Piero Bigongiari

15 gennaio 2019

bigongiari_ceppo2019

Venerdì 18 gennaio 2019, alle ore 16.00, al Consiglio regionale della Toscana. Partecipano Eugenio Giani, Andrea Dami, Paolo Fabrizio Iacuzzi, Anna Dolfi, Lucia Fiaschi insieme ai Licei Enriquez Agnoletti e Pascoli di Firenze e alla scuola Anna Frank di Pistoia.


FESTA DELLA TOSCANA 2018

CEPPO BIENNALE POESIA

OMAGGIO A PIERO BIGONGIARI
Anna Dolfi e Lucia Fiaschi
presentano il libro-opera di Piero Bigongiari

Preludio senza fuga
Prélude sans fugue

a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi
realizzato dall’artista Andrea Dami

Partecipano anche il Liceo Enriquez Agnoletti e Pascoli di Firenze
e la scuola secondaria di I° Anna Frank di Pistoia

Firenze • Palazzo Bastogi • Via Cavour 18 • Sala delle Feste

Venerdì 18 gennaio 2019, ore 16:00-18:30 


Presentazione del libro bilingue italiano-francese dell’artista Andrea Dami Preludio senza fuga (Prélude sans fugue) che raccoglie quattro poesie disperse (1982-1997) di Piero Bigongiari tradotte in francese da André Ughetto, Premio Ceppo Internazionale Poesia “Piero Bigongiari” 2018

Saluto di Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale della Toscana. Interventi dell’artista Andrea Dami, la professoressa dell’Università di Firenze Anna Dolfi, il critico d’arte Lucia Fiaschi, il poeta e critico Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente del Premio e curatore del libro.

Il libro è stato realizzato in occasione della Festa della Toscana 2018. Accuratamente stampato a Pistoia da Settegiorni Editore di Nilo Benedetti in cinquanta esemplari numerati, è una scatola nera, appositamente concepita dall’artista, che contiene cinque digigrafie a colori dell’artista, i fogli con le poesie di Bigongiari, l’introduzione di Paolo Fabrizio Iacuzzi (La farfalla e la dimora) e una nota del poeta André Ughetto (Io e Piero, tra la Francia e l’Italia) con le traduzioni di tutti i testi in francese di Ughetto e di Karin Gaior.

Dalla prefazione di Iacuzzi: Le digigrafie di Andrea Dami contribuiscono a far luce sulla connessione tra la “dimora” e la “farfalla” che anche nell’opera di Bigongiari è fondante. La farfalla, sulla soglia tra la vita e la morte, presidia la “dimora”, presidia secondo Andrea Dami questo limite, un confine che nella metamorfosi del colore cambia aspetto: dalla terra all’acqua all’aria al fuoco. Fin dall’inizio della sua poesia, la farfalla è vista da Bigongiari nel suo avvicinarsi alla fiamma di una candela. La dimora-città di Andrea Dami somiglia, nel tratto del segno e dei colori, più che alla pianta di una città occidentale alla pianta di una dimora orientale. C’è qualcosa in queste digigrafie che richiama le stampe giapponesi del XIX secolo, con una geometria che immette nella dimensione del sacro. Il colore della farfalla nelle sue digigrafie varia sommariamente, nelle sue sfumature, proprio come variano i colori nelle quattro poesie di Piero Bigongiari qui pubblicate: dall’arancio, al blu, al giallo, al fucsia.

Dichiara Andrea Dami: “ho pensato di realizzare non un libro, ma un contenitore che, unendo queste quattro poesie “disperse” (1982-1997), come simpaticamente le ha chiamate Iacuzzi, le proteggesse come nel nostro immaginario fanno le mura perimetrali di un’antica città verso i propri abitanti. Anche la mia città era circondata da mura medioevali protettive e ad esse Bigongiari ha intitolato una sua importante raccolta di versi. Questo mi ha spinto ad accompagnare Preludio senza fuga, titolo di questo “scrigno-opera,” con un disegno – un omaggio – che evocasse la pianta quadrata della città storica. Ho detto disegno, ma è più corretto dire digigrafia, perché è il termine più consono per descrivere la tecnica che ho usato e che da tempo uso e che si va ad aggiungere a quelle più note come la xilografia, la serigrafia, o la litografia”.

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Andrea Dami (Pistoia 1946) è autore di numerose sculture sonore, di installazioni, di collage, di disegni, ma anche di video e video-installazioni e continua a progettare e organizzare (dal 1963) mostre collettive su temi di impegno sociale. È del 1990 Il nastro di Arianna (personale all’Osteria dei Pellegrini di Monsummano T.), con sculture in cartapesta e smalto, video sculture e video. Dal 1992 continuano le “materializzazioni” (sculture in cartapesta) ed è a metà degli anni ’90 che realizza “Paysage” e il Giardino della Memoria (Castelmartini, commemorazione strage del Padule di Fucecchio). Con alcune “materializzazioni” in ferro è presente a Pietrasanta e alla Fortezza di Santa Barbara/Palazzo Fabroni, Pistoia. È alla fine degli anni ’90 che presenta le sculture sonore: “Sogno”, “Quattro stagioni”, “Menhir” e “L’ala dell’angelo” (a Perugia e, in occasione della Cerimonia del tè di Dani Karavan, nelle Spazio-teatro della Fattoria di Celle). Dal 2003: “Direzioni”, “Presente-passato” (installazione nella Torre Nord del Castello Villa Smilea, Montale), “Riflessi liquidi” (video-2012), “L’acchiappafarfalle” (Villa Peyron, Fiesole), “Batterfly Monna Lisa” (Museo of Fine Arts a Kaohsiung, Taiwan), “Città sonante” (Grandi Maestri, piccole sculture. Da Depero a Beverly Pepper, Palazzo Sozzifanti, Pistoia), “E se le farfalle imparassero a nuotare?” (Palazzo Vecchio, Salone de’ Dugento, Firenze), “Quadrifoglio” (Sentiero dell’amicizia, Abetone), “Farben – Kiänge – Schmetterlinge” (Stadtmuseum, Langenfeld, Germania), “Giardino del Sole” (Pian dei Termini, San Marcello), “Alberi parlanti” (Pian di Novello); “Cubo” (Giardino del XXI secolo nel Castello Villa Smilea), “Croce sonora” (Rathaus, Langhenfeld); “Segni” al Mac,n, Monsummano Terme. Alcune pubblicazioni: “Giardino della memoria” (Morgana 2001), “I quattro cantoni – C’era una volta un giovane etrusco” (Morgana 2003), “L’ala dell’angelo” (Morgana 2004), “Incontri” (Gualdo Cattaneo 2009), “Esilio” (Settegiorni 2010), “Oltre il sole” (Effigi 2016), “Pistoia 1980” (Settegiorni 2017) e il libro-opera “Est e Ovest” (2017).