Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

Enrico Remmert

La motivazione di Fulvio Paloscia a “La guerra dei Murazzi” 

Enrico Remmert, con La guerra dei Murazzi (Marsilio, 2017), vince il Premio Ceppo Selezione Racconto per aver scritto storie che hanno come fil rouge il confronto serrato tra la storia minima dei protagonisti e quella con la s maiuscola che si affaccia sulla loro esistenza di uomini spaesati, sradicati. Un’umanità in viaggio per forza o per volontà, unità di misura di una nuova società liquida, in continua trasformazione, e che del mutamento accetta (e patisce) i rischi.

Sia che raccontino la Torino off, ribelle, sia che si spingano fino a Cuba sconvolta dalla rivolta dei Balseros, sia che si soffermino sulla straordinaria e scontrosa genialità di un parrucchiere giapponese o sul mondo delle scommesse sulla lotta fra i cani, i protagonisti di questi racconti sono portatori di quello smarrimento che è il segno forte dei nostri tempi: il loro viaggio, reale e metaforico, in contesti estremi, fluisce in racconti che hanno il tono della narrativa d’avventura londoniana, dove le avversità sono in agguato nel tempo della memoria e nello spazio di un’umanità in perenne movimento. La scelta è restare o partire, a costo della vita.

“Se tu smetti di guardare, questo posto smette di esistere. E qualcun altro, qualcuno che non è qui in questo momento, dovrà darsi da fare al posto tuo, registrare, ricordare, raccontare“. E’ tutto in questa frase il senso di questa raccolta di racconti, che segna il ritorno, dopo molti anni di silenzio letterario, dello scrittore torinese.

Narratore appartato, tutt’altro che prolifico, nella forma breve Remmert trova l’essenza della letteratura come testimonianza, spingendo la narrazione al limite tra autobiografia e finzione: il confine è volutamente sfumato, confuso, ambiguo, perché – sembra dirci l’autore – quel che conta non è la realtà dei fatti, ma una parola che si fa carne e sangue, e che per questo suo calarsi nella materia più viva e ribollente, diviene necessariamente portatrice di verità. Registrare, ricordare, raccontare. Tre imperativi a cui Remmert obbedisce tra rigore etico e pathos narrativo, a partire dal racconto che dà il titolo alla raccolta, dove lo scrittore torinese si cala in un io narrante femminile dando una notevolissima prova di scrittura en travesti.

Fulvio Paloscia, giornalista e scrittore, Giuria Letteraria del Premio


Enrico Remmert al Premio Ceppo


Chi è lo scrittore

Enrico Remmert (Torino, 1966) vive e lavora a Torino. Il suo romanzo d’esordio, Rossenotti è stato pubblicato da Marsilio nel 1997. Nel 2002 è uscito il romanzo La ballata delle canaglie. Insieme al poeta Luca Ragagnin, ha curato una trilogia dedicata a Bacco, Tabacco e Venere: tre libri dalle varie anime (antologie di citazioni, saggi letterari, raccolte di aforismi) tra cui Elogio della sbronza consapevole. Il suo ultimo romanzo, edito da Marsilio è Strade bianche. Lavora anche per cinema, teatro e televisione.