Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

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60° Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza 2016

Chi è

Silvana De Mari è nata nel 1953 in provincia di Caserta e vive a Torino, è specializzata in chirurgia generale e in psicologia cognitiva, ha praticato la professione di chirurgo in Italia e in Africa e attualmente si occupa di psicoterapia. Non si definisce una scrittrice, ma un medico che scrive. E scrive libri fantasy di straordinario successo internazionale. Gli ultimi libri usciti sono Il gatto dagli occhi d’oro, che tratta il tema dell’infibulazione (Giunti, 2014), e Hania. Il Cavaliere di Luce (Giunti Editore 2015) con il prequel Hania. Il regno delle Tigri bianche (Giunti Editore 2015), che inaugurano una nuova trilogia fantasy .

La saga degli ultimi – che comincia nel 2004 con L’ultimo elfo (Salani), un piccolo Elfo emarginato come “diverso” che potrebbe essere l’ultimo della sua specie, e si conclude nel 2012 con L’ultima profezia del mondo degli uomini – L’Epilogo, (Fanucci) – l’ha consacrata l’autrice italiana per ragazzi più diffusa nel mondo. Ma è L’ultimo orco (Salani 2005) a segnare il passaggio dalla letteratura per ragazzi al genere fantasy. Silvana De Mari aggiunge un altro tassello alla grande serie nel 2011, con Io mi chiamo Yorsh (Fanucci), e fa un balzo indietro con un prequel che introduce il mitico personaggio Yorsh, da cui tutto il ciclo ha inizio. La produzione letteraria di Silvana De Mari comprende, tra l’altro, i racconti L’ultima stella a destra della luna (Salani, 2000) e i saggi Il drago come realtà (Salani, 2007), sulla letteratura fantastica e La realtà dell’orco (Lindau, 2012) sulla storia degli ultimi due secoli vista attraverso la letteratura fantastica.

I suoi libri sono tradotti in una ventina di lingue e hanno ricevuto premi importanti: nel 2004 con L’ultimo elfo vince il Premio Bancarellino e il Premio Andersen, in Francia Le Prix Immaginare, come miglior libro fantasy nel 2005, in Usa il premio ALA American Library Association 2006. (www.silvanademari.com)

Motivazione di Ilaria Tagliaferri.

Silvana De Mari vince il Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza 2016 per l’impegno contro discriminazioni e violenze, che emerge da opere narrative di straordinaria efficacia espressiva, nelle quali il trionfo del bene sul male si rivela come un grido di umanità che porta il fantasy oltre la distinzione fra scrittura per ragazzi e scrittura per adulti e diventa la chiave di lettura più stimolante a comprendere la nostra contemporaneità. I temi cari alla scrittrice sono complessi e scomodi. Elfi, nani, orchi, draghi e umani diventano uno strumento, magico ed efficace, per parlare di ingiustizie, persecuzioni, discriminazioni, ribellioni in forma di favola, e per sottolineare l’importanza di valori come la lealtà, il coraggio e la cavalleria nella lotta costante tra bene e male.

Il premio le viene assegnato in particolare per il suo ultimo libro Hania. Il cavaliere di luce, con il prequel Hania. Il regno delle Tigri bianche (Giunti, 2015), che inaugura una saga fantasy capace di affrontare temi molteplici e complessi. La giovane protagonista della storia, Hania, è infatti una creatura per metà umana e per metà demoniaca, e nel suo mondo trovano spazio incanti, paure, contraddizioni, speranze e angosce. Nelle vicende narrate ritroviamo in forma simbolica temi universali e livelli di lettura diversi, mai banali o stereotipati, che affascinano i lettori spingendoli a dialogare con se stessi e con la realtà che li circonda attraverso nuove prospettive e punti di vista.

Nella “Ceppo Ragazzi Lecture 2016”, scritta appositamente per il premio, Silvana De Mari ha ricostruito attentamente un vero e proprio “Decalogo del fantasy”, parlando sia dei suoi ultimi libri pubblicati da Giunti, sia dei classici da lei più amati: Il Signore degli anelli, Le cronache di Narnia e Peter Pan. Un genere da lei molto amato, sin dalla pubblicazione della storia di Yorsh ne L’ultimo elfo (Salani 2004), divenuta negli anni celebre e pluripremiata saga: «Yorsh è dolce, attento, compassionevole. Hania è aspra, caustica, sarcastica. Ambedue sono rinchiusi in una disperata solitudine: quella di Yorsh annegata di parole, quella di Hania priva di qualsiasi suono, da cui riescono a uscire per la forza dell’amore, dell’amicizia, della compassione. Ambedue amano, quindi combattono. E diventano creature umane, dotate di libertà, di libero arbitrio».