Paolo Fabrizio Iacuzzi

Esce il 15 giugno 2022 “Peste e Guerra. 1982-2022” di PFI – Interno Poesia

12 Giugno 2022

Esce il 15 giugno 2022 l’antologia di Paolo Fabrizio Iacuzzi “Peste e Guerra. La poesia non salverà la vita. Versi scelti 1982-2022”, introduzione e dialogo a cura di Michele Bordoni, Interno Poesia, 2022.


La scheda a cura di Michele Bordoni

Poesia come malattia virale, rivolta e ribellione del linguaggio alle imposizioni di potere che lo attanagliano. Ma anche poesia come storia sotterranea degli esclusi, dei vinti, dei sommersi, dei diversi, dei caduti in mare a poche miglia dalla meta.

Come il timoniere di Enea, Palinuro, la sua tomba inquieta: come Io, la ninfa che si “leva” e si staglia contro la violenza che la calpesta. Peste e Guerra. La poesia non salverà la vita è l’inedito viaggio con una bicicletta Bianca, immagine di resistenza o meglio di resilienza di una scrittura poetica nell’arco di quarant’anni: dalla guerra di Bosnia a quella dell’Ucraina, dall’Aids al Covid-19, dalla violenza alla discriminazione sessuale.

Paolo Fabrizio Iacuzzi concepisce la sua bicicletta come fosse la nave Argo, assemblando e smantellando brandelli della sua poesia e della sua esperienza intellettuale, trasfondendo il suo sangue e quello della sua famiglia dentro la Storia: una sorta di autofiction epica e corale.

Un libro Arlecchino, un libro Frankenstein: una prima parte composta da versi scelti dalla vasta produzione di uno dei maggiori poeti della sua generazione e una seconda che mette in scena il dialogo con il suo interlocutore-curatore-inquisitore, il giovane poeta Michele Bordoni.

Non un monologo, non la storicizzazione di una carriera poetica giunta al suo punto di massima altezza. Semmai una restituzione al mondo della voce che, prima inspirata, viene ora espirata nella condivisione e nel contagio dei valori della poesia, del potere delle immagini e della forza dei colori. Una celaniana “svolta del respiro” che non salverà la vita solo perché il suo compito è quella di renderla possibile.


Leggi alcune poesie nella scheda del libro

“Peste e Guerra. La poesia non salverà la vita” di PFI

Autore: Paolo Fabrizio Iacuzzi Titolo: Peste e Guerra. La poesia non salverà la vita. Versi scelti 1982-2022 Curatore: Michele Bordoni (Introduzione e dialogo a cura di) Editore: InternoPoesia, 2022 Tre poesie dal libro:  Tribunale delle Ortensie Giorni vicini al solstizio d’estate. Nel Piano di Furia sedato dal dolore. E lui in piedi davanti al tribunale delle Ortensie. […]

Ceppo Giovani 2022 – Il supervincitore Eugenio Fronteddu

2 Giugno 2022

Le recensioni di Eugenio Fronteddu ad alcuni racconti dei tre scrittori finalisti al Premio Ceppo Racconto. Il giurato della Giuria dei Giovani Lettori ha vinto il superpremio per aver scritto le migliori recensioni.


Eugenio Fronteddu ha anche realizzato per Fango Radio delle interviste ai vincitori del 66 Premio Ceppo e delle dirette streaming degli eventi dal 6 all’8 maggio 2022 insieme ad Alessio Chiappelli:

Il podcast: www.fangoradio.com/shows/243
Le tre giornate del 6-8 maggio: www.fangoradio.com/events/246


“Assunta” (Ispirato a “La ragazza con la pistola” di Mario Monicelli), da “E siccome lei” di Eleonora Marangoni

Un ritratto in punta di penna, leggerissimo, di Assunta Patané, il personaggio interpretato da Monica Vitti nel capolavoro pulp di Mario Monicelli. La novella si discosta dalle atmosfere mediterranee che nella pellicola Assunta via via va perdendo, mantenendone però il sottile understatement britannico (meglio sarebbe dire scozzese, vista l’ambientazione), specchio linguistico del modo di pensare della protagonista (che nel film corrisponde al compimento del suo percorso di sradicamento dalle radici insulari, sicule). Il racconto si presenta come una cronistoria del pellegrinaggio di Assunta in cerca del suo stupratore, Macaluso Vincenzo, sul quale vuole mettere le mani per ristabilire l’onore perduto, ammazzandolo a pistolettate. I vari capitoletti sono dedicati alle figure maschili incrociate dalla nostra nel suo cammino di vendetta, maschietti e maschiacci, figure minime, ironiche alcune e desolanti altre, pietre miliari (e a volte tombali) della riscoperta del proprio desiderio e dell’autodeterminazione. L’incertezza e l’inesperienza di Assunta svaniscono velocemente per dare spazio a commenti di spirito, brevi descrizioni dei caratteri degli uomini incontrati, quasi una didascalia fumettistica: dal vigile mimo al cameriere barese dongiovanni, dal giocatore di rugby troppo gentile al medico che la soccorre nel momento del bisogno (vede una pancia squarciata da un bisturi, non regge e capitombola), uomo sposato che diventerà compagno di vita. Assunta si stupisce del modo di fare inglese, quando, dopo aver assistito al divorzio del dottore, viene invitata dalla ormai ex moglie di lui a fare una visita allo zoo locale. Inconcepibile, o almeno lo era. Ormai Assunta non si stupisce più di tanto.

Giudizio: unico tra i recensori, sviluppa un confronto tra la protagonista del film interpretato da Monica Vitti, La ragazza con la pistola, e quella del racconto, cogliendo con finezza somiglianze e differenze.


“La seconda chiamata”, da “Animal Spirit” di Francesca Marciano

Un casting. Un’ambiente liminale, di passaggio, verso una svolta, una parte per un film, un possibile. Uno scontro, due piani dove il potere scorre prima univoco, poi quella linea di separazione, inizialmente netta, si sfalda, si ingrossa, si gonfia, diventa membrana osmotica: il potere, il suo imporsi, trasla, come un liquido nero, pattume, precipitato di rimorsi, incomprensioni e sensi di colpa. Tre tempi. Quello del casting, prima tranquillo, interrotto bruscamente dal tempo del ricordo, che riaffiora violento, spaccando e increspando due vite unite dalla morte. Infine il tempo dell’albergo, dove avviene la resa dei conti. Pacifica, agrodolce, inevitabile. Il periodare della Marciano è potentemente visivo, cala immediatamente il lettore nel farsi del racconto.

Giudizio: Con uno stile maturo e personale, la recensione dice il necessario per comprendere il racconto prescelto, le sue tematiche e la qualità della scrittura, lasciando al lettore il piacere della scoperta della trama e del finale.


“Giuditta”, da “I poteri forti” di Giuseppe Zucco

Una notte, dopo aver capito di essere l’uomo più piccolo, e forse pure l’ultimo uomo, in un marasma di emozioni ribollente, [il protagonista del racconto Giuditta] va fuori orario, come nel capolavoro grottesco di Scorsese. Ma non avrà liberazione, non troverà quella valvola di sfogo pirandelliana che ti inoculano in vena al liceo, come un consiglio non richiesto (eppur necessario!) per affrontare la vita. Al nostro Oloferne spetta solo un deserto da attraversare, passo dopo passo, mestamente. Magari se lo merita pure, chissà. In quella notte, oh quella notte, avviene un incontro che è anche una citazione. Dei giovinastri, di almeno quindici anni in meno del tapino allo sbaraglio, quasi lo mettono sotto. E lui si ridesta dal torpore metafisico da cui è pervaso, vorrebbe affrontarli, vorrebbe farsi picchiare malamente, conciare come una pelle. Ma non ha le palle. Come il dottor Fridolin di “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, che in una notte di nebbia vorrebbe (senza potere) affrontare dei baldi giovani che lo provocano, per dimostrare al proprio ego di persistere ancora. Il fraseggio di Zucco è strabiliante, una gioia per la voce interiore che legge. Impastato, tra descrizioni gustosissime e sferzate morali, vere e proprie sentenze, affilate come un rasoio. Da ricordare anche questa città asettica dove si muove il senza nome, palazzi di vetro, lampioni gialli, notte e nebbiolina. Per come sono tratteggiati, sembrano i palazzi dei thriller del primo Dario Argento, pilastri di cemento calati direttamente dagli anni ’70, potrebbe essere Torino o Roma, non importa la precisione geografica.

Giudizio: la recensione mostra ricchezza di riferimenti (alla pittura di Caravaggio, al cinema, alla letteratura, alla canzone d’autore) giocati senza pesantezza, ma in uno stile efficace che coglie in profondità le caratteristiche tematiche e formali della narrativa di Zucco.

Ceppo Giovani 2022 – Le recensioni vincitrici e segnalate ai racconti di Marangoni, Marciano e Zucco

1 Giugno 2022

Le recensioni animate vincitrici e segnalate sui racconti di Eleonora Marangoni, Francesca Marciano e Giuseppe Zucco, scritte dagli studenti delle scuole secondarie di II grado. Sono state lette alcune citazioni, selezionate da Paolo Fabrizio Iacuzzi e Filiberto Segatto, nel corso della mattinata di domenica 8 maggio 2022, ore 10-12.30. I ragazzi hanno vinto dei buoni libro offerti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia da spendere presso la Libreria Lo Spazio di Pistoia.


Recensioni ai racconti di
Eleonora Marangoni

Vincitrice Giacomelli Donatella, Liceo Savoia, racconto  “Valentina, cose di cui non scriverò”

Apprezzabile la lettura del personaggio come emblema dell’età tra infanzia e adultità, con il quale vi si identifica.

Valentina è solo una sagoma, un contorno, una fugace pennellata di colore rispetto ad altre donne di cui si parla nel libro, eppure in questo suo affiorare di pensieri emerge qualcosa di più profondo, forse difficile da spiegare ma molto più semplice da provare: una sorta di familiarità nelle sue parole, come il caldo abbraccio di qualcuno che ti comprende e ti rassicura, o forse meglio paragonarla ad una ricca galleria d’arte con opere che a tratti possono sembrare fuorvianti, ma che al centro hanno un tema a cui tutte vengono ricondotte, ossia la semplice quotidianità che ciascuno di noi vive ed esperisce. La ragazza ci parla dell’“odore che ha il prato la mattina presto”, “del sapore che hanno le sigarette che accende per noia”, delle espressioni di sua madre, “di tutti i giochi che inventano i figli unici”, dei pensieri che ha la notte quando non riesce a dormire, ma lo fa con una naturalezza e una spontaneità tali da renderla solo un prestanome per una coscienza condivisa da tutte le altre donne. Valentina ci presenta il mondo visto con gli occhi di una ragazza che diventa una sorta di portavoce dei pensieri delle più giovani, ancora felicemente e nostalgicamente legate alla loro infanzia che, anche se sta ormai giungendo al proprio tramonto, fa capolino all’alba di un’età più matura, in cui si trova ancora un flebile ma piacevole diletto nello “slalom con gli occhi tra le linee tratteggiate in autostrada”, nel “pavimento di marmo come scacchiera” o nelle “forme delle nuvole”.

Vincitore Pezzimenti Lorenzo, Istituto Einaudi, racconto “Ofelia”      

Anche se non mette note personali, riassume e interpreta bene il racconto.

Nel racconto in questione, dal titolo Ofelia, la voce narrante è quella di una ragazza che  ripercorre a ritroso con la memoria le ‘fotografie della mente’ di sua nonna materna Ofelia, che non c’è più.  La scelta dei ricordi mostra originalità. Si esce totalmente dai luoghi comuni della nonna classica, poiché la nipote evidenzia come in una caricatura – non di scherno ma di orgoglio – gli aspetti più e meno bizzarri della donna: dall’esigenza di infiorettare il suo parlare con termini francesi – pur non essendo mai stata in Francia – alla più estrema delle sue azioni di comunicazione, cioè quella di intimorire il fidanzato, che non aveva neanche mai baciato, minacciando di gettarsi dall’alto di un condominio se non le avesse chiesto di sposarlo.  Anche se la nipote non lo dice apertamente, si evince la sua soddisfazione nell’avere nei propri geni quelli di una nonna ‘fuori dagli schemi’,  a cui sentirsi vicina e  solidale anche negli aspetti negativi di una fisicità che le accomunava: essere delle “lungagnone”. Il ricordo di Ofelia funge da insegnamento, ci ricorda che è possibile affrontare i momenti più o meno bui della vita in maniera positiva e, per quanto possibile, con la leggerezza che se somatizzata porta a risvolti positivi nelle vicende a noi ostili. È questo il ricordo più importante che Anna ha di sua nonna: lo spirito con cui Ofelia affrontava la vita, che ha reso possibile che quest’ultima continui a “vivere” nella vita della nipote, poggiandole una mano sulla spalla quando ne avrà bisogno, tramite il ricordo leggero e spensierato di qualcuno che, in qualche modo, rimarrà sempre con lei.

Vincitrice Russo Concetta Pacinotti, racconto “Crisantemi”

Mette in relazione la fioraia del racconto all’estetista del proprio indirizzo di studio. molto personale e ben strutturato.

Adelaide Ciafrocchi fa la fioraia, vende i fiori al Verano. Mentre si reca a lavoro, vede un manifesto con una ragazza americana in accappatoio che sorride, con sotto scritta la domanda “a chi devo dire grazie?”. Anche la protagonista, nel vedere il cartellone, si pone la stessa domanda e inizia a pensare che, al di là di alcuni uomini da dimenticare (Oreste, Nello, Amleto), la sua gratitudine deve essere rivolta ai crisantemi. È grazie a loro che lei riesce a vivere e ad avere una vita decorosa, nonostante siano comunemente associati al lutto e alla morte.Il mio indirizzo di studio vive sulle convenzioni che riguardano la bellezza e il benessere; dire ciò che è brutto o no è importante ma rimane comunque un qualcosa di costruito da noi esseri umani, un po’ come l’associazione fra i crisantemi e la morte. La protagonista si chiede cosa sia importante per lei e così come per lei è importante il mondo dei fiori e dei crisantemi, che vengono comprati per il loro significato, così per me è importante il mondo dei cosmetici, dei saloni di bellezza, degli smalti e delle acconciature, che mi danno da vivere per il significato che la cultura comune attribuisce loro. Riflettere su queste cose è fondamentale per svolgere un lavoro con consapevolezza, motivazione, ma anche leggerezza . Il confronto con altre culture, poi, come l’incontro con la signora inglese per Adelaide, ci aiuta a rompere queste convenzioni e a vedere come il nostro mondo importante sia anche un po’ costruito. Questo non toglie la bellezza del lavoro di una fioraia o di una estetista, ma impedisce che i significati che attribuiamo a un fiore o a un rossetto diventino l’unico motivo di vita, perdendo così contatto con le motivazioni più profonde come stare vicino a chi piange un lutto quando si comprano dei crisantemi o la gioia di incontrare qualcuno a cui vogliamo bene quando ci facciamo belli.

Segnalata Di Pace Anna, Forteguerri 4B, “Ofelia”

L’unica cosa che davvero possiamo tentare di fare è scegliere con cura uno di questi racconti e, facendo ben aderire il nostro carattere con esso, proiettarci dentro. Proprio come io ho fatto con Anna, la nipote della misteriosa Ofelia. Sicuramente sarà il nome, mi sono detta. Di certo non può essere solo questo. C’era infatti fra quelle pagine un profumo che conosco bene: l’inequivocabile odore della casa di mia nonna. Quindi, senza dimenticare che stavo ancora passeggiando sul territorio delle interpretazioni di Monica Vitti, ho rivolto il mio specchio verso Anna e in lei ho scorto la stessa nostalgia per una persona di cui portiamo una gran riconoscenza, ma della quale non abbiamo mai compreso a pieno la verità.


Recensioni ai racconti di
Francesca Marciano

Vincitrice Fabbri Giulia, Liceo Mantellate Scientifico, “Chi nella vita non è mai caduto in tentazione”  

Buona l’interpretazione, anche simbolica, e la scrittura.

Che cos’è una tentazione? Come e perché siamo tentati? Vi si può resistere? Questi ed altri interrogativi mi hanno accompagnata nella lettura del racconto “La ragazza”, tratto da “Animal Spirit” di Francesca Marciano, edito da Mondadori nel 2021. Ada, è questo il nome della protagonista, da giovane non riesce a resistere alla tentazione della droga, da cui viene inizialmente attratta e poi totalmente travolta, al punto che la prima parte della sua vita ne è completamente segnata: trascorrerà, infatti, molto tempo in una comunità di recupero nel tentativo di uscire da questo terribile tunnel. Ada, da spirito libero quale è, decide infatti di accettare la vaga proposta di lavoro fattale da uno sconosciuto che le aveva offerto un passaggio per tornare a casa. Così esce dalla sua famiglia per entrare di colpo in un’altra, quella del circo presso cui l’uomo – Andor è il suo nome – fa l’incantatore di serpenti. Ada diventa la sua assistente e resta a dir poco ammaliata da questi animali, con cui instaura in poco tempo un rapporto quasi morboso, forse per la loro natura attrattiva o forse per la sua disposizione a cadere in tentazione. Il serpente, infatti, è nell’immaginario cristiano il simbolo del male: basti pensare alla storia di Adamo ed Eva che cade nell’inganno dell’animale, ritenuto per questo l’emblema di Satana. Il serpente, però, rivela anche un forte legame con la vita, poiché emerge dalle viscere della stessa madre terra. L’incontro inaspettato con questo animale segna per Ada il passaggio dalla giovinezza alla maturità: come lei riesce a domare i serpenti, così riesce a poco a poco a domare le passioni, a imporre un limite alle tentazioni. Cambiare è possibile, cadere anche, ma alla fine ciò che conta è far tesoro dei propri errori e da questi ripartire per crescere e costruire una nuova vita. Questo il patrimonio di insegnamenti che Ada mi ha lasciato.

Vincitore Gerace Roberto, “Potrebbero esserci spargimenti di sangue” 

Intreccia in modo assai efficace il sunto della trama con le considerazioni interpretative che ne colgono bene i significati.

Roma non vende catabasi posticce: Diana comincia a guardare insieme con curiosità e inquietudine agli assembramenti di gabbiani che le impediscono di godersi la vista dal balcone su Piazza Navona; abbandonati gli strati archeologici sepolti, il suo interesse si sposta verso il traffico di forme viventi che imperversano nel cielo. Com’è possibile che una città intera sia preda delle “invasioni barbariche” di questi uccelli? Davvero non è possibile scacciarli, come sostiene il padrone di casa? È per rispondere a queste domande che Diana incontra Ivo, il falconiere, e Queen, il falco per cui svilupperà una piccola ossessione. Già a partire dal nome, Queen rappresenta tutto ciò che Diana non può essere: un individuo addestrato a lottare per conquistarsi il proprio spazio, che non ha paura di mordere alla giugulare i suoi rivali. A impedirle di farsi regina del proprio destino non è un incidente d’auto, come nel caso della Lady passata alle cronache, ma la malattia insinuante dell’immobilismo, del compromesso con le proprie debolezze.

Segnalata Argentino Beatrice, “La Ragazza”

“La ragazza” è uno dei sei racconti presenti all’interno di “Animal Spirit” la cui autrice è Francesca Marciano. Un racconto fresco e innovativo, caratterizzato dalla presenza di un animale un po’ inconsueto: il serpente. Infatti tutti e sei i racconti sono delineati da una presenza animalesca, quando un pigro gatto sempre pronto a nascondersi nei posti più celati della casa, quando un cagnolino che solo grazie alla sua presenza riesce a regalare serenità anche ai cuori più freddi. Un rapporto quasi malato è percepibile, invece, tra la protagonista, Ada, e il pitone albino di Burma. Attraverso uno stile cinematografico Marciano descrive le sensazioni elettriche provate dalla protagonista quando il suo corpo entrava in contatto con le gelide squame del serpente, nel mezzo del palco, circondata da molte famiglie felici, lei era lì insieme ai serpenti. Fin dal primo momento Ada si mostra entusiasta di lavorare con questi animali, il solo tocco scatena una scintilla dentro Ada, dentro di lei qualcosa si è mosso, da quel momento nulla sarà più come prima.

Segnalata Di Fede Chiara Istrituto Einaudi, “Potrebbero accadere cose terribili”       

Una storia d’amore e di intrighi,  ricca di colpi di scena,  che riesce ad entrare prepotentemente nel cuore del lettore quella fra Emilia e Sandro, protagonisti di una fatale adulterina attrazione  che si rivelerà, in un certo senso, ‘letale’, poiché foriera di sofferenza e lacerazioni, non solo per i protagonisti ma anche per i loro affetti più cari.  Il legame che unisce  i due amanti, infatti, avvinti da leggerezza e spensieratezza, si intreccia con la triste storia di tre bambine che  subiscono, loro malgrado,  gli errori dei grandi, riuscendo, però, con coraggio, seppur trafitte da un dolore lancinante, immenso, a ‘scavalcarne’ la maturità.   Il complicato rapporto tra Emilia e Sandro riesce a mettere, infatti, a repentaglio  l’amore incondizionato che un genitore dovrebbe provare  per un figlio, segnando così in profondità la sensibilità delle tre neoadolescenti, vittime di esclusione e dimenticanza. Questo bellissimo racconto insegna a non dare mai niente per scontato: Quante volte ci capita di dare per scontata la nostra routine e ciò che abbiamo? Quante volte scappiamo di fronte ai problemi per paura di affrontarli e risolverli?  Con un linguaggio familiare, comune, ‘amico’, che attinge alla realtà e che realisticamente ‘varia’ lungo la narrazione, a seconda delle ‘voci’, adulte o adolescenti ( prevalenti soprattutto nella parte finale del racconto), Francesca Marciano cattura il lettore, offrendogli molti spunti di riflessione di fronte a quella che può rivelarsi una realtà illusoria e, talvolta, crudele.  In fondo <<quante cose terribili ci possono accadere nello spazio di un respiro>> ?

Segnalato Mancuso Daniele, Istituto Capitini, “Seconda chiamata”

“Seconda chiamata” è il titolo del racconto che ha scosso maggiormente la mia sensibilità e l’ho preferito perché smuove le mie emozioni, stordisce le mie convinzioni e vibrando corde nascoste della mia coscienza riecheggia e riaffiora come se l’avessi appena letto. Un regista torna a Roma dopo più di venticinque anni e incontra per caso la donna che da giovane era stata la causa dell’incidente stradale che aveva scaturito la morte di sua sorella. Un incontro puramente fortuito e indesiderato da entrambi che riapre una ferita mai rimarginata ma che porta i due a confrontarsi e ad avvicinarsi per cercare di alleviare quel dolore che li ha uniti sebbene in modo differente. Questo racconto malinconico ci mostra che spesso esistono più vittime e nessun colpevole, ci insegna che forse fuggire, come avevano fatto Julian, il regista e la sua famiglia non è la soluzione. Assistiamo quindi a una storia di trasformazione e maturazione in cui i due protagonisti imparano ad accettare il dolore e a conviverci,

Segnalata: Ricci Alessia, Liceo Artistico,  intero libro 

Il libro comprende sei racconti e sono, come anticipa il titolo, attraversati dalla presenza animale come gabbiani, serpenti, falchi, alci e cagnolini. Anche se le storie sono completamente separate tra loro, sono accomunate proprio da questo spirito animale, selvaggio, dallo spirito di libertà. In tutti i racconti notiamo che i protagonisti scappano, o cercano di reprimere un sentimento negativo. L’autrice li porta a tuffarsi in avventure inaspettate come unirsi ad un gruppo di circensi, o ad accompagnare un ex, su l’orlo di una crisi psicotica, in mezzo al deserto in New Mexico. anche se il libro non mi ha fatto impazzire mi è piaciuta molto la capacità che ha di trasportarti in un’altra dimensione con le descrizioni sia dei personaggi che dei luoghi. La narrazione è molto accurata ma non appesantisce ili racconto, come spesso succede, e rende la lettura molto scorrevole. Nonostante questa attenzione per le descrizioni e i dettagli, secondo me, questo libro non è tra i meglio riusciti, le storie le ho trovate un po’ banali e prive di significato (una l’ho trovata addirittura terrificante) e una volta finito non mi ha lasciato niente.


Recensioni ai racconti di
Giuseppe Zucco

Vincitrice Calcagna Andrea, Liceo Forteguerri, “La Pietanza”   

La recensione muove dall’interpretazione dell’epigrafe al racconto, un verso di Cino da Pistoia, sviluppando in modo eccellente l’analisi tematica.

Non a caso, nella canzone Quando pur veggio che si volta il sole, di Cino da Pistoia, la parola Pietanza rima con speranza (v. 13). Ed anche nel verso citato da Zucco (mi movo e cerco di trovar Pietanza) questa parola è messa in relazione con l’idea della ricerca, del movimento, della tensione verso qualcosa. Insomma, questo racconto ci mette di fronte ad una questione fondamentale, che forse è la vera domanda che guida ogni riflessione sull’agire umano: cosa dobbiamo cercare? E, sottinteso, cosa ci può donare salvezza ?La pietanza, l’unione della compassione e della sostanza, la pietanza, la compassione totale e salvifica verso gli altri e verso noi stessi. Non sono pochi, dunque, gli spunti di riflessione che ci propone questo racconto, ed interessano soprattutto il nostro tempo, in cui si vive sempre più tragicamente la crisi della viva e vera relazione umana. Lo sguardo dell’autore sulla realtà è disincantato, e non nega la natura quasi surreale del mondo in cui viviamo, ma ci invita a cercare l’essenziale nell’atto di compassione che può tenere in vita l’amore.

Vincitrice: D’Onofrio Ilenia, Liceo Artistico        

La recensione individua molto bene le caratteristiche comuni ai racconti e le motivazioni del titolo, I poteri forti.

Cinque lunghi racconti, ambientati in città senza nome, eppure così familiari. Non c’è un tempo, non ci sono nomi, non ci sono confini geografici. Gli stessi protagonisti senza generalità sembrano essere ignari. Solo i poteri forti riescono a tracciare per loro un sentiero; poteri generati da un desiderio ossessivo: il sesso, il cibo, la volontà di suicidarsi . Cinque racconti, legati da una dualità. In ogni racconto un uomo e una donna, il cielo e il cemento, la vita e la morte, il sonno e il sogno, il putridume e le gote rosse di una ragazza, la luce e il buio, la coscienza e l’incoscienza. Si tratta di forte una complementarità. Per conoscere noi stessi dobbiamo spingerci fin nel profondo, i veri poteri forti che ci spingono a compiere ogni passo. E che cosa sono questi poteri forti se non la forza che spinge l’azione dell’uomo? I nostri desideri, passioni, sentimenti; crediamo di possederli quando in realtà essi possiedono noi, come se dentro di noi ci fosse una parte oscura che ci guida

Vincitrice Gori Ginevra, Istituto Capitini,  “Quarant’anni”

L’interpretazione dei racconti coglie molto bene la qualità dello stile e  l’aspetto essenziale  dei temi, spiegando il fascino che ne subisce il lettore.

Giuseppe Zucco nei suoi scritti riesce a creare un’atmosfera tesa e nervosa avvalendosi di un immaginifico capace di creare scenari unici che, per quanto straordinari, reggono coerentemente dall’inizio alla fine, universi legati dal filo invisibile dei poteri forti; ed è così che l’autore ci fa immergere in cinque racconti di relazioni, passioni, insoddisfazioni, frustrazioni, forze che guidano l’uomo. In questa raccolta l’autore scava profondamente l’animo umano, perché i poteri forti muovono le azioni dei protagonisti che quasi mai sembrano scelte, sono stordimento che spinge allo straniamento dalla propria vita attraverso un marito che si ritrova estraneo di fronte all’orribile risata della moglie; la vinta tentazione di aprire una porta circolo di una fame insaziabile; due adolescenti che fanno della morte di migliaia di migranti il pretesto per innamorarsi. L’universo surreale di Zucco non impedisce al lettore di empatizzare con i personaggi che sono senza nome perché rappresentano quell’apparente bisogno di ciascuno di uccidere i propri mostri che si traduce nella consapevolezza che con i nostri mostri occorre convivere.

Vincitrice Mannelli Lavinia, “In branco sondarono i fondali”    

L’interpretazione dei racconti è sostenuta da una serie di riferimenti culturali  che consentono di cogliere la qualità della narrazione, il suo effetto sul lettore, le sue matrici nella tradizione del Novecento italiano.

Nel suo celebre saggio del 1919, Das Unheimliche, Sigmund Freud sostiene che “perturbante” è quella sorta di spaventoso che proviamo di fronte al ritorno inaspettato di un oggetto familiare del passato che credevamo rimosso o superato. Quando assistiamo al ritorno di un complesso infantile rimosso (come quello di castrazione) o a certe credenze primitive che credevamo di avere superato grazie all’esercizio della ragione (come, per esempio, quelle animistiche), ecco che quel contenuto inconscio si presenta a noi capovolto di segno, non più familiare e noto ma sinistro: unheimliche, appunto. I poteri forti di Giuseppe Zucco, il racconto che dà il titolo alla raccolta (NNEditore, 2021), oscilla tra il domestico e l’insolito, la realtà percepita fino ad allora dal personaggio principale e il rimosso (sociale, più che personale) che ne determina lo stravolgimento. Si tratta di un’oscillazione continua e, tuttavia, quasi mai propriamente perturbante perché il trauma, se c’è, conosce diversi livelli e gradazioni e non è mai interamente accolto: accade un giorno, a scuola, in seguito alla scelta di una Preside, ma avviene anche ogni giorno, ogni istante, in maniera impercepibile e sotterranea, ogni qualvolta il protagonista si trova a fare i conti con sé stesso, la ragazza di cui si innamora e il proprio spazio privato di studente liceale. Tra il sogno e la veglia, tornano ossessive le immagini e i video realistici di mondi alternativi e distanti – o percepiti come tali: i migranti, i pestaggi, le scene di un videogioco o di un porno, le gif e le emoticon stranianti.Nell’immagine conclusiva del racconto, quella piccola frase perfetta (In branco sondarono i fondali, ivi) fa venire in mente le visioni di Anna Maria Ortese, Tommaso Landolfi e Massimo Bontempelli e ci ricorda che la realtà può sempre essere lacerata (o, meglio, che non è mai rassicurante né governabile).Nell’immagine conclusiva del racconto, quella piccola frase perfetta (In branco sondarono i fondali, ivi) fa venire in mente le visioni di Anna Maria Ortese, Tommaso Landolfi e Massimo Bontempelli e ci ricorda che la realtà può sempre essere lacerata (o, meglio, che non è mai rassicurante né governabile).

Segnalata: Moncini Erica, Liceo Savoia, “Giuditta”   

Il dettaglio che mi è piaciuto maggiormente di questo libro è la scelta dell’autore di non dare un nome ai personaggi. Ho interpretato questa scelta come un modo di generalizzare le storie, così che più persone possano ritrovarsi e sentirsi parte di esse. Personalmente questa decisione mi è servita anche per non dare etichette e non crearmi aspettative sulle scelte e sulle personalità che ho incontrato leggendo. Io credo che sia normale, in quanto esseri umani, farsi idee su cose e persone che poi si rivelano sbagliate. La storia in cui mi sono ritrovata maggiormente è “Giuditta” perché condivido pienamente l’idea che il protagonista ha dell’arte e per il suo modo di reagire alle difficoltà nei rapporti. La mia idea sull’arte è la stessa del protagonista. Mi rendo conto che possa sembrare superficiale e quasi cattivo esprimere un tale giudizio su lavori in cui gli artisti hanno espresso loro stessi, ma personalmente l’ipocrisia di cui parla il protagonista non è nei quadri ma nell’atteggiamento che le persone hanno verso di essi. Con questo intendo dire che elogiare la bravura dell’artista nel dipingere è giusto, ma non è corretto il fatto che ogni persona possa criticare un quadro in base a come lo vede. Questo perché se anche la persona in questione è un critico d’arte avrà sempre una sua personale esperienza che andrà ad intaccare in qualche modo la visione che hanno gli altri del dipinto.

Segnalato Baroncelli Niccolò, Istituto Pacinotti, ” La Pietanza”

Il messaggio che sembra passare è che, anche se il peggiore dei criminali desse segno di redenzione e desiderasse aiutare qualcuno, questo gesto d’amore verrebbe senz’altro inghiottito dagli egoismi altrui. La sensazione che lascia questo racconto è di inquietudine e di conflitto, come se alla sofferenza attuale del mondo non vi sia rimedio e, anzi, sia destinata a peggiorare. In questo sembra davvero che il racconto sia ben costruito (la suspense, i personaggi, le loro caratteristiche, i loro comportamenti), tutto sembra concorrere a creare attese e speranze che vengono puntualmente deluse da imprevisti apparentemente incomprensibili, come il finale quasi disgustoso. In realtà la riflessione che lascia è molto attuale e sembra quasi che chieda a me lettore il compito di cambiare copione, di dare un contributo diverso a un vortice di sofferenza, scorrettezza e morte che sembra inarrestabile nella nostra società.  Anche se questo può non bastare, tuttavia risulta l’unica strada percorribile alla luce del racconto e dello stile dell’autore, con il quale si è così tanto coinvolti dal sentirsi in dovere di dare un contributo concreto allo svolgimento delle trame profonde della vicenda.

Segnalata: Sica Martina, Liceo Scientifico Mantellate, “Giuditta”

Giuditta, primo dei racconti del libro I poteri forti di Giuseppe Zucco, è una storia che tiene incollati alle pagine dalla prima all’ultima parola. Ha un ritmo così serrato che mentre si legge sembra di avere in testa una grancassa che scandisce il tempo. Ma come riesce Zucco a ottenere tale effetto? Ciò che colpisce subito è senz’altro la scelta, ben pensata, di non riportare mai i discorsi diretti nel modo tradizionale insegnato a scuola; le virgolette, i trattini e i caporali vengono banditi per non spezzare il ritmo della storia e lasciano spazio alla ripetizione continua di “disse lui” e “disse lei”.L’autore conosce l’indole umana e descrive talmente bene le situazioni da far provare al lettore un senso di fastidio. “Nulla gli causava più ribrezzo dell’arte” è una frase che porta subito ad alzare gli occhi al cielo scocciati: “Ecco – pensa chi legge – il solito alternativo. L’intellettuale che pensa di sapere tutto e invece non capisce un tubo”. Invece, quest’uomo senza nome, protagonista del racconto, capisce eccome e fa sentire sporchi, colpevoli, insulsi: “Ma se l’arte […] elevava gli animi e toccava i cuori […] perché poi la gente uscendo dalle mostre non dava segno di cambiamento e continuava a essere vile, rancorosa e fratricida?”.

Ceppo Ragazzi 2022 – Le recensioni vincitrici e segnalate delle secondarie di I grado

26 Maggio 2022

Le recensioni animate vincitrici e segnalate sui libri di Fabrizio Silei e sui classici da lui consigliati, preparate dagli studenti delle scuole secondarie dio I grado. Sono state lette alcune citazioni, selezionate da Paolo Fabrizio Iacuzzi e Ilaria Tagliaferri, nel corso del pomeriggio di mercoledì 11 maggio 2022, ore 15-18. I ragazzi hanno vinto dei buoni libro offerti dalla Fondazione Chianti Banca da spendere presso la Libreria Giunti al Punto di Pistoia.


I CLASSICI CONSIGLIATI DA FABRIZIO SILEI
Recensioni scritte


Muoio dalla voglia di conoscerti (Aidan Chambers)

Vincitrice Selene Anzivino, scuola Raffaello, classe 2 C, insegnante Elisabetta Dei 

In varie scene del libro Karl riesce a parlare “liberamente” dei suoi problemi e dei suoi pensieri almeno con lo scrittore, a differenza mia che non sono capace di aprirmi nemmeno con un pezzo di carta, per cui apprezzo il coraggio di Karl e vorrei almeno in questo essergli simile”

Selene è sincera e spontanea nella sua recensione, che diventa veicolo di espressione per condividere le proprie perplessità su se stessa con i lettori.

Vincitrice Elena Morosi, scuola Marconi-Frosini, classe 2 G, insegnante Patrizia Florio

In questo periodo mi capita di sentire che diversi studenti hanno idee suicide anche perché si sentono soli,  non avendo una persona vicina che li conforta nei momenti più difficili. Proprio a loro  e a chi è depresso consiglierei il libro: per capire il valore della vita;  che tutti abbiamo dei difetti di cui non dobbiamo vergognarci;  che dalle difficoltà si esce più forti; che  non bisogna arrendersi mai.

Apprezziamo molto il coraggio con cui Elena si espone in prima persona riflettendo sul diagio giovanile alla luce di una letttura del romanzo di Chambers che ha evidentemente toccato le corde della sua sensibilità.

Vincitore Riccardo Carli, scuola Raffaello, classe 2 C, insegnante Elisabetta Dei

La scultura riporta al tema dell’amicizia: lo scrittore non capisce quello che Karl vuole esprimere attraverso le sue creazioni, ma, a differenza di Fiorella, lo incoraggia a portare avanti questa passione. Il libro è un capolavoro di emozioni. La scena che mi è piaciuta di più è stata quella  della pesca, perché mi ha trasmesso una tranquillità infinita e avrei voluto stare lì, con Karl e lo scrittore, per godermi il paesaggio e i suoni”.

Quella di Riccardo è una recensione densa di immagini e sensazioni, e apprezziamo la vena lirica con cui è stata ideata e scritta.

Segnalati

Delia Grauso, scuola Marconi Frosini, classe 2 F, insegnante Patrizia Florio

Gaia Attanasi, scuola Marconi Frosini, classe 2 G, insegnante Patrizia Florio


I LIBRI DI FABRIZIO SILEI


FUORIGIOCO

 Vincitrice Ginevra Frosini, scuola Marconi-Frosini, classe 3 D insegnante Martina Novelli

Trovo assurdo pensare che con un solo cenno della mano o con una sola parola tu possa spegnere la luce di una persona, perché quella luce ti accenderà la notte, ti travolgerà nel silenzio, ti farà diventare come un diamante sporco di luce non sua e rimpiangerai quel giorno in cui quel gesto ti fu portato via come il sole nella tempesta. E a soli trentasei anni, con un carriera che gli avrebbe dato tanta gioia e l’amore della patria, Matthias Sindelar è scomparso in un solo soffio di vento. E quel popolo che esultava sugli spalti ora è solo un lontano ricordo. Nella storia ci saranno altri calciatori, ma nessuno sarà come Matthias Sindelar, un uomo che non aveva paura”

Sincera e candidamente appassionata, la recensione di Martina vince per la capacità di rielaborare i concetti principali del romanzo e di farli propri.

Segnalati

Santiago Mariotti, scuola Marconi-Frosini, classe 3 D insegnante MartinaNovelli

Marco Muffi, scuola Raffaello, classe1 B, insegnante Diletta Scolari


TRAPPOLA PER VOLPI

Vincitore: Viola Geloso, scuola Marconi-Frosini, classe 3 E, insegnante Sara Izzo 

Ho trovato il libro molto avvincente grazie alla descrizione dettagliata dei personaggi e dei loro stati d’animo che, in alcune parti, mi ha fatto immedesimare nei protagonisti, in particolare nei due principali.  La preoccupazione che prova Vitaliano riguardo alla sua prestazione sul lavoro, mi ha fatto avvicinare a questo personaggio, che arriva anche a sentirsi male a causa dell’ansia di deludere le aspettative dei suoi superiori. La stessa sensazione l’ho provata con il personaggio di Pietro e la sua indole ribelle: molte volte, come lui, mi trovo a dire cose sbagliate in momenti sbagliati. Questa emozione repressa, “La rabbia del lupo” provoca situazioni spiacevoli a se stesso e alle persone che ama.

Una recensione puntuale e molto personale, quella di Viola, che conferma la sua lettura sensibile e attenta ai dettagli e alla caratterizzazione dei personaggi

Segnalati:

Rebecca Di Cicco, scuola Marconi Frosini classe 3 E, insegnante Sara Izzo

Vittorio Tredici, classe 3 E, scuola Marconi-Frosini, insegnante Sara Izzo


L’AUTOBUS DI ROSA

Vincitrice: Lima Simara, scuola Giuseppe Giusti (Monsummano), classe 1 A, insegnante Fabrizio Pagni

20 anni dopo il tuo gesto i miei nonni ancora giovanissimi sono arrivati qua in Italia da Capo Verde per cercare lavoro e grazie a quello che sei riuscita a cambiare col tuo gesto, hanno trovato delle famiglie che gli hanno offerto subito un lavoro e mio nonno addirittura è restato qua fino alla pensione. Hanno costruito la loro vita e la loro famiglia insieme ad amici italiani che li hanno sempre aiutati, senza ricevere mai forme di razzismo nei loro confronti. È stato difficile per loro lasciare le loro origini ma si sono subito adattati allo stile di vita diverso. Grazie a quel “no” deciso che hai detto su quell’autobus, molte persone di colore come i miei nonni e il ragazzo del libro “L’autobus di Rosa” non hanno avuto i problemi che hai avuto tu ai tempi del razzismo e ogni persona adesso può vivere avendo gli stessi diritti di tutti.

Lima ha saputo afferrare con grande consapevolezza e sensibilità la profondità del libro, che ripercorre la storia di una delle protagoniste della lotta per i diritti civili: lo fa in maniera originale, attraverso una lettera indirizzata proprio alla protagonista del libro, e le racconta a sua volta la storia di una parte significativa della propria famiglia.

Vincitore Braian ErcoKaj, classe 1 C, scuola Raffaello, insegnante Elisabetta Dei

Io consiglio molto questo libro, perché fa capire quanto forte fosse il razzismo nel 1955 in America e di come queste povere persone venissero discriminate e addirittura, in alcuni casi, uccise! Tutto questo solo per il colore della pelle. Non è giusto discriminare le persone, perché noi esseri umani siamo tutti uguali. Io ho un buonissimo rapporto con un ragazzo di colore. Ci siamo conosciuti nel 2016 al parco, io stavo giocando a calcio con dei miei amici, lui voleva giocare con noi, ma i miei amici non lo facevano partecipare. Perciò io sono andato da lui, che era un po’ triste, gli ho detto di lasciare perdere quei ragazzini e di venire a giocare con me. Abbiamo fatto una partita a calcio io e lui contro i miei amici e abbiamo vinto ben 4-2: da quel giorno siamo diventati molto amici e lo siamo ancora oggi”.

Brian personalizza in maniera coinvolgente e schietta la sua recensione, raccontando il suo vissuto personale attraverso un’amicizia a cui tiene molto, che ben rappresenta il nodo finale delle sue riflessioni dopo la lettura del libro di Silei.

Vincitore Francesco Caselli scuola Marconi Frosini Marconi, classe 2 C, insegnante Maria Nuozzi

Un’altra cosa che mi colpisce molto e che mi tocca sono le frasi scritte in fondo al libro come: “c’è sempre un autobus che passa nella vita di ognuno di noi. Tu tieni gli occhi aperti: non perdere il tuo.” Qui secondo me il nonno vuole dire che sa di aver perso l’opportunità di fare la storia: sta dicendo al nipote di non perdere a sua volta la propria occasione. Il libro è breve ma carico di particolari che lo rendono interessante. Ne consiglio la lettura anche per il valore aggiunto che ne danno le immagini colorate e i disegni in bianco e nero”.

Francesco scrive una recensione che tiene conto in maniera attenta anche delle illustrazioni del libro, esprimendo opinioni personali coerenti e originali e dimostrando una competenza e una disinvoltura critica notevoli.

Vincitore Nicole Paterni, scuola Marconi Frosini, classe 2 E, insegnante Sara Izzo, 20 EURO

E’ vero che la paura imbavaglia il pensiero, perché quando siamo spaventati non riusciamo a pensare lucidamente per esempio mi viene in mente quando la sera ho paura di salire le scale per andare in camera mia: mi vengono in mente le cose più strane e irrazionali, come mostri o fantasmi e in quel momento non riesco a pensare o capire cose che durante il giorno mi sembrano ovvie.  La paura ingabbia la parola, mi viene in mente di una volta in cui una persona mi aveva trattato male dicendomi e facendomi cose che mi avevano fatta sentire a disagio. In quel momento non avevo detto niente dopo, però, mi erano venuti in mente fiumi di parole che avrei potuto dirgli per difendermi ma, in quel momento, ‘la paura mi aveva ingabbiato la parola’”.

Nicole ragiona, alla luce della sua lettura del libro di Silei, su un tema delicato e controverso come quello della paura , in particolare del timore del giudizio altrui, di rimanere delusi e feriti: lo fa con parole sagge e schiette e per questo la sua recensione è particolarmente d’impatto.

 Segnalati:

Emily Coniglio, scuola Giuseppe Giusti (Monsummano), classe 1 A, insegnante Fabrizio Pagni

Chiara Luconi scuola Raffaello, classe 1 C, insegnante Elisabetta Dei

Marco Clausi, scuola Marconi Frosini Marconi, classe 2 C, insegnante Maria Nuozzi

Chiara Veltroni, scuola Galileo Chini, classe 2 F, insegnante Monica Nuti


 IL MAESTRO

 Vincitore: Stella Petri, scuola Anna Frank, classe 2 D, insegnante Sara Lenzi

“Don Milani è sicuramente una figura interessante. Con le sue parole e le sue azioni diventa ben presto come un padre per i ragazzi della sua scuola, che non tratta mai da inferiori ma da suoi pari. Proprio per questo è un personaggio scomodo per molti tanto che, nonostante le sue doti, non gode di una grande reputazione, come del resto dimostra il soprannome con cui veniva chiamato, il “prete pazzo”. Don Lorenzo Milani era decisamente pazzo, ma siamo sicuri che questo fosse un difetto? Siamo sicuri che i pazzi non fossero proprio coloro che lo appellavano così? Il maestro è un libro meraviglioso che con poche ma incisive parole, quelle di Silei, e con i meravigliosi disegni di Massi riesce a farti innamorare di quella che dovrebbe essere la scuola di tutti e per tutti”.

Stella nella sua recensione ha saputo rendere con parole spontanee ciò che pensa della figura di Don Milani, ponendosi anche interrogativi interessanti da cui si evince che la sua riflessione diopo la lettura è profonda e consapevole.


BERNARDO E L’ANGELO NERO

Vincitrice Alejandra Milani, scuola Marconi Frosini Marconi, classe 3 A, insegnante Anna Favi

Questo racconto tocca molti aspetti dell’epoca fascista dal punto di vista di un bambino, ci fa mettere nei panni di chi é stato costretto ad odiare, di chi ha vissuto l’infanzia vedendo già segnato il suo futuro, già scritto, ma ha avuto la forza di opporsi, anche se era solo ha trovato il coraggio di dire no, che era tutto sbagliato, perché era vero, lo aveva capito, nessuno é migliore degli altri. Ho trovato questo racconto molto riflessivo e profondo, l’autore ha vestito i panni di un bambino che sta piano piano lasciando l’età infantile per entrare nella vita e mente di un adolescente. Consiglierei questo libro a tutte l’età, soprattutto ai più giovani, per far riflettere e fare capire la morale che questo libro ci trasmette: siamo tutti uguali.

Anna riflette in modo pacato ma molto coerente sul significato profondo del libro, che ripercorre un passato storico non così lontano dal tempo presente e la formazione di un ragazzo i cui tratti distintivi si ritrovano in molti ragazzi di oggi.

Vincitrice Rubeka Zadrima, istituto Mantellate, classe 3, insegnante Manrica Castellani

Secondo me il libro è molto interessante e piacevole da leggere perché è la storia di un ragazzino che ci racconta la storia dei grandi attraverso i suoi occhi e le sue emozioni. Il linguaggio non è difficile e questo aiuta nel seguire una storia che a volte diventa un po’ difficile, ma mi piace anche perché il ragazzo è della nostra età e fa capire che quello che lui fa è solo per essere apprezzato di piu’; ormai al giorno di oggi tutti fanno di tutto per essere apprezzati.

Molto interessante il punto caldo che Rubeka tocca quando parla della ricerca continua dell’apprezzamento da parte degli altri che oggi si persegue strenuamente nella società: una riflessione che non riguarda solo i ragazzi ma anche gli adulti, sulla quale vale la pena riflettere.

Vincitore Mattia Sabella, scuola Bonaccorso da Montemagno, classe 3 A, insegnante Susanna Donnini

“Secondo me il messaggio principale del libro è quello che quando si compie un’azione buona si verrà sempre ripagati come nel caso di Bernardo e Zecca o di Bernardo e Gabriel. A me questo libro ha colpito molto perché è molto coinvolgente e ti tiene sulle spine fino alla fine. Lo consiglierei a chiunque soprattutto a coloro che non capiscono quanto una dittatura possa danneggiare i valori di democrazia, libertà e uguaglianza

Mattia, franco e essenziale, esprime un giudizio critico che arriva dritto al lettore, senza giri di parole. Apprezziamo la sua capacità di sintesi e di restituzione chiara della sua lettura.

Segnalati:

Andrej Rizzi, scuola Marconi Frosini, classe 3 E, insegnante Sara Izzo

Giulia Guidi, scuola Marconi Frosini Marconi, classe 3 A, insegnante Anna Favi

Alesia Troplini istituto Mantellate, classe 3, insegnante Manrica Castellani

Ettore Miniati, scuola Bonaccorso da Montemagno, classe 3 A, insegnante Susanna Donnini

Katerina Ejlli, classe terza, istituto Mnatellate, insegnante Manrica Castellani 

Tommaso Enachi, classe terzaistituto Mnatellate, insegnante Manrica Castellani


ALICE E I NIBELUNGHI

Vincitore: Andrea Luchetti, scuola Marconi Frosini, classe 2 F insegnante Patrizia Florio

L’essere umano ha da sempre cercato sostegno e conforto nelle persone ed è bellissimo ricevere affetto; ci si sente completi e protetti. L’esperienza che mi “sta più stretta”, sotto questo punto di vista, non è fortunatamente la perdita di un padre, ma un periodo in cui il rispetto verso di me è venuto a mancare: mi sentivo sbagliato, non riuscivo a vivere in pace con me stesso, vedevo cambiare il mio carattere, da estroverso e socievole, quale ero, mi ritrovavo introverso, cupo e triste. Proprio in  quei momenti, però,  mi sono reso conto di quanto i miei amici fossero importanti e di supporto, capaci di aiutarmi a  superare la situazione in cui ero caduto, anche soltanto con la loro presenza. Sono circondato da persone che mi seguiranno sempre, nel bene e nel male e auspico per tutti una tale fortuna perchè credo che gli uomini abbiano bisogno di qualcuno al proprio fianco soprattutto nei momenti bui”

Coinvolgente e quasi brutale nella sua sincerità, la dichiarazione con cui Andrea conclude la sua recensione ci spinge a riflettere sul tema della solidarietà e dell’aiuto reciproco, quanto mai attuale nei tempi che stiamo vivendo, intrisi di egocentrismi e personalismi.

Vincitrice: Anastasia Sofia Braderi, scuola Bonaccorso da Montemagno, classe 1 A, insegnante Susanna Donnini

Durante la lettura mi sono accorta che la mamma di Alice, presa troppo dal lavoro e dai problemi quotidiani non si accorge del cambiamento di Riccardo, questo può succedere anche nella realtà perché  tanti ragazzi  non seguiti si fanno influenzare da cattive conoscenze che possono portare a droga, bullismo e razzismo, unicamente per non sentirsi più soli. Recentemente ho assistito ad un episodio di razzismo nei confronti di noi italiani: mi trovavo a fare una visita al Meyer e ad un tratto ho sentito spalancare una porta e uscire un signore straniero che ha picchiato una guardia e offeso con brutte parole noi italiani; riflettendo ho capito che il razzismo si può trovare nell’individuo stesso a prescindere dalla nazionalità e dal colore della pelle”.

Il carattere universale del razzismo, a prescindere dal colore della pelle, non è un tema semplice da citare e approfondire nello spazio di una recensione: Anastasia sofia ci è risucita dando prova di grande acume e capacità di sintesi, ai quali si aggiunge il valore del racconto di un episodio vissuto personalmente, che ha saputo legare con sensibilità alla vicenda narrata da Silei.

Vincitrice Arianna Paganini, scuola Marconi Frosini Marconi, classe 2 A, insegnante Anna Favi

Questo libro mi è piaciuto particolarmente non solo perché tratta argomenti seri e reali ma anche perché fa capire che se cerchiamo di negare e ignorare alcuni aspetti della storia, cancellandoli per sempre dalla nostra memoria e dalla nostra coscienza, alla fine non li eliminiamo dal passato ma aumentiamo le possibilità che essi possano ripetersi in un futuro molto prossimo.

Arianna esprime il suo giudizio critico approfondendo il significato dell’opera di Silei con convinzione e consapevolezza: la sua recensione è semplice, ma efficace.

Segnalati:

Vittorio Peluffo scuola Marconi Frosini i, classe 2 F, insegnante Patrizia Florio,

Anna Castagnoli scuola Marconi Frosini, classe 2 A, insegnante Anna Favi


 NEMMENO CON UN FIORE

Vincitrice Gaia Milone, scuola Marconi Frosini, classe 3 E, insegnante Sara Izzo

Questo libro mi è piaciuto moltissimo e lo consiglio particolarmente. Tratta un argomento molto delicato: la violenza sulle donne. La violenza non è solo fisica, ma può anche essere psicologica. Ho scoperto che la violenza psicologica è peggio, perchè ti lascia delle cicatrici che non se ne andranno mai via; è come cadere in una voragine e non riuscire più a risalire, perché si arriva a pensare che “dentro di lei” ci sia qualcosa di sbagliato per ricevere qualcosa di simile. Il messaggio è chiaro e lo voglio ricordare a tutti: una donna non si tocca nemmeno con un fiore!”

Gaia è riuscita a toccare con stile coerente e fludio un tem quanto mai complesso e attuale, come quello della violenza psicologica sulle donne. La sua è una recensione attenta e sensibile, che rivela una forte capacità empatica con l’Altro


KATIA VIAGGIA LEGGERA

Vincitore: Elisa Sciatti, scuola Marconi Frosini-Marconi, classe 2 C, insegnante Maria Nuozzi

Fortunatamente Katia trova ottimi amici nella nuova scuola e un amore puro, adolescenziale: questa stabilità le farà capire quanto sia sbagliato ciò che si trova a fare a causa di Vincenzo? I temi di questo romanzo sono importanti: la contrapposizione tra il bene e il male, la necessità di dare fiducia all’ altro e la paura di affliggersi. Per questo può interessare I giovani che come me si rispecchiano in Katia, tanto da domandarsi poi se le due donne avranno il coraggio di scappare da Vincenzo, oppure se lo stesso riuscirà a cambiare in meglio o se le due saranno più furbe di lui facendolo finire in trappola! Lo scoprirete solo leggendo questo bellissimo e avvincente romanzo di Fabrizio Silei “…La voce più interessante della narrativa italiana per l’infanzia…”.

Elisa nella sua recensione, da lettrice, ragiona sul senso di rispecchiamento nei personaggi del libro con coerenza e profondità. Porsi interrogativi dopo la lettura è un segnale di vivacità intellettuale che apprezziamo molto.

Segnalati:

Anna Tagliavini scuola Marconi Frosini-Marconi, classe 1 C, insegnante Maria Nuozzi

Francesca Meoni scuola Marconi Frosini-Marconi, classe 2 C, insegnante Maria Nuozzi


RECENSIONI MULTIMEDIALI


L’AUTOBUS DI ROSA

Vincitore: 1 C, scuola Raffaello, insegnante Elisabetta Dei Belli Vittoria, Benesperi Davide, Capobianco Matilde (voce narrante),  Cela Ilenia, Cicco Emma Gessica, Coli Vivoli Alessandro, El Baqqali Anas, Ercokaj Braian, Gjondrekaj Niccolò, Hoxha Emili, Lamagna Elia (voce narrante), Latini Lucrezia, Luconi Chiara, Magnanelli Samuele, Palaj Klejvis, Piemonte Antonio, Pinca Michele, Puggioni Benedetta, Stampigli Niccolò, Tesi Giulio (voce narrante), Verdiani Anna

Link al video: https://youtu.be/Z5QX7Jmp_ZA

Un video ben costruito, scorrevole, con voci narrante chiare, disegni originali, ottimo bilanciamento con la musica in sottofondo non invasiva, che restituisce una sensazione di lavoro corale, e una buona sintesi di tempi e narrazione.

Vincitore: FRANCESCO ORSUCCI, MARTA DAMI, TARE MARIN classe 1 D, scuola Galileo Chini, insegnante Elisabetta Puccini

Link al video: https://youtu.be/j3czbumKSWY

Sintetici ma coraggiosi, i tre ragazzi , libro alla mano, si cimentano nella rappresentazione di un breve dialogo sul libro: li premiamo per essersi messi in gioco in maniera diretta e concreta senza ricorrere all’uso di immagini e suoni esterni, ma basandosi sulla loro idea di confronto spontaneo, come ci auguriamo avvenga nella realtà.

Segnalati:

Lorenzo Cappellini, Margherita Leporatti, Tommaso Romiti, classe 3 D scuola Raffaello insegnante Diletta Scolari

Breschi Francesca, Criscuolo Marina classe 3 D scuola Raffaello insegnante Diletta Scolari

Berti Delia, Del Pistoia Caterina, Glionna Aurora, Sbordone Emma, classe 2 D, scuola Anna Frank, insegnante Sara Lenzi

Bianca Capecchi, Anita Morosi Matteo Opromolla, classe 2 D, scuola Anna Frank, insegnante Sara Lenzi


IL MAESTRO

Vincitori: Nasta Matilde, Mandi Giulia , Tasselli Giada, classe 1 D scuola Anna Frank insegnante Lenzi Sara

Link al video: https://youtu.be/0f8pXTbJ3ng

Nel video, per quanto breve, sono presenti tutti i tratti salienti del libro: dal testo, alle illustrazioni, al percorso storico – con la citazione della lettera a una professoressa e del motto i care -, ricostruiti attraverso un montaggio inconsueto che si basa su disegni originali dei ragazzi, in una sorta di collage visivo dove prende vita questa recensione vivace ed efficace.

Vincitori Greta Matani; Pablo Andreotti; Noemi Tosi; Jacopo Innocenti; Dario Palandri; scuola Raffaello classe 3 D insegnante Diletta Scolari

Link al video: https://youtu.be/oJsrTIIhzEQ

Efficace e narrativamente fluido , il video riporta nella parte finale riflessioni originali dei ragazzi in merito ai rapporti in ambito scolastico, con i compagni e con gli insegnanti, e questo rappresenta un valore aggiunto rispetto alla lettura del libro, che parla proprio di questo e che dimostra così una forte aderenza alla contemporaneità, nonostante il trascorrere del tempo.

Segnalati:

Jeka Aurora, Gori Melissa, Magazzini Cosimo, Taddei Diego, classe 1 D, scuola Frank insegnante Sara Lenzi


FUORIGIOCO 

Vincitori: Marcis Asia, Fedi Elena, classe 3 D, scuola Raffaello insegnante Scolari Diletta

Link al video: https://youtu.be/36pINCoaS7s

Un booktrailer dal ritmo scorrevole e sostenuto, con voci narranti piacevoli da ascoltare e immagini, per quanto non originali, ben selezionate e ben montate. Interessante la parte finale con le osservazioni dei ragazzi, l’ammissione della non perfetta conoscenza del contesto, l’interrogativo che crea suspence, i consigli concreti per creare l’atmosfera giusta alla lettura.

Segnalati:

Breschi Alice, Grillandini Diego, Magnini Alice, classe 2 D, scuola Anna Frank, insegnante Sara Lenzi

Cimminiello Andrea, Giampà Alessandro, classe 2 D scuola Anna Frank insegnante Sara Lenzi


ALICE E I NIBELUNGHI

Segnalati:

Balli Hugo, Cappellini Raffaelle, classe 1 D, scuola Anna Frank, insegnante Lenzi Sara

Bulgarelli Emma, Proto Eva, Sciatti Ludovica, Severi Noemi, classe 1 D, scuola Anna Frank insegnante Lenzi Sara


LA DOPPIA VITA DEL SIGNOR ROSENBERG

Segnalato:

Arbiol Myrtha, Perrotta Alessia, scuola Raffaello, classe 3 D, insegnante Scolari Diletta

Ceppo Ragazzi 2022 – Le recensioni vincitrici e segnalate delle secondarie di II grado

Le recensioni animate vincitrici e segnalate sui libri di Fabrizio Silei e sui classici da lui consigliati, preparate dagli studenti delle scuole secondarie di II grado. Sono state lette alcune citazioni, selezionate da Paolo Fabrizio Iacuzzi e Ilaria Tagliaferri, nel corso della mattina di giovedì 12 maggio 2022, ore 10-12 al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. I ragazzi hanno vinto dei buoni libro offerti dalla Fondazione Chianti Banca da spendere presso la Libreria Giunti al Punto di Pistoia.


RECENSIONI SCRITTE 

ABIGAIL di Magda Szabò

Vincitrice: Caterina Traversari, 2A, liceo Copernico, insegnante prof. Ilaria Borracchini

L’autrice del romanzo, Magda Szabò, ha saputo descrivere Gina in modo umano e l’ha resa vera davanti agli occhi del lettore. Infatti Gina non è stata completamente invincibile, ha commesso sbagli, ha mentito e ha giudicato senza conoscere; è stata raccontata come una qualunque adolescente ed è per questo che l’ho sentita come un’amica, una mia simile. Nel personaggio di Gina ho trovato interessante la metamorfosi: lei è riuscita a distaccarsi dalla sua ferrea razionalità e a diventare più flessibile, anche nei confronti di Abigail. Credo che questo sia un aspetto importante da sottolineare; talvolta dobbiamo cercare di essere più irrazionali per riuscire a vivere più liberamente e andare avanti.

Caterina rivela nella sua recensione una profonda capacità empatica e riesce a trasmetterla con stile fluido, efficace, autentico.

Segnalata Lara Burchetti, classe 2 A liceo Copernico, insegnante prof. Ilaria Borracchini 


SE IL DIAVOLO PORTA IL CAPPELLO

Vincitrice Asia Arcangoli, classe 3 C, liceo artistico Petrocchi, insegnante Ornella Zini

Scrivere di un personaggio così importante a livello storico come Mengele mascherandolo da “Dottor Möller”, per quanto Silei sia stato abile, trovo sia stata una scelta coraggiosa. È infatti rischioso avvicinare una così cruda realtà a una storia di fantasia, ho avuto un bisnonno deportato in un campo di concentramento e, a tratti, ho avuto l’impressione che la storia portasse a sminuire la tragica portata reale di questi eventi, mitigando una realtà che, per quanto sembri impossibile, è stata ancora più drammatica del racconto. Sicuramente una storia che aiuta a comprendere, che apre le menti ma certi temi non sono a mio avviso compatibili con l’invenzione letteraria senza disturbare alcune coscienze.

La recensione di Asia pone interrogativi profondi e riporta l’attenzione sul complesso rapporto tra finzione letteraria e realtà: un tema su cui è sicuramente interessante confrontarsi in maniera trasversale, come è nella tradizione del Premio Ceppo Ragazzi. Ringraziamo Asia per questa preziosa opportunità scaturita dalla sua recensione.

Vincitrice Giada Maglieri, classe 1 C, Liceo Forteguerri, insegnante Sabrina Zini

Per ultimo, ma non per meno importante, riporto un’espressione presente nel romanzo, pronunciata da Salem, la quale a mio parere è molto significativa: “Dalla morte non nasce nulla…soltanto altra morte”. Un enunciato che racchiude secoli di storia, di dolore, di sofferenze e che asserisce proprio il fatto che non possiamo mai pretendere la pace se agiamo con odio, rancore dando vita ad un conflitto. Raggiungere la pace è un atto di coraggio, in quanto una vittima non sceglie di vendicarsi per mezzo della stessa arma con la quale è stata colpita ma è lì, pronta a prendersene un altro di colpo piuttosto che dare inizio ad un’altra guerra.

Toccante e coraggiosa la recensione di Giada è costruita con coerenza ed efficacia stilistica e focalizza l’attenzione sul tema quanto mai attuale della pace.

Segnalati: 

Miriam Spinelli, classe 3 B, liceo artistico Petrocchi, insegnante Ornella Zini

Veronica Tilli, classe 1 C, liceo classico Forteguerri, insegnante Sabrina Zini

Linda Pagnini, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini


IL MAESTRO

 

Vincitrice Greta Scannella, classe 2 C, Liceo Forteguerri, insegnante Silvia Fiacconi

Riguardo i personaggi e all’ambientazione, non ci si sofferma sulle descrizioni, fisiche o caratteriali che siano, infatti predominano, all’interno delle frasi, sequenze narrative e dialogiche; in queste ultime emergono espressioni dialettali come “un se ne pole più” del padre del protagonista, o la parola “stortura”. Esaminando l’aspetto estetico del libro, anche i colori partecipano alla composizione di esso. I due colori adoperati, il bianco e nero, e le immagini fanno intendere meglio al giovane lettore ciò che legge. Tralasciando le battute del critico inesperto, nella prima pagina dell’opera incombe il nero, infatti esordisce con un’ introduzione triste che evidenzia la povertà e l’oppressione del ceto contadino, invece nei momenti più gioiosi domina il colore opposto. Attraverso questo libro anche i più piccoli possono venire a conoscenza di Don Milani e delle sue azioni di bontà infangate purtroppo dal suo stesso ceto e dagli ipocriti della società dell’epoca.

Una recensione esatta, puntuale e accurata anche nel sottolineare gli aspetti grafici del volume, dimostrando una interessante curiosità intellettuale nei confronti dell’albo illustrato, tipologia di libro purtroppo ancora non particolarmente diffusa tra i ragazzi.

Vincitore Lapo Priami, classe 1 C, liceo classico Forteguerri, insegnante Sabrina Zini

Il padre spera per il figlio un destino diverso, desidera che egli impari a leggere e a scrivere, che conosca il significato delle parole, che impari a pensare e a giudicare, che si prepari alla vita. E quel destino è Don Lorenzo Milani. Il ragazzino resterà con Don Lorenzo per alcuni anni, imparerà quello che deve imparare, imparerà a far valere i suoi diritti. Un giorno torna a casa e nella tristezza e nel buio di quella giornata arriva uno sprazzo di luce: finalmente sulla tavola brilla una lampadina. La luce elettrica tanto desiderata dal padre ora è lì, nella loro casa; non occorrono più i fiammiferi o la lanterna a petrolio. Una metafora della vita: il buio è l’ignoranza, la povertà, la luce elettrica tanto desiderata è invece l’istruzione, il privilegio di saper leggere e scrivere, l’impegno, la conoscenza del diritto. Anche le immagini, parallelamente, sul finire della narrazione perdono la loro oscurità, si fanno più chiare, proprio a significare che il protagonista ha avuto in dono da Don Lorenzo la propria dignità di uomo.

Lapo è efficace e profondo nella sua recensione, che declina con maturità e consapevolezza attraverso i tratti salienti del libro, riuscendo a legare gli aspetti narrativi a quelli grafici in un ragionamento che convince e appassiona.

Segnalati:

Noemi Greta classe 2 C, Liceo Forteguerri, insegnante Silvia Fiacconi

Viola Brogi classe 2 C, Liceo Forteguerri, insegnante Silvia Fiacconi


TRAPPOLA PER VOLPI

Vincitrice Sabrina Castelli, classe 3 A, Liceo Lorenzini, Insegnante Jula Bevilacqua

Questo libro “Trappola per volpi” è stato il primo giallo che ho letto in vita mia e devo dire che non mi sono pentita per niente di averlo letto, anzi. L’autore, Fabrizio Silei, è stato bravissimo nella narrazione della vicenda; è come se mi avesse preso per mano e mi avesse accompagnato lungo tutto il cammino, che poi sostanzialmente è il libro stesso. Di solito a me i libri così lunghi spaventano molto perché ho sempre paura di annoiarmi e di non portare a termine la lettura, ma questa volta è stata una vera passeggiata. Secondo me sono stata così coinvolta, anche perché Silei, in alcune parti, utilizza il dialetto fiorentino, ed essendo toscana, mi fa molto ridere questa cosa perché mi ricorda molto la parlata della mia famiglia. Io veramente lo consiglio a tutti, grandi e adolescenti come me, che hanno voglia magari di cambiare idea, come ho fatto io, mettendomi alla prova con un altro genere. Merita sicuramente tantissimo questo libro ed io non vedo l’ora di leggere la seconda parte, che sono sicura mi farà lo stesso effetto della prima.

La recensione di Sabrina ci colpisce perché ci dà l’occasione di riflettere sul tema dei generi nella letteratura: il suo cimentarsi per la prima volta con un giallo apre un interessante dibattito sulla questione, che ci auguriamo possa essere ripreso nel corso del prossimo anno scolastico con la partecipazione traversale di adulti e ragazzi che sempre auspichiamo.

Vincitrice Chiara Cirasella, classe 1, liceo Mantellate, insegnante Giacomelli

Il personaggio di Pietro non è inoltre del tutto immaginario, infatti prende ispirazione dal nonno dello scrittore, come Silei illustra nelle pagine finali del libro, nonno che a quell’epoca cercava di portare avanti i suoi ideali e di non aggregarsi ai valori fascisti imposti dal regime, mentre Vitaliano è un ragazzo molto giovane agli esordi della sua carriera, non ancora esperto di punta, oppositore del fascismo in modo più ambiguo e senz’altro dall’interno delle fila dello Stato, ma dissidente come nella vicenda dimostrano alcune mosse che compie, anche se non del tutto esplicite, e l’ammirazione strenua mantenuta nei confronti del suo umile ma brillante mentore. Nel romanzo ci sono diversi punti con espressioni o parole tipicamente toscane che personalmente apprezzo, sebbene veraci e inaspettate sulla pagina stampata. A parer mio la scrittura non è molto veloce, ci sono all’interno del libro diverse descrizioni dei luoghi molto accurate, comunque non pesanti, come pure i personaggi risultano ben delineati, nonché il periodo storico ben tratteggiato. Complimenti a Fabrizio Silei che, dopo aver scritto vari testi per ragazzi, ha realizzato il suo primo giallo, andando a coinvolgere non solo ragazzi appassionati di questo genere ma anche adulti.

Una recensione scorrevole e coerente, che non manca di riportare impressioni personali e giudizi critici ragionati.

Segnalati:

Flavia Piccinini, classe 3 A, liceo Lorenzini, insegnante Jula Bevilacqua

Lorenzo Cappelli, classe 3 A, liceo Lorenzini, insegnante Jula Bevilacqua

Carlotte Moccia, classe 1, liceo Mantellate, insegnante Glenda Giacomelli

Marsilio Paolo Marsili classe 1, liceo Mantellate, insegnante Glenda Giacomelli


LA DOPPIA VITA DEL SIGNOR ROSENBERG

Vincitrice Cecilia Monti, classe 3 B, liceo artistico Petrocchi, insegnante Ornella Zini

Ma il libro mi è piaciuto soprattutto perché affronta il tema della differenza di ceto sociale e dei pregiudizi. Ritengo infatti che l’autore abbia voluto stigmatizzare il comportamento di Rosenberg, come esempio di avarizia, di egoismo e di presunzione. Io ritengo non sia giusto considerare una persona dall’aspetto fisico e dalle possibilità economiche, come fa Rosenberg all’inizio del libro nei confronti della bambina. La sua presunzione fa scattare la sua scissione interna di personalità: una schizofrenia latente o una magia maldestra? Molto spesso è facile avere pregiudizi, soprattutto nei confronti di persone o di cose che non si conoscono: qualche mese fa ho avuto l’opportunità, con gli scout, di andare ad aiutare alla mensa dei poveri a Pistoia, sono rimasta stupita: perchè pensavo di trovare molti extracomunitari, anzi quasi esclusivamente loro; in realtà questo era un mio preconcetto: la mensa dei poveri è invece frequentata da molti senzatetto, di cui ignoravo l’esistenza in una realtà piccola come quella in cui viviamo!

Un tema controverso e molto attuale, quello dei pregiudizi, che Cecilia nella sua recensione affronta con schietta energia e uno stile fluido e convincente.

Vincitrice Virginia Marchi, classe 1 F, liceo Forteguerri, insegnante Valentina Cupiraggi

In questo libro viene descritto l’ideale di un mondo impeccabile, senza nessun tipo di anomalia o difetto. Si contrappongono due figure totalmente diverse tra loro, da una parte troviamo infatti un signore ricchissimo, molto importante nella società e conosciuto, che cerca di perfezionare tutta la città, e dall’altra parte troviamo un uomo che lavora nascosto dalla notte, dotato di una grande empatia e animato dalla voglia di combattere le ingiustizie altrui. Secondo me queste due figure totalmente diverse e contrapposte rappresentano il conflitto interiore che appartiene ad ognuno di noi. Questo conflitto viene rappresentato nel libro dall’incarnazione del protagonista nei due personaggi principali: uno che corrisponde alla parte più emotiva, altruista e modesta, che appartiene ad ogni uomo, che lotta per le ingiustizie e non si ferma di fronte alle difficoltà; l’altro invece è la nostra parte più forte, ferma e decisa, che lavora, senza farsi fermare dagli ostacoli che incontra sul proprio percorso, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Spetta poi ad ognuno di noi scegliere quale parte del proprio io decidere di seguire.

Una recensione curata e attenta, che tocca con stile fluido ed efficace temi importanti quali l’ideale di un mondo senza imperfezioni e la conflittualità tra ragione ed emozioni.

VincitoreNiccolò Natali, classe 2, liceo Mantellate, insegnante Glenda Castellani

Quando si inizia a contemplare con i propri palmi la vivida freschezza di un libro rimasto fino ad allora schivo ai propri occhi, che sia avvolto da ragnatele o appena sfornato dagli scatoloni della libraia, ciò che innanzitutto viene naturale domandarsi è quanto di buono esso racchiuda. In tal caso la copertina più che qualcosa contiene qualcuno: l’anima del lettore, elegantemente magnetizzata dalle pagine del romanzo, grazie a un ritmo e ad una trama incalzanti, che subito colpiscono il lettore e hanno il potere di risvegliare in lui un forte senso di vitalità.

Niccolò costruisce una recensione con abbondanza di riflessioni personali che si estendono anche al vasto campo dell’analisi della figura del lettore. In questo senso va oltre se stesso e per questa coraggiosa capacità di analisi apprezziamo molto la sua recensione.

Vincitore Edoardo Vannucchi, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini

La lettura non solo mi ha dilettato, ma mi ha dato anche delle chiavi di riflessione su quelli che sono i temi trattati. Il primo messaggio che ho colto è stato quello che la perfezione non esiste e non porta la felicità. Di fatto ognuno di noi è intento ogni giorno ad essere perfetto, a rispettare gli standard imposti dalla società, a risultare ciò che spesso non è, annullando  la propria personalità pur di piacere agli altri. La perfezione non è ciò che ci rende belli e felici; semmai la felicità e la bellezza stanno nell’essere se stessi, nel mostrare agli altri quel che siamo senza nascondere la propria persona dietro la maschera dell’omologazione. Qui fa capo anche il secondo tema, cioè quello della differenza tra quel che siamo e quel che mostriamo agli altri. Inoltre spesso la ricchezza isola l’individuo. Rosenberg è l’esempio di come un uomo, che possiede tutto, possa essere solo e triste, nonostante le ricchezze. La felicità può abitare anche tra gli umili, dove il dolore è condiviso e l’individuo è più aperto agli altri. La felicità è alla portata di tutti, basta non schiacciarla con i falsi miti della perfezione e del denaro

Edoardo ha scritto una recensione brillante, colta e vivace, che tocca temi complessi sui quali riteniamo sia molto utile che i ragazzi si confrontino, tra loro e con gli adulti: la ricerca ossessiva della perfezione, la contraddizione tra l’essere e l’apparire. 

Segnalati:

Carlotta Capecchi, classe 3 B, liceo Petrocchi, insegnante Ornella Zini,

Rachele Amorusi, classe 3 B, liceo Petrocchi, insegnante Ornella Zini

Noemi Oriente, classe 1 F, liceo Forteguerri, insegnante Valentina Cupiraggi

Giacomo Cappellino, classe 2, liceo Mantellate, insegnante Glenda Castellani 

Flavia Filosa, classe 2 A liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini 


PRIMA CHE VENGA GIORNO

Vincitore Antonio Arpaia, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini

Il romanzo mi ha colpito principalmente per i temi della guerra, e mi ha fatto riflettere sul presente: sul conflitto che nelle ultime settimane sta tormentando chiunque, la possibile guerra intrapresa dalla Federazione Russa ai danni dell’Ucraina; come i contadini di Pratale si sentono minacciati dai tedeschi e sono costretti a cercare rifugio in altre famiglie, cosi il popolo ucraino è forzato all’abbandono del proprio territorio per trovare aiuto in altri Stati. Inoltre ho provato una certa empatia per il dolore dei contadini, che non si sentono affatto al sicuro e che sono davvero impauriti pur avendo ormai raggiunto un’età avanzata; ho potuto constatare che emozioni definite oggi come per i “deboli”, cioè la paura di non farcela, il timore che qualcuno ci distrugga, non sono provate solo dagli adolescenti, perché inesperti, ma anche da adulti e anziani. La paura è di tutti.

Empatia, paura, incertezza sono temi sui quali non è semplice confrontarsi: Antonio nella sua recensione riesce a legarli insieme in un ragionamento convincente e ricco di spunti di riflessione.

Segnalati:

Costanza Giannetti, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini

Pietro Bacci, classe 2 A, liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini

Ceppo Ragazzi 2022 – Le recensioni vincitrici e segnalate del Liceo Savoia

16 Maggio 2022

Le recensioni animate vincitrici e segnalate sui libri di Fabrizio Silei e sui classici da lui consigliati, preparate dagli studenti del Liceo Amedeo di Savoia Duca d’Aosta. Sono state lette alcune citazioni, selezionate da Paolo Fabrizio Iacuzzi e Ilaria Tagliaferri, nel corso della mattina di mercoledì 11 maggio 2022, ore 10-12. Hanno condotto Filiberto Silei (Accademia Internazionale del Ceppo) e Edoarda Scaccia (Liceo Savoia). I ragazzi hanno vinto dei buoni libro offerti dalla Fondazione Chianti Banca da spendere presso la Libreria Giunti al Punto di Pistoia.


RECENSIONI SCRITTE 

ABIGAIL di Magda Szabò

Vincitrice Bianca Magni, classe 4 B, insegnante prof. Edoarda Scaccia

Io personalmente mi sento impotente, credo che qualsiasi guerra generi sgomento anche in chi non la combatte e l’unica cosa che resta da fare a coloro che non la vivono in prima persona, è mandare un piccolo segnale di ribellione, qualsiasi esso sia. Io sono una sportiva e proprio in questi giorni ho visto quattro mie amiche, con le quali per tutto l’anno mi trovo a gareggiare, che impegnate in una competizione internazionale hanno rinunciato a lottare per la vittoria pur di dare un segnale forte al mondo sportivo. Infatti, trovandosi a gareggiare contro la squadra russa, hanno deciso di ritirarsi. Questo gesto può essere simbolicamente rapportato a quello che è stata Abigail per Gina, una luce di speranza.

Bianca riesce nella sua recensione a toccare un tema drammaticamente attuale come quello della guerra con parole che vibrano della sua esperienza personale, utilizzando uno stile fluido e appassionato.

Vincitrice Sara Cecconi, classe 4 B, insegnante prof. Scaccia

Una frase mi hanno colpito molto di questo libro: riguarda il discorso che il padre di Gina rivolge a sua figlia.“Se non mi vedessi più […] allora saprai sempre che ti ho voluto bene, e saprai che sono morto perché volevo liberare il paese da una guerra che non avrà caduti eroici, ma solo vittime. Dammi un bacio, andiamo”. Mi vengono i brividi e mi commuovo a rileggere queste parole piene di tristezza. Mi viene di paragonare ciò che il generale dice a Gina ad un video di un padre ucraino che saluta sua figlia e la moglie proprio in questo modo. Già è un qualcosa di forte pensando che sia successo, ma lo è ancora di più adesso dopo che si è ripresentata una situazione simile. Consiglio veramente di leggerlo poiché è una storia che lega vicende del passato ad un tratto di apparente magia, che permette di assaporare fin in fondo tutta la lettura.

La recensione di Sara ci riporta all’attualità confermando una lettura sensibile, attenta, partecipata e resa ancora più preziosa dalla cura con cui ha ripercorso i tratti salienti del libro di Magda Szabò.

Vincitore Iacopo Diolaiuti, Classe 3 B, insegnante prof. Deborah Paolieri

Il libro offre una presentazione molto dettagliata della situazione in cui ci si trova e nella mia opinione è molto interessante in quanto offre una visione di “quel qualcos’altro” che magari in ogni parte d’Europa si celava dietro il velo della guerra. Emerge come in situazioni di grave bisogno o necessità bisogna aver sempre chiaro che ci sarà qualcuno disposto a venirci in aiuto anche se magari può sembrarci strano; un’altro tema, a mio parere fondamentale, che emerge è quello dell’amicizia, si nota da subito come la vita in una situazione difficile sia possibile solo attraverso l’instaurarsi dei legami interpersonali, Gina stessa ne è sicuramente un esempio importante in quanto si mette in luce come solo dopo la riconciliazione con le altre gli sia più facile ed anche “accettabile” la permanenza all’istituto.

Jacopo ragiona su un tema complesso e profondo come quello dell’amicizia e dei legami interpersonali nelle situazioni di difficoltà con grande spontaneità, chiarezza ed efficacia stilistica.

Segnalati:

Ginevra Spagnesi, Classe 4 B, insegnante prof. Edoarda Scaccia

Martina Conti, Classe 4C, insegnante prof. Edoarda Scaccia

Alessio Chiapperino, Classe 4 B, insegnante prof. Edoarda Scaccia

Aurora Rinaldi, classe 3 B, insegnante prof. Deborah Paolieri 

Noemi Talora, classe 3 B, insegnante prof. Deborah Paolieri


SE IL DIAVOLO PORTA IL CAPPELLO

Vincitrice Erica Moncini, classe 3 A sportivo, insegnante prof. Edoarda Scaccia

“Le storie non servono a nulla e servono a tutto” – le storie sono sempre state un luogo di sfogo, una possibilità di fuggire dalla propria realtà e dalle proprie responsabilità. Io credo che le storie siano fondamentali per l’uomo di oggi che non si sofferma più su ciò che lo circonda, non cerca più un rifugio nella parola e nelle storie altrui. Le storie ci danno la possibilità di ascoltare noi stessi e di interpretare le nostre gioie e le nostre sofferenze vedendole da un’altra prospettiva e mettendole a confronto con quelle degli altri. Mi è piaciuto questo libro perché sono riuscita ad associare la storia di Ciro alla mia vita e, in generale, ad una maturazione personale. Questo perché da piccola, e anche un po’ adesso, mi faccio influenzare da persone ed eventi passati, cominciando a non fidarmi più di nessuno smettendo di ascoltare anche le persone a me più care. Alla fine però capisco che tutto quello che mi accade mi serve per crescere, per creare rapporti solidi, come Ciro fa con Salem, e per crearmi opinioni e punti di vista personali.

La recensione di Erica scava anche nel vissuto personale, con franchezza e volontà di condivisione, confermando sia una lettura attenta e sensibile dell’opera di Silei che una costruttiva propensione personale alla scrittura.

Vincitore: Andrea Ciattini, classe 1 C, insegnante Tiziano Lombardi

L’ intreccio delle vite dei personaggi, delle loro solitudini ed emarginazioni, delle sofferenze vissute e condivise, porta infine ad una svolta positiva che sembra quasi rendere giustizia alle iniquità del passato e curare le ferite di Ciro. Ciro, grazie anche al suo essere “diverso”, riesce ad andare oltre le apparenze, oltre i pregiudizi di paese ed a scoprire l’umanità e la saggezza nascosta dietro gli abiti di uno zingaro o sotto il cappello di un povero diavolo. Silei, attraverso questo ragazzo tredicenne, ci insegna che l’incontro con l’altro, anche se diverso o forse proprio perché diverso, ci arricchisce e ci apre nuovi orizzonti e nuove strade che possiamo percorrere se siamo disposti ad abbandonare la paura e i pregiudizi.

Andrea scrive una recensione appassionata e coraggiosa, perché si spinge a ragionare su un tema affascinante e complesso come quello dell’incontro con l’Altro, e lo fa con piglio deciso e sicuro, pur nella sintesi.

Vincitore Leonardo Scontrino, classe 1 B, insegnante Laura Diafani

La tensione narrativa raggiunge lo spannung anche con un pizzico di fantasia e gesti eroici. Il registro colloquiale caratterizza i dialoghi tra Ciro e Salem, un Rom trentenne, mentre il resto del romanzo presenta una sintassi fluida e continua tendente all’ipotassi, sviluppata con un registro medio. “Ricorda, figlio mio, la felicità dei giochi non tenerla tutta per te”, disse l’anarchico Sacco al figlio nel ’27 prima di morire sulla sedia elettrica. Questa frase, per me molto significativa, ha ispirato Ciro, che si comporterà, alla fine del racconto, come Sacco suggerisce a suo figlio. In definitiva è un libro molto piacevole da leggere, che esprime con piccole parole temi e significati molto profondi. Lo sconsiglio per chi prova molta compassione, soprattutto quando l’autore descrive le abitudini e la difficile vita degli zingari, in cui è evidente un profondo lavoro di documentazione, e le altalenanti emozioni di Ciro nel corso delle avventurose peripezie.

Una recensione, quella di Leonardo, brillante, colta e ricca di citazioni e riferimenti storico-letterari, che ci colpisce per lo stile maturo e consapevole e il notevole impatto critico sul lettore.

Vincitore Diego Aloisio Lombardi, classe 2 D, insegnante Paolo Niccolai

Tuttavia, se va trovato l’ago nel pagliaio in un libro per me stupendo, devo dire che il modo in cui sono narrate le vicende mi ha messo più di una volta in difficoltà dal punto di vista della comprensione: il susseguirsi così veloce delle sequenze narrative mi ha costretto più volte a tornare indietro per leggere le pagine precedenti, creando una confusione spiacevole, che però, leggendo con più attenzione, si è subito dileguata. A ogni modo non mi aspettavo di trovare, in un libro per ragazzi, una storia così affascinante e, più leggevo, più ero motivato ad andare avanti, ma allo stesso tempo non volevo che il libro finisse.

Schietto e diretto nella sua capacità critica, Diego si addentra anche negli aspetti del libro che non lo hanno particolarmente convinto, dimostrando vivacità intellettuale e costruttiva curiosità.

Segnalati:

Andrea Fondi, classe 1 C, insegnante Tiziano Lombardi

Sofia Monti, classe 1 D, insegnante Laura Diafani


IL MAESTRO

 Vincitore: Alessandro Oliveira, classe 2 D, insegnante Paolo Niccolai

Questo romanzo è stato per me un nuovo modo di considerare la lettura. Infatti, a differenza delle volte precedenti, questo libro è riuscito a trasmettermi qualcosa che va oltre le emozioni di una storia interessante, è riuscito a farmi pensare a ogni personaggio e a compararlo a persone che conosco, quindi a farmi capire meglio il punto di vista di ogni individuo. Sicuramente questo è un libro che mi ha segnato molto e che non scorderò.

Alessandro conferma con la sua recensione attenta e dettagliata una lettura molto partecipe dell’opera di Silei, riuscendo a coglierne anche i tratti significativi dal punto di vista grafico, e restituendo molte immagini e riflessioni con scrittura fluida e convincente.

Vincitore Cesare Martina, classe 1 D, insegnante Laura Diafani

Il testo è accompagnato da immagini realizzate con una tecnica efficace di bianchi e neri che danno vita a forti contrasti, dai quali evince il senso di cupo e buio che raffigura l’ignoranza e la vita degli uomini poveri del tempo. Un cupo che nel seguire della pagine si fa più luminoso, come la possibilità dei bambini di Barbiana di esprimersi e pensare. Un libro che accresce la sua fama raccontando efficacemente di una persona che è andata contro tutto e tutti stravolgendo il suo futuro da prete benestante, ma soprattutto quello dei bambini che alla nascita erano destinati a una vita nei campi.

Una recensione scritta con stile fluente, consapevole, vivace. Un testo ben allineato con le atmosfere evocate dalla figura di don Milani, che riesce a cogliere anche le particolarità del libro legate alla significativa presente delle illustrazioni.


LA DOPPIA VITA DEL SIGNOR ROSENBERG

Vincitrice Vittoria Spagnesi, classe 1 B, insegnante Laura Diafani

L’autore, attraverso le descrizioni che inizialmente avevo criticato e trovato anche eccessive, riesce a mettere in risalto l’enorme abisso tra ceti sociali, i comportamenti della classe dirigente così pieni di pregiudizi, le condizioni precarie dei lavoratori dipendenti, aiutandosi con la trama a mio avviso avvincente ed estremamente attuale. Proprio pensando all’attualità del tema del romanzo, concludo con due domande che mi sono posta al termine della lettura: il nostro vivere quotidiano, così incentrato su noi stessi e sull’egoismo individuale, non è forse paragonabile alla vita lussuosa e sprezzante di umanità del signor Rosenberg? E se ne avessimo l’occasione, saremmo capaci noi di stravolgere completamente la nostra vita come ha fatto il signor Rosenberg?

Il divario tra ceti sociali è un tema spinoso e non semplice da trattare e abbiamo apprezzato molto la volontà di affrontarlo che Vittoria ci conferma attraverso una recensione dai toni equilibrati e coerenti.

Vincitrice Micol Marini, classe 2 D, insegnante Paolo Niccolai

Ciò che però rende il tutto surreale è il fatto che sia stato lui stesso, Rosenberg, vestendo i panni del suo doppio, Serge Born, ad organizzare la rivolta che lo porterà alla rovina. Un altro episodio, analogo, si ha quando Serge Born viene picchiato a sangue da due uomini mandati, ancora una volta, da Rosenberg stesso. Sono felice che Serge Born, al termine del racconto, si sia finalmente liberato del “peso” di essere un Rosenberg, e abbia deciso di scegliere la propria vita. Egli, infatti, ha ascoltato il proprio cuore, le sue emozioni ed anche la sua coscienza, che nel romanzo appare sotto forma di una bambina dall’aspetto al contempo terribile e bellissimo, riflesso dell’anima di Rosenberg/Serge Born, e non più la parte di se stesso insicura, quella scissa e fuorviata. Quella che aveva preso il sopravvento su di lui sin da bambino e che lo aveva portato ad autodistruggersi per punirsi, credo, del fatto di non essere (di non sentirsi) all’altezza del modello paterno.

Una recensione ben costruita, che pur soffermandosi a lungo sulla trama lascia intravedere uno sguardo critico molto attento e puntuale, confermando l’accuratezza della lettura.

Vincitrice Eleonora Gugliemi, classe 3 A sportivo, insegnante Scaccia

Nella vita, come in questo romanzo, a volte accade che i ruoli delle persone si invertano. Il Signor Rosenberg dopo l’assalto ai suoi empori non riuscì più a vivere in pace, e le persone povere, invece, riuscendo ad entrare acquisirono questo diritto che da sempre gli fu vietato e a vivere una parte del mondo che dovrebbe essere “reale”per tutti. Spero che anche nella vita le persone meno fortunate di noi possano avere un riscatto come hanno avuto questi poveri cittadini di New York. Questo libro mi è piaciuto molto, penso che possa dare un grande messaggio di umanità, fratellanza e uguaglianza a tutte le persone.

Essenziale e sobria, la recensione di Eleonora si sofferma sui tratti salienti del libro legandoli a una riflessione personale che per quanto sintetica trasmette tutta la consistenza della sua lettura, approfondita e partecipe.

Segnalato

Cosimo Biancalani, classe 2 D, insegnante Paolo Niccolai


RECENSIONI MULTIMEDIALI

SE IL DIAVOLO PORTA IL CAPPELLO

Vincitori Carta Giousué, Bartoli Alessandro, Virzo Rossella, Napolitano Chiara, Scrima Cristiano, Classe 1A, prof. Tiziano Lombardi

https://youtu.be/IYJbrx303F4

Un video in bianco e nero di sapore neorealista e vagamente pasoliniano, che dimostra creatività e volontà di mettersi in gioco da parte dei suoi autori, che interpretano la loro idea personale del libro di Silei realizzando un corto mai banale e molto interessante.

Segnalati:

Ricci, Caporizzi, Rinaldi, Calistri, classe 1 A, insegnante prof. Tiziano Lombardi

Lorenzo Campioni, Anna Iozzelli, Giulio Marini, Luca Napolitano, classe 1 A, insegnante prof. Tiziano Lombardi


LA DOPPIA VITA DEL SIGNOR ROSENBERG

Vincitori Andrea Garra, Davide Kifle classe 3 A Sportivo, insegnante Edoarda Scaccia

https://youtu.be/qw7ktYQ8qV4

Un piccolo corto dall’impronta fortemente cinematografica, ben montato e ingegnosamente costruito con una buona selezione di immagini, suoni, inquadrature.

Segnalati:

Incrocci Asia, Pavoni Aida, Del Carlo Benedetta,  Fondi Margherita classe 3 A sportivo insegnante prof. Scaccia.


ABIGAIL

Vincitore Andrea Chirullo, classe 4C insegnante prof. Scaccia

https://youtu.be/opDJXvAOR00

Come un vero frontman della letteratura, Andrea si cimenta in una video recensione spigliata e brillante, che conferma una sincera passione per le narrazioni e una lettura attenta, approfondita del romanzo di Magda Szabò.

Ceppo 2022 – I vincitori del Premio Ceppo Ragazzi

13 Maggio 2022

FONDAZIONE CHIANTI BANCA E FABRIZIO SILEI. Più di 600 recensioni, più di 800 studenti coinvolti nonostante la Pandemia da Covid-19.

Per la dodicesima volta, dopo il grande successo ottenuto nelle edizioni passate, l’Accademia Internazionale del Ceppo, all’interno del 66° Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia con il Progetto Educativo Lettori Uniti del Ceppo ha deciso di promuovere con il Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi il piacere di leggere tra i giovani. La dodicesima edizione del Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi per gli studenti dagli 11 ai 16 anni che si è svolta al Piccolo Teatro Bolognini e al Liceo Duca d’Aosta si è rivelata una sorprendente finestra sui tempi che stiamo vivendo: l’attualità, di cui sono testimoni i libri dello scrittore Fabrizio Silei, è entrata infatti nelle analisi che i giovani studenti hanno fatto dei libri recensiti, studenti che sono stati premiati con buoni libro da spendere nella Libreria Giunti al Punto di Pistoia per libri di narrativa per ragazzi.

Dichiarazione di Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente del Premio Ceppo: “Nonostante la Pandemia da Covid-19 è stata grande la partecipazione delle scuole anche quest’anno, in risposta al bando di concorso emesso a novembre e nonostante il rinvio da febbraio a settembre, grazie all’entusiasmo con cui molti insegnanti hanno accolto la proposta educativa e anzi sollecitando gli organizzatori a svolgere gli incontri di premiazione in presenza con lo scrittore. Anche quest’anno quindi l’obbiettivo educativo di condividere buone idee e buone pratiche è stato raggiunto, ma con una urgenza e necessità in più. Con nostra grande gioia ancora una volta gli insegnanti l’hanno raccolta con partecipazione viva e attiva (sono oltre quattrocento fra recensioni scritte e multimediali inviate) ottenendo importanti risultati, come dimostra l’alto livello degli elaborati prodotti dai giovani recensori”.

Per il settimo anno consecutivo, FONDAZIONE CHIANTI BANCA continua la promozione del piacere della lettura che sta alla base dell’ideazione del Premio Laboratorio da parte di Paolo Fabrizio Iacuzzi, poeta e educatore, presidente e direttore del Premio Internazionale Ceppo, promozione che è diventata anche stimolo alla riflessione e all’autoanalisi, nonché all’educazione alla legalità e ai valori della convivenza etica e civile. Questo è il decimo anno in cui il Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi viene collegato al Premio Ceppo per la letteratura dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dopo Guido Sgardoli, Roberto Mussapi, Helga Schneider, Silvana De Mari, Fabio Geda, Francesco D’Adamo, Paola Zannoner, Luisa Mattia, Beatrice Masini con le loro rispettive Ceppo Ragazzi Lectures, a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi (presidente e direttore artistico del Premio) e Ilaria Tagliaferri (giurata del Premio e coordinatrice del Premio Ceppo Ragazzi).

Fabrizio Silei vince per la letteratura dell’Infanzia e l’Adolescenza, “per la capacità di raccontare, nei suoi libri, gli eroi da punti di vista che mettano in risalto la loro umanità e fragilità, ponendo loro a fianco persone giuste nella loro normalità” e per aver messo al centro della sua opera “l’importanza delle parole, da scegliere, comprendere e capire e ha dato vita nel tempo a un laboratorio intorno al quale si raccoglie una comunità educante composta da bambini, genitori, inse-gnanti, una wunderkammer in cui lavora sulla narratività dei bambini e delle famiglie partendo da esperienze creative che sperimentano tecniche e materiali che vanno dalla carta e dal legno alla tipografia, dalla poesia all’esplorazione di ambienti all’aria aperta” (come si legge nella motivazione al premio scritta da Ilaria Tagliaferri).

A essere premiati con i buoni libro da spendere nella Libreria Giunti al Punto di Pistoia solo ed esclusivamente per libri di Narrativa per ragazzi sono innanzitutto gli sforzi creativi dei ragazzi, comprese le loro imperfezioni, e le idee che hanno saputo far emergere con spontaneità dopo la lettura dei libri consigliati, specie in questo periodo di pandemia da Covid-19.

Alla premiazioni dell’11 maggio pomeriggio al Bolognini ha partecipato anche l’assessore all’Istruzione del Comune di Pistoia, Alessandra Frosini che ha premiato lo scrittore.

Le scuole secondarie di 1 grado partecipanti sono le seguenti, con gli insegnanti: a Pistoia le scuole Marconi-Frosini (Patrizia Florio, Maria Nuozzi, Sara Izzo, Martina Novelli, Anna Favi); Raffaello (Elisabetta Dei, Diletta Scolari); Anna Frank (Sara Lenzi); Istituto suore Mantellate (Manrica Castellani); a Quarrata Bonaccorso da Montemagno (Susanna Donnini); a Montecatini Terme Galileo Chini (Elisabetta Puccini, Monica Nuti); a Monsummano Giuseppe Giusti (Fabrizio Pagni).

Le scuole secondarie di secondo grado partecipanti sono state le seguenti, con gli insegnanti: Liceo scientifico Amedeo di Savoia (Paolo Niccolai, Edoarda Scaccia, Tiziano Lombardi, Laura Diafani, Deborah Paolieri); Liceo scientifico Copernico di Prato (Ilaria Borracchini); Liceo classico Forteguerri (Valentina Cupiraggi, Silvia Fiacconi, Sabrina Zini); Liceo artistico Petrocchi (Ornella Zini); Liceo scientifico Mantellate (Manrica Castellani; Glenda Giacomelli); Liceo Lorenzini di Pescia (Jula Bevilacqua).


SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO: 29 PREMIATI

Liceo Amedeo di Savoia: prof. Edoarda Scaccia: Bianca Magni, Sara Cecconi (4B); Erica Moncini, Eleonora Gugliemi, Andrea Garra, Davide Kifle (3A sportivo); Luca Chirullo (4C s.a.); prof. Deborah Paolieri: Iacopo Diolaiuti (3B); prof. Paolo Niccolai: Diego Aloisio Lombardi, Alessandro Oliveira, Micol Marini (2D); prof Tiziano Lombardi: Andrea Ciattini (1C s.a.); Giousué Carta, Alessandro Bartoli, Rossella Virzo, Chiara Napolitano, Cristiano Scrima (1A); prof. Laura Diafani: Leonardo Scontrino, Vittoria Spagnesi (1B); Cesare Martina (1D s.a.). Liceo Petrocchi, prof. Ornella Zini: Asia Arcangioli (3C); Cecilia Monti (3B); Liceo Forteguerri, prof. Silvia Fiacconi: Greta Scannella (2C); prof. Sabrina Zini: Giada Maglieri, Lapo Priami (1C); prof Valentina Cupiraggi: Virginia Marchi (1F). Liceo Lorenzini Pescia, prof. Jula Bevilacqua: Sabrina Castelli (3A); Liceo Mantellate, prof. Glenda Giacomelli: Chiara Cirasella (1), Niccolò Natali; prof. Castellani (2); Liceo Copernico Prato, prof. Ilaria Borracchini: Caterina Traversari, Edoardo Vannucchi, Antonio Arpaia (2A).


SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO: 31 E UNA INTERA CLASSE PREMIATI

Marconi-Frosini, prof. Patrizia Florio: Elena Morosi (2G), Andrea Luchetti (2F); prof. Martina Novelli: Ginevra Frosini (3D); prof. Sara Izzo: Nicole Paterni (2E), Viola Geloso, Gaia Milone (3E); prof. Maria Nuozzi: Francesco Caselli, Elisa Sciatti (2C); prof. Anna Favi: Alejandra Milani (3A), Arianna Paganini (2A); Giuseppe Giusti Monsummano, prof. Fabrizio Pagni: Lima Simara (1A); Anna Frank, prof. Sara Lenzi: Stella Petri (2D), Matilde Nasta, Giulia Mandi, Giada Tasselli (1D). Istituto Mantellate, prof. Manrica Castellani: Rubeka Zadrima (3). Bonaccorso da Montemagno, Susanna Donnini: Anastasia Sofia Braderi (1A), Mattia Sabella (3A). Raffaello Sanzio, prof Elisabetta Dei: l’intera classe 1C (Belli Vittoria, Benesperi Davide, Capobianco Matilde,  Cela Ilenia, Cicco Emma Gessica, Coli Vivoli Alessandro, El Baqqali Anas, Ercokaj Braian, Gjondrekaj Niccolò, Hoxha Emili, Lamagna Elia, Latini Lucrezia, Luconi Chiara, Magnanelli Samuele, Palaj Klejvis, Piemonte Antonio, Pinca Michele, Puggioni Benedetta, Stampigli Niccolò, Tesi Giulio, Verdiani Anna), Braian ErcoKaj (1C), Selene Anzivino, Riccardo Carli (2C); prof. Diletta Scolari: Greta Matani; Pablo Andreotti; Noemi Tosi, Jacopo Innocenti; Dario Palandri, Asia Marcis, Elena Fedi (3D); Galileo Chini, insegnante Elisabetta Puccini: Francesco Orsucci, Marta Dami, Tare Marin (1D).

Ceppo 2022 – I vincitori del Premio Laboratorio Ceppo Giovani Racconto

8 Maggio 2022

I quattordici vincitori del Premio Laboratorio Ceppo Giovani Racconto per le recensioni a uno dei racconti dei cinque vincitori del Premio Ceppo Biennale Racconto: Giorgio Ficara, Ermanno Cavazzoni, Eleonora Marangoni, Francesca Marciano e Giuseppe Zucco.

La Giuria dei Giovani Lettori 2022 è composta da studenti in rappresentanza delle scuole secondarie di secondo grado della Provincia di Pistoia grazie ad alcuni professori (Liceo Savoia, Edoarda Scaccia e Mario Biagioni; Liceo Mantellate, Glenda Giacomelli; Liceo Pacini, Enrica Giaconi; Liceo Lorenzini Pescia, Fabrizio Bargellini; Istituto Einaudi, Sabina Candela e Luciana Pellegrini; Istituto Pacinotti Marco Paoli e Caterina Andreini; Istituto Capitini Agliana, Tamara Lobianco; Liceo Forteguerri Sabrina Zini e Elena Dei; Liceo Petrocchi Valentina Bruschi) e da rappresentanti dei sostenitori del Premio Ceppo.

Diamo l’elenco completo dei titolari e delle riserve (tra parentesi i vincitori e i segnalati del Premio Ceppo Giovani per le migliori recensioni) della Giuria dei Giovani Lettori. Solo 23 di loro hanno votato, ma tutti hanno scritto delle recensioni su uno dei racconti presenti in uno dei tre libri e hanno dialogato con i tre vincitori presenti nell’Auditorium Terzani. Fra questi c’era anche il supervincitore, Eugenio Fronteddu di Fango Radio, che avendo fatto tre recensioni 1 racconto per ciascun finalista, ha meritato la conduzione insieme al direttore Paolo Fabrizio Iacuzzi della cerimonia di presentazione dei vincitori. Fango Radio ha anche trasmesso la diretta in streaming dell’evento per il nuovo progetto Premio Ceppo Podcast (www.fangoradio.com). 9 sono i segnalati, 9 i vincitori che hanno scritto recensioni su Marangoni, Marciano e Zucco.

Andreini Chiara, Argentino Beatrice (segnalato), Ballerini Gaia, Baroncelli Niccolò (segnalato), Calcagna Andrea (vincitore), Caporusso Rita, Cervellera Siria, D’Onofrio Ilenia (segnalata), Di Fede Chiara (segnalata), Di Pace Anna (segnalata), Fabbri Giulia (vincitrice), Faretra Cecilia, Fronteddu Eugenio (supervincitore), Gerace Roberto (vincitore), Giacomelli Donatella (vincitrice), Gori Ginevra (vincitrice), Lucianò Leonardo, Madonna Maria Concetta, Mancuso Daniele (segnalata), Mannelli Lavinia (vincitrice), Moncini Erica (segnalata), Pezzimenti Lorenzo (vincitore), Pioppi Roberto, Ricci Alessia (segnalata), Russo Concetta (vincitrice), Sica Martina (segnalato), Sinameta Melisa, Sorcinelli Alessandro, Tonarelli Davide, Ventavoli Rebecca, Vettori Matilde, Zotta Martina (vincitrice).

Per completare l’elenco dei vincitori che hanno scritto recensioni sui racconti dei due Premi Speciali Racconto, Giorgio Ficara con Vite libertine (La nave di Teseo) e Ermanno Cavazzoni con Storie vere e verissime (La nave di Teseo), ecco i vincitori premiati il giorno 7 maggio durante la cerimonia a Palazzo Fabroni: per le recensioni a Cavazzoni, Pietro Leopratti e Greta Sulaj (Liceo Linguistico Pacini, prof.ssa Enrica Giaconi); per le recensioni a Ficara, Giulia Melani, Matilde Vettori, Elisa Antraciti (Liceo Scientifico Suore Mantellate, prof.ssa Glenda Giacomelli).

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