Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

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62° Premio Ceppo Internazionale Narrativa a Jean Echenoz

Jean Echenoz è il vincitore del Premio Ceppo Internazionale Narrativa 2018 , grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

E’ considerato una delle voci più importanti della letteratura francese contemporanea. Dal 29 novembre 2017 al 5 marzo 2018 si tiene al Centre Pompidou una mostra documentaria, Jean Echenoz: Roman, rotor, statordedicata alla sua opera narrativa.

Il Premio Ceppo ha avuto l’esclusiva per l’Italia della presenza di Echenoz rispetto ai vari festival che organizzano eventi di letteratura, e la Biblioteca San Giorgio del Comune di Pistoia ospiterà a Pistoia gli eventi.

In collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana e l’Institut Francais di Firenze, Echenoz terrà una lezione magistrale appositamente scritta peri Premio Internazionale Ceppo. Il suo è uno sguardo sulla lettura che viene da chi come lui ha fatto incursioni nella letteratura in maniera trasversale, in particolare nel trasferimento della vita reale su un piano epico con le sue famose biografie romanzate.

Il suo bestseller, ’14, edito da Adelphi è stato giudicato come uno dei più bei libri sulla prima guerra mondiale, di cui nel 2018 si celebra il centenario della sua conclusione. un altro importante libro è Correre.

Foto: © Roland Allard


La motivazione del Premio Ceppo scritta da Benedetta Centovalli

In arrivo


Jean Echenoz al 62° Premio Internazionale Ceppo 2018


 Chi è Jean Echenoz

E’ nato a Orange, in Vaucluse, nel 1947. Conscio delle tecniche del nouveau roman, Echenoz sperimenta vari generi letterari, raccogliendo l’eredità di scrittori come Raymond Queneau e Georges Perec. Attraverso la sperimentazione di linguaggi e strutture narrative, rivela stereotipi e idiosincrasie che permeano l’immaginario della cultura contemporanea.

I suoi primi romanzi sono costruiti come parodia e manipolazione di diversi generi letterari: il noir nell’opera di esordio, Le Méridien de Greenwich (1979), passato quasi inosservato; il racconto poliziesco di Cherokee (1983; trad. it. 1988), la sua affermazione a livello di critica e di pubblico; il romanzo d’avventura esotica di L’équipée malaise (1986; trad. it. 1989); la storia di spionaggio di Lac (1989).

Dopo il racconto breve L’occupation des sols (1988; trad. it. 2017), uno dei testi più rappresentativi della sua poetica, e il romanzo Nous trois (1992; trad. it. 1994), dove fa delle allusioni alla fantascienza, si conclude la sperimentazione esplicita sui generi e assume maggiore rilievo la presenza del linguaggio dei media. È perciò il mondo della televisione a essere analizzato nel romanzo Les grandes blondes (1995; trad. it. 2004): alla spietata rappresentazione degli ambienti patinati in cui si muovono i personaggi e all’esattezza delle descrizioni della periferia francese, come pure dei paesi esotici, si mescolano stranianti intrusioni del fantastico. Su questa linea, che coniuga il virtuosismo linguistico con una più acuta sensibilità sociologica, si collocano anche i successivi romanzi: Un an (1997; trad. it. 1998) e Je m’en vais (1999; trad. it. 2000; premio Goncourt).

Ha scritto in seguito i seguenti libri: Jérôme Lindon (2001; trad. it. Il mio editore, Adelphi 2008); Au piano (2002; trad. it. 2008); Ravel (2005; trad. it. Adelphi 2007); Courir (2008; trad. it. Adelphi 2009); Des éclairs (2010; trad. it. 2012); ‘14 (2012: trad. it. Adelphi 2014); Caprice de la reine (2014).