Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

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60° Premio Ceppo Internazionale Narrativa Nonfiction 2016

Per il romanzo L’impostore, Milano, Guanda, 2015

PROGRAMMA

18 MARZO, ore 16.30
INCONTRO RISERVATO ALLE SCUOLE. POCHI POSTI DISPONIBILI: PRENOTARSI SCRIVENDO A iltempodelceppo@gmail.com (oggetto “Prenotazione Cercas”)
• Biblioteca San Giorgio, Auditorium Terzani

Presentazione de L’impostore (Guanda 2015) con Arianna Fiore e Benedetta Centovalli. Letture di Viviana Nicodemo. Coordina Paolo Fabrizio Iacuzzi. Partecipano gli studenti del Liceo Scientifico Duca D’Aosta (prof. Roberta Gentile) e del Liceo Scientifico Mantellate (prof. Sara Lenzi).

19 MARZO, ore 9.30
• Liceo Classico Forteguerri-Vannucci di Pistoia
Incontro con gli studenti. Presenta Benedetta Centovalli.

19 MARZO, ore 16.30
• Sala Maggiore Palazzo Comunale.

Fulvio Paloscia intervista lo scrittore e premiazione.

. Leggi il programma completo.

Chi è

Cercas_da_GuandaJavier Cercas è figlio di un veterinario di campagna ed è nato in un paesino della provincia di Cáceres, in Estremadura, nel 1962. Nel 1966, all’età di quattro anni, si trasferì con la famiglia a Girona, dove ha compiuto i suoi studi. Dal 1989 è professore di letteratura spagnola all’Università di Girona. Collabora all’edizione catalana di “El País”. Nel 2001 ha pubblicato il romanzo Soldati di Salamina (Guanda, 2004) che l’ha fatto conoscere nel mondo: la storia di Rafael Sánchez Mazas durante la guerra civile spagnola. Seguono: La velocità della luce (Guanda, 2006), storia di un’amicizia tra uno scrittore e un veterano della guerra del Vietnam; La verità di Agamennone (Guanda, 2012); Anatomia di un istante (Guanda, 2010), storia del fallito colpo di Stato in Spagna del 23 febbraio 1981; Le leggi della frontiera (Guanda, 2013); L’avventura di scrivere romanzi (Guanda, 2013), con Bruno Arpaia.

Motivazione di Benedetta Centovalli. 

l'impostoreLo scrittore catalano Javier Cercas vince il Premio Ceppo Straordinario Internazionale Narrativa Non Fiction con il romanzo L’impostore (Milano, Guanda, 2015, traduzione di Bruno Arpaia) perché ci interroga laddove l’abuso di realtà ad effetto e di valore testimoniale rischiano di schiacciare e vanificare il lavoro della Storia in una commistione pericolosa tra realtà e fiction. La grande impostura di cui narra il romanzo, eletto tra i migliori libri del 2015, è quella di Eric Marco, che si è inventato una biografia nobile da sopravvissuto nei campi di sterminio nazista, di resistente, di antifranchista, rilasciando interviste, scrivendo libri di memorie, intervenendo in Parlamento e davanti alle massime autorità del suo Paese, parlando nelle scuole a centinaia di studenti, senza che nessuna di queste vicende da lui testimoniate corrisponda alla sua verità biografica. Dunque romanzo della realtà senza finzione, ma romanzo di una realtà che si è risolta tutta nella finzione.

Come ha scritto Mario Vargas Llosa (già vincitore del Premio Ceppo Internazionale 2009) Marco ha fatto della sua vita un grande romanzo epico della contemporaneità, cogliendo del nostro tempo alcuni degli aspetti più deprecabili, come quello dell’uso della memoria del testimone contro la storia e la verità dei fatti. Memoria individuale e storia collettiva vengono mescolati ad arte dal grande falsificatore creando un impasto degno della migliore fiction con il sottotitolo “Una storia vera”. Ma L’impostore è anche un romanzo in cui Cercas tira le fila della sua esperienza di narratore, nascondendosi dietro il grande impostore Marco, lui, Cercas, autore di romanzi che mescolano realtà e fantasia, impostore a sua volta, si confronta con il grande paradigma della memoria e sui meccanismi della narrazione. Se la realtà uccide ma la finzione salva, quale grandiosa e perturbante menzogna è la letteratura che si nutre di una realtà tutta costruita sull’impostura?