Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

Pino Roveredo

La motivazione di Paolo Fabrizio Iacuzzi a “Mastica e sputa” 

Pino Roveredo vince il 62° Premio Ceppo Selezione Racconto con Mastica e sputa (Bompiani, 2016) per la scrittura essenziale e musicale, cruda e lirica, oggettiva e allusiva: una peculiare forma di realismo magico frutto della perfetta calibratura di uno sguardo che si posa sulla vita, cogliendone ogni sfumatura, sino a fare della tragedia umana un fatto suo, personale. Ogni cosa porta alla terra, al sangue, alla materia di cui l’uomo è fatto, senza santificazione di un’anima ma nel confronto con le vite, tutte le vite, sia quelle palpabili sia quelle solo percepite, o incontrate, sfiorate o semplicemente intuite.

La cronaca, la vicenda personale, la storia piccola e marginale, le vite degli altri: ogni cosa in questi racconti partecipa di un lungo tragitto che ha senso solo nel suo essere percorso. A questo va aggiunta la qualità della scrittura, un lirismo pieno di sensi e di suoni e di visioni che si mescola perfettamente con quanto viene raccontato: vita e parola, una impregnata dell’altra. Roveredo con lo sguardo del poeta traduce in prosa i segni che porta sul corpo: è la piaga mostrata che prova la vera identità perché si fa testimone di un invischiarsi nella vita, di cui non resta sempre, e solo, rabbia ma spesso un sorriso, un sentirsi partecipi, un poter comprendere e condividere.

Fabrizio De André aleggia in questo libro non solo con il titolo dell’intero libro, Mastica e sputa o, per fare solo un esempio, con un delicato leitmotiv come Ho visto Nina volare, ma con la sua intera opera musicale dedicata agli emarginati, volta ostinatamente a trovare gocce di splendore negli interstizi più bui del mondo. Roveredo ne raccoglie il testimone, squadernando in queste pagine un campionario di ammalati d’infelicità e un casellario di vergogne oscure, frugate in ogni antro urbano: prostitute o travestiti, spacciatori o spacciati, operai o disoccupati, stranieri o estranei, devianti o internati, alcolisti o drogati, galeotti o reietti, barboni o falliti, pazzi d’amore o pazzi di solitudine. Tutte anime perse e anime salve nel pulviscolo di una risacca fuori stagione.

Quella di Roveredo è una voce narrante che nasce dal silenzio, e che cresce con l’ascolto acuto e l’osservazione attenta, e infine s’impone come un traghetto offerto a chi la parola non ce l’ha.


Pino Roveredo al Premio Ceppo


Chi è lo scrittore

Pino Roveredo (Trieste, 1954). Ha scritto racconti, romanzi, testi teatrali. Si è sempre occupato di ultimi, dai reclusi per decenni negli ospedali psichiatrici ai tossicodipendenti; è garante dei detenuti del Friuli Venezia Giulia. Dopo l’esordio nel 1996 con Capriole in salita, ha vinto il Campiello nel 2005 con Mandami a dire. Per Bompiani ha pubblicato anche CaracreaturaAttenti alle roseLa melodia del corvoMio padre votava BerlinguerBallando con Cecilia.