Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

La motivazione di Paolo Fabrizio Iacuzzi a “Mio padre la rivoluzione”

Davide Orecchio vince il Premio Speciale Ceppo Racconto Fiction/Nonfiction con Mio padre la rivoluzione (Minimum Fax, 2017) per l’omogeneità di un’opera che fissa la corrente della Storia come emblema della condizione umana nella confluenza di esperienze, miti e generi: un flusso narrativo senza soluzione di continuità che, tuttavia, non diventa romanzo ma resta in quella terra di nessuno dove il pensiero tra saggio, racconto e poesia non cessa di tessere il suo gioco di specchi.

Orecchio procede per suggestioni, reiterazioni, continui e repentini scarti quasi in una dimensione di lucida visionarietà, di sapiente costruzione di scenari, percorrendo il filo logico della Rivoluzione Russa, di cui è ricorso il centenario proprio nell’anno di pubblicazione della raccolta, moto intorno al quale girano le storie, che a un’analisi finale risultano essere una e nessuna. Si vuole quindi dare un riconoscimento alla scrittura non come strumento di intrattenimento ma come veicolo di conoscenza nella stimolazione al confronto, all’analisi, alla comprensione attraverso giustapposizione di entità umane, di presenze che rinnovano l’urgenza di un loro esprimersi, di un loro essere.

Il libro di Orecchio è un luogo dove confluiscono studio, metrica, biografia e autobiografia, figure paterne con la sapienza tramandata, con le sconfitte ereditate, drammi intimi e planetari, tradimenti e prese di coscienza, nell’immanenza – per usare le parole dell’autore – della “pagina ruvida, nascosta tra l’inchiostro, la sintassi, le iperboli, la punteggiatura, gli a capo, i paragrafi, le metafore, le postille, gli asterischi, gli spazi di bianco ingiallito, le digressioni, le descrizioni, i numeri, le virgolette, le esclamazioni, le visioni…”. Il racconto di Orecchio che ogni volta ricomincia da capo è lo spazio della sovversione, dove soggetti, complementi e predicati verbali sono ribaltati, stravolti mantenendo intatta la regola.

La scrittura qui è in se stessa “rivoluzione” ma mai “avanguardia”, messa in atto da un io che si fa esortazione, da una terza persona collocata in una quarta dimensione, mai statica, mai unica ma trasversale, onnipresente; mentre la Rivoluzione, quella fermata in una data, si ritrova ovunque: da Mosca a Messina al Messico, nelle fabbriche, nel lavoro di uno studioso, nei proclami e nelle parole dei bambini, nel passato ma soprattutto nel presente, quanto mai spaventoso.

Paolo Fabrizio Iacuzzi, Presidente della Giuria Letteraria del Premio Internazionale Ceppo.


Davide Orecchio al Premio Ceppo


Chi è lo scrittore

Davide Orecchio (Roma, 1969). Storico di formazione, ha pubblicato la raccolta di racconti Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi, 2012), vincitore del premio SuperMondello, e il romanzo di racconti Stati di grazia (Il Saggiatore, 2014). Per saperne di più, visita il sito web dello scrittore.

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