Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

63 – Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi – II grado – Verbali citazioni e link alle recensioni

63 Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi 15-16 2019
Con il sostegno di Chianti Banca

Verbali
Premi per le Scuole secondarie di secondo grado.
Pistoia 8 e 9 febbraio 2019.
I nomi dei vincitori e dei segnalati,
citazioni dalle recensioni scritte e i link alle recensioni multimediali su
www.youtube/Cepporagazzi


Biblioteca San Giorgio
8 febbraio, ore 10.00-12.00


Lessico familiare

VINCITORE: Allegra Borracchini, classe 2 G, Istituto Capitini, insegnante Stefania Cabitza
Citazione: Il registro linguistico è semplice poiché vengono riportate frasi e parole tratte dai dialoghi quotidiani, infatti è proprio il Lessico famigliare del titolo il vero filo conduttore, ciò che unisce tutti i membri della famiglia, quelle frasi o parole, ci farebbe riconoscere l’uno dall’altro, noi fratelli, nel buio d’una grotta, fra milioni di persone. Vengono dunque utilizzate anche espressioni dialettali, ad esempio “una negrigura”, termine che indicava le scarpette da città oppure modi di dire, come ad esempio de cosa spussa l’acido solfidrico oppure ancora non siamo venuti a Bergamo per fare campagna. Attraverso le parole di famiglia passa l’affetto che unisce i Levi così come ciascuna famiglia è definita da frasi, parole o gesti con cui siamo cresciuti e che per noi saranno sempre casa.
Giudizio: Allegra vince per la sua recensione attenta e lucida, che sottolinea con precisione le caratteristiche significative dell’opera della Ginzburg, a partire proprio da quel lessico speciale che dà origine al titolo del libro.

Romeo e Giulietta

VINCITORE: Giulia Simoni, classe 2 G, Istituto Capitini, insegnante Stefania Cabitza
Citazione: Nel testo quanto i giovani sono sinceri, passionali e irrazionali, quanto gli adulti sono falsi, egoisti e aridi di sentimenti, affascinati solo dal potere. Fra padri e figli un abisso: non solo i genitori hanno dimenticato cosa significa essere innamorati, ma non ricordano nemmeno cosa voglia dire essere giovani e adoperarsi per la propria felicità. Sono ciechi a tal punto da causare la morte dei figli. Colpisce quanto istantaneamente, letteralmente al primo sguardo, sia scoccato l’amore tra i due ragazzi, non facile da comprendere nemmeno trattandosi di due adolescenti, ma è la forza dell’amore che va oltre un nome, una rivalità. Giulietta nella celebre scena del balcone dichiara: “Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo”. Non importano le origini della persona che amiamo, perché, anche se avesse cognome e nome diverso, sarebbe pur sempre la stessa di persona di cui siamo innamorati. Romeo e Giulietta è il primo testo teatrale che ho letto e, nonostante i dialoghi talvolta lunghi e complessi, la storia mi ha affascinata, anche se l’avrei letta più volentieri con un linguaggio più scorrevole e moderno.
Giudizio: Giulia vince per l’appassionata sincerità con cui ha elaborato una riflessione critica sull’opera di Shakespeare: ne è evidentemente stata colpita, anche emotivamente, e non esita ad esprimerlo con parole partecipi e coinvolte.

SEGNALATI

Enrico Caruso, 2 A, Istituto Capitini, insegnante Caterina Baldi
Citazione: “Occhi, guardatela un’ultima volta, braccia, stringetela nell’ultimo abbraccio, o labbra, voi, porta del respiro, con un bacio puro suggellate un patto senza tempo con la morte che porta via ogni cosa.” Questa frase è pronunciata da Romeo, accanto al corpo dell’apparente morta Giulietta. Romeo si condanna ad una morte violenta ed inutile bevendo una fialetta di veleno e provocando di conseguenza il successivo suicidio di Giulietta in un climax crescente di disperazione. Molti film si sono ispirati alla tragedia shakesperiana.  Un esempio è  Romeo +  Giulietta  del 1996 di Baz Luhrmann con Leonardo Di Caprio. La storia è la stessa, il testo è fedele all’originale, l’ambientazione invece è quella di Verona beach, un sobborgo della moderna Los Angeles degli anni ’90: grattacieli, droga, armi da fuoco, automobili da corsa, polizia, corruzione… Ciò che rende questo film unico è il contrasto  tra le parole dei personaggi e tutto il resto che li circonda, dai costumi ai luoghi a dimostrare che la tragedia di Romeo e Giulietta è un classico senza tempo donato all’umanità che può essere interpretato in vari modi, ma conserva comunque la sua forza. Il film mi ha permesso di avvicinarmi all’opera di Shakespeare e a tratti il contrasto mi ha fatto anche sorridere, creando situazioni paradossali.

Elisa Bini, classe 2 G, Istituto Capitini, insegnante Stefania Cabitza
Citazione: Le sequenze che prevalgono sono quelle dialogiche ed il lessico utilizzato è molto formale, con un linguaggio poetico con ricorrenti metafore spesso di non facile comprensione. Frequente è il ricorso all’opposizione di immagini legate al campo semantico di luce e ombra: Giulietta è la luce, Romeo l’ombra, la morte che attende entrambi. Si ha un ritmo rapido, soprattutto dal quarto atto in poi: tutto infatti precipita dal momento in cui Romeo si allontana dalla città con una pausa ricca di emozione nell’ultimo dialogo tra i due innamorati, dove entrambi salutano il loro amore prima di uccidersi. Romeo e Giulietta è un testo da leggere sia per i personaggi che per l’efficacia della trama, che spinge il lettore a finirlo velocemente. Mi ha appassionato e colpito la storia romantica il cui finale è ormai conosciuto da tutti, eppure così diverso dai libri e dalle storie sull’amore che ho letto o visto nei film.

Il ritratto di Dorian Gray

SEGNALATO

Giulia Biancalani, classe 2 G, Istituto Capitini, insegnante Stefania Cabitza
Citazione: Ho trovato interessante provare ad interpretare i ruoli dei personaggi riportandoli nella vita quotidiana perché credo che tutto il libro sia una grandissima metafora sulla vita. Inizialmente avevo associato Basil ad una figura di conforto come quella dei genitori ma poi, dopo l’intervento di Lord Henry che ricorda a Dorian che ben presto non verrà più chiamato dal pittore perché invecchierà e perderà la sua bellezza, ho capito che non era così e che anche lui essenzialmente è un personaggio fatuo. Dorian è un esteta perché costruisce la sua vita come un’opera d’arte facendo di sé un dio basandosi sui valori legati al lusso e all’apparenza; inoltre, credo che rispecchi l’idea dell’uomo egocentrico e privo di qualsiasi “codice d’onore”. Lo stereotipo della bellezza indubbiamente mi influenza, mi rendo conto spesso di essere in bilico tra credere in me, nelle mie capacità oppure ambire alla perfezione; l’importante credo però sia capire quando è il momento di concentrarsi su ciò che ci rende davvero felici senza finire schiavi di ossessioni.

Rolling star

VINCITORE 

Luca Magliano , classe 1 h, Liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini
Citazione: Questo romanzo mi ha fatto riflettere su molti argomenti della vita: anche cinquanta anni fa, che a me sembra un’eternità, era in voga l’uso della droga e del fumo da parte di minori. Ho capito anche che c’erano meno pregiudizi nei confronti di altre persone; Max e Bea infatti viaggiavano e andavano a dormire da sconosciuti che erano contenti di ospitarli; ai tempi d’oggi invece una cosa del genere sarebbe molto complicata perché le persone hanno molti pregiudizi, che andrebbero eliminati perché non si può giudicare una persona senza conoscerla minimamente. Con questo libro ho aggiunto un tassello alla mia visione di come si può vivere al mondo.
Giudizio: Sintetico e diretto, Luca vince con la sua recensione per a capacità di volgere lo sguardo di lettore al passato, grazie alle suggestioni del libro, ma anche per la profondità di riflessione sul presente, che sottolinea la necessità di andare oltre ogni pregiudizio. 

A piedi nudi a cuore aperto

SEGNALATI 

Francesco Scrima, classe 1 H, Liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini
Citazione: Questo libro ci insegna ad andare oltre le prime apparenze, perché conoscere a fondo una persona non vuol dire etichettarla con la prima impressione che ci ha fatto, ma al contrario; per fare questo è fondamentale avere degli amici che ti sostengano in tutto quello che fai, ti incoraggiano, ti aiutano, e in questo brano Fatima, l’amica di Rachele,  è un ottimo esempio. Un altro motivo d’interesse è la determinazione perché aiuta a fissare un obbiettivo e riuscire a compierlo in ogni maniera, anche a costo di essere offesi o discriminati. Perché il titolo A piedi nudi, a cuore aperto? Secondo me perché l’autrice vuole dirci come Rachele affronta la cosa, a piedi nudi, cioè  solo con l’essenziale per camminare, per andare avanti, ma anche con la sofferenza di ferirsi poiché non si hanno protezioni; a cuore aperto perché l’amore va vissuto con il cuore libero da pregiudizi, con tutto quello che abbiamo dentro. 

Margherita De Vita, classe 2 G, Istituto Capitini, insegnante Stefania Cabitza
Citazione: Il finale del libro della Zannoner è però più positivo: l’amore vince e anche gli adulti riescono ad aprirsi e a comprendere, a voler conoscere. Questo messaggio di speranza è essenziale per i giovani che devono credere nella possibilità non solo di un lieto fine, ma anche della costruzione di una società migliore di quella in cui sono cresciuti.

Oltre ai due protagonisti, Rachele e Taisir, anche la maggior parte dei personaggi secondari sono adolescenti, questo mi ha aiutata ad avvicinarmi e ad immedesimarmi nei protagonisti, grazie anche all’utilizzo dell’io narrante e ad un linguaggio informale e colloquiale, quello del mio mondo. Il romanzo mi ha toccato specialmente perché, nella mia realtà di tutti i giorni, anche nella mia scuola o nei luoghi che frequento, noto sguardi di biasimo, comportamenti altezzosi nei confronti di persone che provengono da paesi diversi dal mio. Dunque A piedi nudi, a cuore aperto non è solo un romanzo ma uno spaccato di vita vissuta. 

L’ultimo faro

VINCITORI

Matteo Bertini, classe 2 C, Liceo Lorenzini (Pescia), insegnante Jula Bevilacqua
Citazione: Questo libro, essendo indicato ai ragazzi, ha un linguaggio semplice e indirizzato a tutti. Ho apprezzato molto la caratterizzazione psicologica dei personaggi, l’ho trovata dettagliata e adatta a capire il motivo dei loro comportamenti a volte remissivi. Questo è dato anche dalla presenza di alcuni capitoli, nei quali, i protagonisti diventano narratori, parlano del loro passato e del motivo per il quale si trovano a trascorrere l’estate al campo. Trovo, invece, un po’ forzato il linguaggio, che viene adattato a quello dei ragazzi di oggi, con l’utilizzo di espressioni che, a mio avviso, sono ben lontane da quelle odierne. Al di là di tutti i giudizi e valori che si possono trovare, da questo libro si può trarre, a mio avviso, un invito alla convivenza e alla conoscenza reciproca, che vanno oltre alle differenze di sesso, di etnia e di condizione economica, ma che ci insegna ad accettare tutti per quello che sono senza distinzioni.
Giudizio: Con grande onestà intellettuale Matteo riflette sul romanzo di Paola Zannoner cogliendone gli aspetti salienti sia per quanto riguarda la trama che per il linguaggio, esprimendo con sincerità le sue opinioni da lettore, consapevole e maturo.

Rachele Bertini, classe 2 A, Istituto Einaudi, insegnante Luciana PellegrinI
Citazione: Il romanzo “L’ultimo faro”ci fa sperare che attraverso il confronto, i dialoghi anche aspri, il racconto di sé, si può arrivare a capire meglio noi stessi,e, riuscendo a costruire relazioni, ad affrontare le nostre fragilità. Credo negli esseri umani. / Credo negli esseri umani. / Credo negli esseri umani che hanno coraggio, /coraggio di essere umani. In una società dove genitori e adulti trovano pochissimo tempo per i figli, per i giovani, l’amicizia tra coetanei è fondamentale. Il potersi confrontare, confidare con un amico, un’amica, diventa essenziale e può essere di grande aiuto. Ecco perché un uso scorretto dei social, denigratorio e offensivo, oltre che illegale è molto pericoloso: il giudizio dei coetanei è importante. L’essere accettati dal gruppo diventa una necessità e sapersi apprezzati conforta.
Giudizio: Rachele trasporta con efficacia le sue impressioni crtiche – dopo una lettura evidentemente attenta e coivolta – nel presente del nostro tempo, sottolineando aspetti problematici e delicati della dimensione quotidiana che i ragazzi si trovano a vivere rispetto al rapporto con i genitori e gli adulti in generale.

SEGNALATI

Greta Bocini, classe 1 H, Liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini
Citazione: Con il passare dei giorni, grazie all’aiuto dei tutor, la vacanza si  rivela una vera e propria vittoria: fra i ragazzi si è stabilito un legame di amicizia che, in alcuni casi, è diventato amore ma soprattutto di complicità che li ha portati a scoprire un segreto caratterizzato da enigmi e avventure pericolose che renderanno questa vacanza indimenticabile. Il tema di questo romanzo è l’amicizia, ma non quella spontanea che sorge fra i banchi di scuola; qui si affronta l’amicizia intesa come forma terapeutica  utile per curare i problemi, come un’arma per vincere la solitudine e le inquietudini dell’adolescenza;  un’ amicizia che insegna ad avere interesse per chi ci è vicino e a capire che nella vita i propri problemi possono essere comuni anche agli altri e che insieme è più semplice superarli. È un libro che emoziona e coinvolge e che tutti, compresi gli adulti, dovrebbero leggere perché l’amicizia sorregge tutti, anche i più grandi, nelle difficoltà della nostra vita.

Alice Mencherini, classe 1 H, Liceo Copernico, insegnante Ilaria Borracchini
Citazione: La storia di questi giovani che da sconosciuti diventano amici è davvero bella, divertente e ricca di sensazioni e sentimenti, che vengono espressi dai ragazzi senza alcuna paura. Trovo che sia una storia molto attuale, infatti rispecchia la vita di molti ragazzi e ragazze, che vivono in famiglie disagiate, che non li comprendono e supportano. La lettura del libro apre gli occhi sulla visione della vita da un altro punto di vista: quello dei ragazzi, che sognano in grande e non si arrendono nonostante le difficoltà. Leggendo questo libro si respira aria di mare. L’odore di salsedine, lo scroscio delle onde, i riflessi del sole sull’acqua. La nostra mente corre subito alle vacanze, all’estate, a quella spensieratezza che si vive quando finisce la scuola e ci sentiamo tutti più leggeri, più liberi.

Giulia Gentile, calsse 2 G, Istituto Capitini, insegnante Stefania Cabitza
Citazione: Il libro tratta molti temi importanti ed attuali: come guerre e migrazioni, infatti come Ahmed, molti ragazzi e bambini devono affrontare viaggi lunghi e difficili per sfuggire ai pericoli nei propri paesi; come le dipendenze (è il caso di Sergio); l’omofobia, come Tudor molti ragazzi devono nascondere le proprie preferenze sessuali per paura di essere discriminati, o considerati diversi; problemi familiari o economici; l’anoressia, come per Deindre, o il bullismo. Ma fra tutti spicca l’amicizia che lega i ragazzi e che regala loro la forza per andare avanti nonostante tutto. L’originalità del libro consiste nella struttura: è composto da quattro sezioni ognuna divisa in capitoli, alcuni dedicati alla narrazione ed altri dedicati ai racconti dei ragazzi. È presente un costante cambiamento di focalizzazione da esterna, in cui il livello linguistico è medio, ad interna con l’io narrante quando raccontano i ragazzi, ai quali il linguaggio si adegua.

Super vincitore

Alessia Meles, classe 1 1 Liceo Forteguerri, insegnante Valentina Cupiraggi
(A piedi nudi a cuore aperto)
 

Citazione: Il libro racconta da una parte quello che accade ad ogni adolescente: le delusioni in amore, le discussioni con i genitori, il conforto delle amiche; dall’altra spiega alcuni aspetti della religione islamica: leggendo ho scoperto che le donne islamiche indossano il velo per libera scelta (o almeno alcune) e non perchè vengono obbligate dal marito o dai familiari, infatti Fatema  indossa il velo perchè è fiera di essere islamica, mentre sua madre non lo porta. Principalmente mi ha colpito il fatto che due mondi apparentemente inaccessibili possano riuscire a incontrarsi e, nel caso di Rachele e Taisir, ad unirsi. Sicuramente non avrei mai pensato che potessi innamorarmi così di un libro: le pagine me le divoravo, avevo la sensazione di essere lì a guardare i personaggi in azione e a volte facevo le smorfie che il libro descriveva, mentre mia mamma mi guardava basita, chiedendomi da quando fossi diventata una “grande lettrice”.


Liceo Scientifico Amedeo di Savoia Duca D’Aosta
9 febbraio, ore 9.00-11.00


Il ritratto di Dorian Gray

VINCITORI

Giulia Betti, classe 2 D, Liceo Amedeo di Savoia, insegnante Paolo Niccolai
Citazione: Ho cominciato la lettura di questo libro con molto scetticismo, dicendo che sicuramente a suo tempo fu un libro rivoluzionario, ma che, al giorno d’oggi, non poteva regalarmi chissà quale emozione. Tuttavia mi sono dovuta ricredere: tratta molti temi, quali l’attaccamento dell’uomo alla giovinezza, che tutti noi cerchiamo di mantenere a ogni costo, la lotta tra il bene e male (il ritratto e Dorian) e come le influenze delle altre persone possono modificare la vita di una persona. Tra questi temi quello che più di tutti mi ha fatto riflettere è stato l’ultimo, infatti Dorian, prima di conoscere e parlare con Lord Henry, era incurante della sua bellezza; e basta un solo pomeriggio per fargli capire quanto questa sia importante. La sua percezione della bellezza cambia ancor di più dopo aver letto il libro regalatogli, sempre da Lord Henry, che, se possibile, lo fa diventare ancora più meschino. Tutto questo porta a una domanda: è davvero così facilmente condizionabile dalle idee altrui la mente umana o quello di Dorian Gray è stato solo un caso?
Giudizio: Giulia vince con la sua recensione perché dalla sua lettura emerge uno sguardo critico che sa porsi dubbi e interrogativi sui quali riflettere. Il tema dell’eterna lotta tra il bene e il male, uno degli aspetti più significativi dell’opera, viene sottolineato in maniera sintetica ma efficace e dettagliata.

Bianca Abbri, classe 1 B, Liceo Amedeo di Savoia, insegnante Edoarda Scaccia
Citazione: “Influenzare un individuo vuol dire trasfondergli la propria anima…” “… diventa l’eco della musica di qualcun altro, l’attore di una parte che non fu scritta per lui”. Sono queste le parole di Lord Henry durante il suo primo incontro con Dorian. È un concetto che condivido, nonostante mi trovi sempre in disaccordo con le opinioni di questo personaggio, perché capita a tutti. Ognuno di noi, almeno una volta, ha scelto una persona che trovava interessante e ne ha imitato il comportamento, le persone portano maschere per essere alla moda, ma in questo modo svanisce lentamente il concetto di singolo individuo arrivando a una massa di persone che si somigliano. Oggi sui socialnetwork si incontrano spesso persone dette “influencer”. Il nome dice tutto: le persone le ammirano, le imitano in tutto accantonando il proprio modo di essere. A me è successo di sbagliare cercando di imitare qualcuno assumendo i suoi comportamenti anni fa; poi fortunatamente ho capito che sbagliavo, ed ora sono semplicemente me stessa.
Giudizio: Bianca vince per la grande sincerità con cui esprime attraverso le sue parole i propri sentimenti rispetto alla lettura di un’opera che l’ha profondamente colpita, e senza retorica si mette a nudo per riflettere sulla civiltà contemporanea e sui nuovi meccanismi sociali che tanto influiscono sui comportamenti e gli atteggiamenti delle persone.

Rolling star

VINCITORE

Giada Ferretti, Liceo Amedeo di Savoia, Insegnante Edoarda Scaccia
Citazione: Partendo dal presupposto che non sono una grandissima lettrice, non pensavo mi prendesse così tanto. Iniziata la lettura, ho subito pensato che avrei durato tanta fatica a leggerlo, per i quasi incomprensibili monologhi che il protagonista si poneva, ho dovuto varie volte rileggere la frase o addirittura la pagina per non perdere il filo dei ragionamenti di Max; passata la parte iniziale ho cominciato a entrare veramente nel racconto, ad immergermi nelle pagine che volavano senza accorgermene. Mentre leggevo mi sentivo “amalgamata” alla storia, i miei occhi erano puntati sulle pagine, ma la mia mente si creava automaticamente il film di quello che veniva raccontato, ogni personaggio, paesaggio, locale… veniva codificato e trasformato in un’immagine, uguale per i suoni, quello che sentiva Max o qualsiasi altro personaggio lo sentivo anch’io; se veniva descritto un profumo o una sensazione, automaticamente la sentivo anche io. Ecco che così mi sono ritrovata a esclamare: -Ho già letto trenta pagine?! Oppure: – Sono già alla pagina centocinquanta?!
Giudizio: Partendo da un presupposto di grande sincerità (non è semplice ammettere, nell’ambito di un concorso letterario, ammettere di non essere una grande lettrice) Giada riesce invece a costruire un’indagine critica personale e approfondita, che sottolinea la sua forte capacità di immedesimazione nei personaggi.

SEGNALATO

Lorenzo Dalla Rosa, classe 2 D Liceo Amedeo di Savoia, insegnante Paolo Niccolai
Citazione: Molti paragrafi contengono canzoni, di cui vengono riportate una o più strofe. La lettura del romanzo è stata molto piacevole, il testo è scorrevole e di facile comprensione nonostante le tematiche complesse. Ho letto di recente “A piedi nudi, a cuore aperto”: in entrambi romanzi la trama ruota attorno ad una storia di amore, ma ho preferito “Rolling Star”, per la peculiarità del contesto storico, che ha dato una marcia in più al testo. Consiglierei questo libro? Probabilmente sì, a qualcuno interessato a qualcosa di più di un semplice racconto romantico, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Sorpresa gradita: alla fine del libro sono indicate tutte le canzoni nominate, per chi vuole farsi una scorpacciata di musica anni ‘70 e desidera non fermarsi solo al testo. Una esperienza multisensoriale. 

A piedi nudi a cuore aperto

VINCITORE

Sara Breschi, classe 2 G, Liceo Forteguerri, insegnante Valentina Cupiraggi
Citazione: Penso sia questo uno dei più grandi errori di noi ragazzi: non pensare al fatto che anche i nostri genitori sono stati giovani. Che hanno vissuto la nostra età e le medesime difficoltà. Ci mascheriamo con il classico luogo comune “erano altri tempi”. Proprio così, il mondo cambia negli anni, si evolve, e le persone con lui. Ma i problemi, pur cambiando sfondo, entrano sempre in scena, calati in contesti diversi. Infatti l’originale versione del romanzo risale al 2005, quella letta da me è di 10 anni dopo. Le tematiche sono sempre attuali, trovo solo modificati alcuni aspetti, che le rendono spesso più difficili da affrontare. Durante tutta la lettura non mi ha abbandonata la speranza che nel loro piccolo i personaggi potessero abbattere questa forma d’odio e violenza creata dalle diversità. Speravo anche di ritrovarmi a sorridere davanti alle pagine scritte, immaginando Rachele e Taisir che volano per Milano skaterando insieme. Consiglio questa lettura a chi come me ha dentro un giorno di festa, dove i diversi si incontrano e si scambiano un pezzo di vita e un pezzo di sé. Grazie romanzo, per aver camminato a piedi nudi sul mio cuore, ed averci lasciato impronte indelebili. Hai mostrato ad un’aspirante romantica il colore di quell’amore che accoglie in una sola casa due cuori diversi.
Giudizio: Sara ha letto il romanzo di Paola Zannoner con lucidità e consapevolezza, riflettendo sul concetto di diversità in maniera originale e sensibile, e concludendo con un ringraziamento al romanzo stesso, in una “personalizzazione” del libro che lo rende ancora più vicino al lettore. 

SEGNALATI

Alessandro Capecchi, classe 1 A, Liceo Amedeo di Savoia, insegnante Edoarda Scaccia
Citazione: Nel romanzo si toccano vari aspetti sociali tra i quali l’amicizia, l’amore fra ragazzi, un amore talmente forte che fa dimenticare tutto il resto, ma anche l’amore fra genitori e figli. Vengono affrontati anche aspetti più politici e culturali della nostra società come l’immigrazione, il rapporto fra italiani e islamici e la diversa condizione della donna in questi due popoli. Di questo romanzo mi ha colpito molto la passione che i due ragazzi provano l’uno per l’altra, ma soprattutto la serietà con la quale intraprendono il loro rapporto, quasi un viaggio che nasce dall’amicizia per arrivare alla scoperta delle diverse culture e all’amore. Mi ha colpito il fatto che i due ragazzi si ritrovino spesso a parlare di problemi legati alle loro famiglie, culture e religioni, che affrontino temi complessi con maturità e comprensione reciproca. Questo non è un aspetto molto comune alle relazioni adolescenziali di oggi. Anche per questo, credo, il romanzo mi ha colpito molto: un’amicizia o un amore non sono qualcosa di superficiale, ma di profondo e gli argomenti che si affrontano con coloro che ci stanno più vicini possono essere più complessi, le chiacchierate rapide possono diventare discussioni e confronti.

Anna Baldassarri, classe 2 D, Liceo Amedeo di Savoia, insegnante Paolo Niccolai
Citazione: Il romanzo tratta temi che possono essere difficili da affrontare, poiché, almeno per quello che è il mio carattere, non mi risulta facile esprimere le mie emozioni; questo libro descrive pienamente le sensazioni che tutti i miei coetanei si trovano spesso ad affrontare, come ad esempio la ricerca della nostra identità e di quello che più ci rappresenta cercandolo, magari dietro una cultura, una religione in modo da arrivare a definirci nel modo più completo possibile. “A piedi nudi, a cuore aperto” mi ha aiutato a capire, attraverso la protagonista, che l’identità di una persona, non è definita dalle amicizie e dalle persone che frequenta, ma dai suoi pensieri, dal suo carattere; anche il suo forte tentativo di riuscire a superare gli ostacoli delle apparenti diversità e dei problemi, facendo di tutto per entrare nel mondo di Taisir, tentando di capire il carattere complicato del ragazzo di cui si è innamorata, è un percorso attraverso il completamento della sua identità. Rachele in questo modo è riuscita a conoscere cose nuove, ad aprirsi a nuove esperienze, grazie  anche al rapporto che è riuscita a creare con il ragazzo, un rapporto di fiducia, amicizia e amore che è riuscito a sopravvivere grazie alla mente aperta dei ragazzi e al loro affetto.

L’ultimo faro

VINCITORI

Elisa Maurizi, classe 1 B, Liceo Amedeo di Savoia, insegnante Edoarda Scaccia
Citazione: I paesaggi sono molto ma molto azzeccati, ho amato il faro (che in qualche modo rispecchia l’animo turbolento di tutti i personaggi) e la storia di chi prima ci lavorava, ho amato le escursioni e soprattutto la cava con i suoi segreti. Anche i personaggi mi hanno colpito davvero tanto, alcuni più di altri, ma ognuno di essi meritava spazio e voce in capitolo, e sono stati tutti da scoprire. Per gli adolescenti, come me ad esempio, sarà molto facile, quasi involontario, immedesimarsi nei vari personaggi, ma scommetto che anche gli adulti non potranno che riflettere sui ragazzi che ci circondano, che siano figli, allievi, studenti o semplici vicini di casa, sui nostri comportamenti e il nostro modo di porsi e di relazionarsi ad un’età in cui crescere non è semplice. Attraverso il confronto, attraverso dialoghi fittissimi, attraverso il modo della scrittrice di mettere a nudo, sulla carta, le emozioni, ciò che sono realmente i protagonisti, di scrivere il loro modo di essere, le particolarità che non danno troppo a vedere, in forma di racconto, essi stessi arrivano a capire di più su se stessi, a costruire relazioni solide e vere, a fare i conti con le proprie difficoltà e fragilità
Giudizio: Elisa ha letto il romanzo di Paola Zannoner con buona attenzione critica e con particolare attenzione al mondo emozionale e relazionale descritto dalla scrittrice. Molto apprezzabile la sua sensibilità verso gli aspetti più delicati e complessi della trama, e la capacità dei protagonisti del libro di arrivare a comprendere meglio se stessi attraverso il confronto con l’Altro. 

Jacopo Bartolini, classe Liceo Forteguerri, insegnante Cupiraggi
Citazione: Un aspetto che mi ha colpito molto é che le storie non vengono raccontate da un narratore esterno o da un unico narratore interno, ma da tutti i ragazzi e le loro voci si alternano nella narrazione e ognuno di loro a turno diventa protagonista. Ciò ti dà la possibilità di ascoltare i loro pensieri, le loro riflessioni, di avvicinarti alla storia dal loro punto di vista e questo aspetto ti coinvolge completamente e quasi ti sembra di essere lì con loro ad ascoltarli. Più ti immergi nella lettura di questo libro, più questa sensazione diventa forte, anche se non te ne rendi conto subito, perché sei talmente preso ad ascoltare i loro pensieri, le loro riflessioni, che non ti rendi conto che ti stai estraniando dalla realtà. E non te ne accorgi perchè ciò che leggi è talmente vero che non riesci a distinguerlo dalla realtà. Questo mi ha particolarmente colpito, quasi mi aspettavo che ci fosse scritto “tratto da una storia vera”. Io sinceramente non ho trovato difficoltà nella lettura, perché il linguaggio usato è quello quotidiano di noi ragazzi. Le difficoltà però si potrebbero trovare nel comprendere appieno i ragazzi e le loro storie, perché non è semplice immedesimarsi in loro e nei loro problemi, soprattutto per chi conduce una vita agiata con poche difficoltà. Secondo me una persona, per capire il messaggio del libro, deve metter da parte il proprio egoismo e quindi non pensare solo a se stesso e alle proprie difficoltà, provando a immaginare come potrebbe reagire ai problemi dei protagonisti del romanzo. Al giorno d’oggi non è facile, dato che la società nella quale viviamo ci rende più propensi all’egoismo, piuttosto che all’ altruismo. Su questo dovremmo riflettere. E il romanzo “L’ ultimo faro” ce ne dà occasione.
Giudizio: Jacopo è spontaneo e sincero quando racconta di aver avuto delle perplessità di fronte ai caratteri e alle vicissitudini dei personaggi descritti da Paola Zannoner: racconta però di aver superato i suoi dubbi grazie a una lettura che muove le corde della condivisione, della partecipazione attiva ed emotiva, che spinge a mettere da parte ogni egoismo. Dimostra così buone qualità critiche, sorrette da una lettura sensibile e intelligente.

SEGNALATO

Angelica Marotta, classe 2 D, Liceo Amedeo di Savoia, insegnante Paolo Niccolai
Citazione: Paola Zannoner alterna continuamente la voce del narratore e quelle dei ragazzi, così da dare spazio a tutti, per raccontare i loro problemi, le loro insicurezze e le loro vite così diverse, ma allo stesso tempo simili poiché, nonostante non se ne rendessero conto, avevano bisogno di quest’ avventura, dove sono costretti a parlare, confrontarsi con idee totalmente discordi e soprattutto scoprire la bellezza delle semplici cose che spesso non viene apprezzata fino in fondo. Durante queste tre settimane capiranno che non sono soli, che non sono gli unici ad avere difficoltà e che se si aiutano saranno capaci di superare tutto. Solo così riusciranno a scoprire aspetti di loro stessi che non conoscevano, andranno oltre agli “stereotipi” che ci sono oggi e capiranno che l’ amicizia è l’ unica cosa che conta.

Seguimi sui social networks:

iltempodelceppo@gmail.com

Iscrizione alla newsletter