Introduzione a “Canzoni” di Francesco Guccini, 2018)

«L’arte può sorgere all’interno di un’economia di eccesso, il vero terreno di metafora. Ma gli artisti, che forgiano le metafore dalle contingenze labirintiche delle loro vite, non sono immuni alla verità in quanto desiderano la morte delle loro metafore per costringere l’altro a declamare una verità che porterebbe alla pronuncia di un nome eterno. Così è il desiderio del Labirinto.Così è il desiderio del nome predante, minotauro del Labirinto. Così è il desiderio della verità, illusione di fuga dal Labirinto. Così è la morte, maestra del desiderio.»

(R. Morris, Introduzione a “Cinque Labirinti”, 1993)

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