Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

Ermanno Cavazzoni è il vincitore del Premio Speciale Ceppo Racconto 2022, grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Premiazione 7 maggio 2022.


Cavazzoni al 66° Premio Internazionale Ceppo


Ceppo Racconto Lecture 2022

Cavazzoni tiene per il CEPPO BIENNALE RACCONTO 2022 una lecture appositamente scritta per il Premio Internazionale Ceppo. E’ a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente e direttore del Premio Ceppo. Viene letta a Pistoia (Palazzo Fabroni) il 7 maggio 2022.


La motivazione del Premio Speciale Ceppo Racconto scritta da Alberto Bertoni, giurato del premio.

Ermanno Cavazzoni vince il Premio Ceppo Biennale Racconto 2022 alla carriera per la vitalità e l’originalità di una poetica derivata dalla lieve e fantasiosa matrice ariostesca, proiettandola nella dimensione di quello spleen venato di follia che spesso contraddistingue i suoi personaggi. Questi sono di norma osservati dal basso delle loro vite comuni, attraverso le quali viene raffigurata un’umanità di grado zero che, in quanto tale, garantisce paradosso e verità, straniamento e non comune capacità di osservazione del reale. È uno sfondo antropologico che rimanda a un tipo di emilianità accidiosa e cocciuta, bizzosa e nevrastenica, beffarda e pochissimo condiscendente, espressa in una lingua che rimane al di qua del dialetto ma che s’incide nell’acustica profonda del lettore, in quanto sapidamente imbevuta di parlato diretto e di frequente accumulato nelle volute allucinate dei monologhi interiori. Prima degli ultimi sviluppi fantascientifici della sua scrittura, sono così emblematiche opere narrative via via fondamentali come Le tentazioni di Girolamo (1991), Storia naturale dei giganti (2007), Guida agli animali fantastici (2011) e Vite brevi di idioti (2017), Storie vere e verissime (2019).

A partire soprattutto dai Narratori delle pianure (silloge composta da Gianni Celati e pubblicata da Feltrinelli nel 1985) e dal Poema dei lunatici (composto da Ermanno Cavazzoni nel 1987, dal quale Fellini ha tratto il suo ultimo film Le voci della luna, avvalendosi del ruolo decisivo dell’autore in veste di sceneggiatore), Celati e Cavazzoni hanno introdotto nella nostra narrativa una visuale e una scrittura “semplici”: aperte cioè a sguardi ed esistenze non pregiudicati da ideologie, sovrastrutture, costruzioni schematiche preesistenti e inutilmente cerebrali. Prendendo le mosse dall’ultimo Calvino delle Lezioni americane e di Palomar, in cooperazione attiva e feconda con un altro intellettuale e scrittore “lunatico” come Daniele Benati, un grande fotografo negli anni Ottanta ancora misconosciuto come Luigi Ghirri e un filmaker complice come Jean Talon, Ermanno Cavazzoni in particolare ha mostrato il gusto del paradosso e l’attenzione a figure marginali ed eccentriche, che meglio rappresentano la visionarietà dell’esistenza umana e un suo dipanarsi “naturale”, perché totalmente privo di apatia e di banalizzazioni psicologistiche, come oggi è invece molto di moda.


Chi è 

ERMANNO CAVAZZONI (Reggio Emilia 1947) vive a Bologna, dove ha insegnato Estetica. È stato ideatore con Gianni Celati della rivista «Il semplice» (1995 -1997). Ha collaborato con Federico Fellini alla sceneggiatura di La voce della luna (1990), a La vita come viaggio aziendale di Paolo Muran, (2006) ed è regista di Vacanze al mare (2014). È autore di romanzi e racconti: Il poema dei lunatici (1987), Vite brevi di idioti (1997), Gli scrittori inutili (2002), Morti fortunati (2002), Guida agli animali fantastici (2011), Il pensatore solitario (2015), Il limbo delle fantasticazioni (2009), La valle dei ladri (2014), Gli eremiti del deserto (2016), La galassia dei dementi (2018) e La madre assassina (2020). In particolare per Storie vere e verissime e per Esame di mezzanotte (entrambi editi da La nave di Teseo rispettivamente nel 2019 e nel 2022) si conferma una grande maestro di storie più che di racconti (su questa distinzione anche Gospodinov, premio Ceppo Internazionale Racconto alla Carriera 2022 si trova sulla stessa linea), storie verissime ma incredibili, legate dalla sua ironia quieta e implacabile: lo stesso Ficara, che lo incontrerà al Ceppo, scrive che dietro “questa ridda o girandola comica si nasconde tuttavia la radice amara della comicità stessa di Cavazzoni”.

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