“Il nome della figlia di Saffo” di Jesper Svenbro

cop svenbro weiwei

Il libro

Autore: Jesper Svenbro

Titolo: Il nome della figlia di Saffo

Editore: Settegiorni Editore – Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia, 2017

Premio: 61° Ceppo Internazionale Piero Bigongiari 2017

In copertina: particolare da “Reframe” (Nuova cornice, 2016), installazione di Ai Weiwei a Palazzo Strozzi in occasione della mostra “Libero” (Firenze 23 settembre 2016 – 22 gennaio 2017), catalogo Giunti Editore. Fotografia di Paolo Fabrizio Iacuzzi, elaborazione grafica di Fabrizio Pacini.

Leggi un assaggio del libro: 4. Svenbro_nomesaffo_assaggio


 

Da una poesia dal libro: Instagram con maschera di Dioniso

– Uno: se non si prende sul serio il contributo di Carasso,

la poesia di Saffo resterà incomprensibile.

– Due: se non si prende sul serio Dioniso,

il pensiero di lei rimarrà un mistero.

– Tre: a lungo mi sono rivolto taciti rimproveri/

per non aver sfiorato nemmeno con una parola

ciò che avveniva ogni giorno

con la mia scrittura: il trasferimento

di 400.000 profughi a Lesbo, un dramma

che invece ha posto Lesbo, per l’artista Ai Weiwei, sulla mappa del mondo,

il suo Instagram lo mostra tra i profughi siriani

sullo sfondo di migliaia di salvagenti e gommoni bucati.

Il mare nel sole della sera. Il suo volto

una maschera di Dioniso.

Paolo Fabrizio Iacuzzi, dalla seconda di coperta:

È un grande onore e privilegio per il Premio Internazionale Ceppo Pistoia, nell’anno di Pistoia Toscana Capitale Italiana della Cultura, che Jesper Svenbro ci abbia fatto dono, in anteprima sulla pubblicazione nell’originale svedese, di 19 poesie tratte dal suo nuovo libro, Il nome della figlia di Saffo, tradotte e introdotte da Maria Cristina Lombardi, la massima interprete del poeta, in Italia e non solo. La dichiarata “antropologia culturale sperimentale” – scrive Svenbro nella “Piero Bigongiari Lecture 2017”, Trittico lirico: Saffo, Rimbaud, Valentino Z. – porta la poesia verso la prosa, la piega verso derive saggistiche ed ermeneutiche di autocomprensione e di autocitazione, mettendo in crisi il testo poetico nel suo volersi fare più “vita”. Le fulminanti associazioni, conscie o inconscie, con altri poeti in dialogo con lui – e anche con grandi artisti come Ai Weiwei, nella splendida poesia Instagram con maschera di Dioniso – diventano un viaggio alla ricerca della propria identità nel divenire altro da sé all’interno di un’opera comune, che interroga nel profondo le radici e le ragioni stesse dell’identità europea. Quella di Svenbro è una poesia civile intesa come meditazione profonda sulla “civiltà” greca in rapporto alla nostra: una poesia che attraverso Saffo e l’isola di Lesbo si cala nelle vicissitudini della nostra tragica epopea contemporanea. Il poeta diventa così migrante tra i migranti per accogliere gli ultimi e i vinti e tributare loro tutti gli onori. E come fosse uno di loro indossa “la maschera di Dioniso” ed è sulla stessa “barca” del fratello di Saffo: nel Nome della figlia di Saffo, Kléis, in suo nome, nel suo “onore immortale”.