Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

31 marzo 2019

con il patrocinio del

MIBAC

grazie al sostegno di

AMICI DI LEONE PICCIONI
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PISTOIA E PESCIA
 

con la compartecipazione di

COMUNE DI PISTOIA – BIBLIOTECA SAN GIORGIO

con la collaborazione di

DISCOVER PISTOIA – VILLA BERTELLI FORTE DEI MARMI

Biblioteca San Giorgio – Auditorium Terzani

Pistoia, Venerdì 5 aprile, ore 16:30-19:00 

Gloria Piccioni

e

Paolo Fabrizio Iacuzzi

presidente e direttore del Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia

presentano

Claudio Magris

PREMIO CEPPO LEONE PICCIONI LETTERATURA E VITA 2019

con 

Sandra Petrignani • Giovanni Piccioni • Silvia Zoppi Garampi

CLAUDIO MAGRIS PREMIO CEPPO INTERNAZIONALE LEONE PICCIONI LETTERATURA E VITA

Claudio Magris è a Pistoia il 5 aprile alla Biblioteca San Giorgio (Auditorium Terzani, ore 16.30). Il Premio, a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi, ha il sostegno dell’Associazione “Amici di Leone Piccioni”, guidata da Gloria Piccioni. La scrittrice Sandra Petrignani intervisterà Claudio Magris, la studiosa Silvia Zoppi Garampi (allieva e amica di Leone Piccioni) leggerà la motivazione al Premio. Apre la serata il saluto del sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi e quello di Giovanni Piccioni, figlio di Leone.


Grazie agli “Amici di Leone Piccioni” si è resa possibile l’istituzione di una nuova sezione del Ceppointitolato al grande critico di adozione pistoiese Leone Piccioni (1925-2018), scomparso a maggio, fondatore del Premio Ceppo.

Sarà l’occasione per fare il punto e festeggiare gli 80 anni di Claudio Magris (li compirà il 10 aprile), uno dei maggiori scrittori italiani conosciuti nel mondo, che ha un legame con Pistoia attraverso il padre Duilio Magris, che dal 1917 al 1919 fece il ginnasio al Liceo Forteguerri, sfollato da Trieste. Magris rievocherà quel periodo di vita del padre a Pistoia. 

Magris è stato amico, negli anni, di Leone Piccioni, come lo scrittore triestino testimonia in una lettera scritta in occasione dei novant’anni di Piccioni, che sarà letta da Iacuzzi nel suo saluto a Magris. 

L’evento segue al convegno “Omaggio a Leone Piccioni. La Letteratura come conversione alla vita” che esattamente un anno fa (Biblioteca San Giorgio, 6-7 aprile 2018) il Premio Ceppo ha voluto tributare, primo in Italia, al fondatore del Premio Ceppo e per 50 anni membro della Giuria, fino a ricoprire la carica di presidente.

Presentazione del libro di Leone Piccioni “Lungara 29. Il caso Montesi nelle lettere a Piero” (Polistampa 2018)

Il 4 aprile alla Libreria Lo Spazio di Via dell’Ospizio (ore 16.30) intervengono Nicola Fano, Giuseppe Grattacaso, Sandra Petrignani, Sergio Zoppi. Introduce Paolo Fabrizio Iacuzzi. Saluti di Gloria Piccioni, curatrice del volume.


L’evento è promosso dagli “Amici di Leone Piccioni” e dal “Premio Internazionale Ceppo”.

Ventisette lettere, scritte un giorno sì e un giorno no, in soli tre mesi, dal 23 settembre al 27 novembre 1954. Il grande insegnamento morale di Leone Piccioni. Il suo testamento dalla letteratura alla vita. Introdotto da Stefano Folli, il libro racchiude due ritratti del padre Attilio Piccioni, firmati da Indro Montanelli e da Giovanni Spadolini.

Il mittente è Leone Piccioni, il destinatario suo fratello Piero, recluso nel carcere romano di Regina Coeli, accusato dell’omicidio di Wilma Montesi. In realtà, come fu poi dimostrato, l’unica sua “colpa”, oltre a quella di essere un musicista che amava il jazz, fu di essere il figlio di Attilio Piccioni, tra gli ultimi rappresentanti del Partito Popolare, padre fondatore della Repubblica italiana oltreché della Democrazia Cristiana: naturale successore di De Gasperi, era un “ingombro” di cui qualcuno voleva disfarsi.

Il carteggio, emerso dagli archivi familiari e per la prima volta reso pubblico, pur filtrato dalla censura carceraria, consente uno sguardo diverso, più intimo, lontano dai clamori della cronaca, sul “caso Montesi”: uno scandalo che travolse la politica italiana negli anni Cinquanta, che fu la chiave di volta di un cambiamento del modo di fare e di concepire la politica e del ruolo della magistratura, e che ha lasciato ferite aperte ancora oggi.

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