“Prigioniera di Teheran” di Marina Nemat

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Autore: Marina Nemat

Titolo: Prigioniera di Teheran

Editore: Cairo Editore, 2010

Premio: 61° Ceppo Internazionale Nonfiction

«Io spero che, attraverso la mia storia, il mondo cominci a giudicare gli orrori ai quali la mia generazione venne sottoposta dopo la Rivoluzione islamica e di come le nostre proteste furono messe sotto silenzio.»

La sera del 15 gennaio 1982 due guardie prelevano Marina dalla casa dei genitori e la conducono a Evin, la terribile prigione iraniana destinata ai detenuti politici. Nella sua vita di sedicenne spensierata si apre uno squarcio, un abisso in cui solo vent’anni dopo quella ragazza, ormai donna, riuscirà a gettare lo sguardo.

Prigioniera di Teheran è lo struggente resoconto di quella esperienza. Marina è cristiano-ortodossa praticante e a scuola è rimasta coinvolta in uno sciopero studentesco: queste sono le sue colpe e, dopo essere stata torturata, viene sommariamente condannata a morte. Ma davanti al plotone di esecuzione, la sua pena viene commutata in ergastolo e il suo carceriere la costringe a convertirsi all’Islam e a sposarlo. Sostenuta dalla fede e dalla profonda comunanza con le sorelle di prigionia, Marina inizia un lungo viaggio interiore, un percorso di dolore, compromessi, solitudine che la porterà alla conquista di una libertà insperata.

Marina Nemat al 61° Premio Internazionale Ceppo