Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

62 Ceppo – Sinossi del Tempo del Ceppo

62CEPPO_antasolaLe narrazioni dell’impegno verso il bene, inteso sulla scia di Simon Weil come tensione verso la comprensione della realtà, con una profonda riflessione sugli altri e sui drammi della Storia novecentesca che pare riaffiorare, come acque carsiche, nel nuovo secolo tecnologico e social: questo è il filo conduttore del 62° Premio Internazionale CEPPO Pistoia.

I tre libri vincitori del Ceppo Selezione Racconto e in gara per la finale del Ceppo Racconto sono: “I difetti fondamentali” di RICCI; “La guerra dei Murazzi” di REMMERT; “Mastica e sputa” di ROVEREDO. Sia che si offrano come analisi delle pulsioni più animali in una tensione d’amore, o che siano il cammino dentro la notte della Storia attraverso gli amori corruschi dei personaggi, o che si definiscano nella caduta dalla Storia tra redenzioni in extremis e condanne irreversibili, sono tutti titoli che guidano il lettore verso una riflessione sui valori civili ed etici sottesi alle narrazioni. In linea col concetto portante di imparare a leggere la realtà, ci sono anche i due premi speciali Ceppo Racconto, uno dedicato alle nuove voci, l’altro alla voce fuori dal coro.

Sul fronte delle nuove voci, il Ceppo indica in MARCHESINI (poeta, critico e narratore) uno dei giovani intellettuali più promettenti e gli assegna il Ceppo Racconto Under 40 per “False coscienze”, tre parabole del nuovo millennio o tre scenari che traggono linfa da velleità a perdere e teatrini di ordinaria follia. Mentre a ORECCHIO la Giuria Letteraria assegna il Ceppo Racconto Fiction/nonfiction per “Mio padre la rivoluzione”, uno dei libri più folgoranti degli ultimi anni, tra racconto, poesia e saggio, un azzardo della letteratura che riscrive il mito della Rivoluzione novecentesca in un eterno rinnovarsi e che conferma la poliedricità di una penna che compete con le migliori proposte della letteratura europea.

Fuori gara invece i premi dedicati all’intera opera di tre grandi nomi che, per origine o campo di indagine, si muovono fuori dai con ni nazionali. Da un lato la consueta apertura alla letteratura straniera, quest’anno tutta francese, con la poesia di UGHETTO (Ceppo Internazionale Bigongiari) e la narrazione di ECHENOZ (Ceppo Internazionale Fiction/nonfiction): due autori nati a poca distanza uno dall’altro nel sud della Francia, paese sotto i riflettori per la svolta politica di Macron e alla ribalta anche nel 50° anniversario dal Sessantotto. Dall’altro le storie di ragazzi nei grandi drammi internazionali che sono la firma di D’ADAMO (Ceppo per l’Infanzia e dell’Adolescenza).

Tre voci forti in costante rivolta contro i luoghi comuni della Storia e delle storie, con una straordinaria intersezione fra generi letterari. Senza dimenticare le tre “Lectures” originali che il 62° CEPPO propone: la Ceppo Piero Bigongiari Lecture di Ughetto (La poesia sarà “civile” o non sarà), dove il traduttore delle “Mura di Pistoia” del poeta pistoiese (Mondadori 1958), partendo da un riferimento alle parole dell’attivista cinese Liu Xiaobo, morto l’anno scorso da detenuto eppure vincitore del Premio Nobel per la Pace, sottolinea proprio per questo libro il valore di una poesia che è “civile” anche quando parla d’amore o di natura; la Ceppo Regione Toscana Lecture di Echenoz (Geografia e romanzo) che pone l’accento sull’importanza dei luoghi nelle narrazioni, a partire da Flaubert ma anche pensando a un romanzo come “’14”, uno dei più palpitanti sulla Prima guerra mondiale; la Ceppo Ragazzi Lecture di D’Adamo (Reale e immaginario unitevi!) che a partire dai valori dell’impegno e dal potere della fantasia sembra davvero un omaggio all’eredità del Sessantotto.

La riflessione sul poeta Xiaobo, da cui parte la lectio di Ughetto, torna nel primo degli appuntamenti con le arti visive del Ceppo, proposto come punto di arrivo della mostra del pittore CAPECCHI (Pietro Leopoldo contro la pena di morte. Da Sacco e Vanzetti a Liu Xiaobo), che inaugura il 62° Premio Ceppo all’interno della Festa della Toscana 2017, con un viaggio nel “rosso” della pena di morte (ancora in vigore in 140 stati del mondo), che comprende anche un omaggio a Wilde e una conferenza sulla pena di morte nel mondo.

L’ incontro tra arte e letteratura chiude anche il 62° Ceppo con l’omaggio, nella voce del poeta Alberto Bertoni (con letture dal nuovo libro di Iacuzzi, Folla delle vene, Corsiero Editore, dedicato anche ai pittori in mostra alla Galleria Vannucci), al pittore GUERZONI in mostra alla Galleria Vannucci dai primi di aprile. Così il Premio Ceppo, col suo DNA di narrazione, poesia e arte, rappresentato dal Fregio dell’ex Ospedale, intende rinnovare, far rigermogliare anno dopo anno, edizione dopo edizione, questo indissolubile legame, fonda- mento delle civiltà umane.

Il tutto senza dimenticare il più grande critico letterario vivente, PICCIONI, fondatore e già presidente del Premio Nazionale Ceppo, al quale viene dedicato un “Omaggio” alla Biblioteca San Giorgio, a partire dalla sua attenzione critica e umana per i grandi poeti (come Montale e Ungaretti) e i grandi scrittori del Novecento, in una tensione etica e civile che solo la critica militante sa accendere.

L’Accademia Internazionale del Ceppo Onlus è riuscita a preparare anche quest’anno un’altra edizione speciale, dedicata soprattutto alle giovani generazioni, col Progetto educativo Lettori Uniti del Ceppo. Oltre alla Giuria dei Giovani Lettori, che assegnerà in diretta il Premio Ceppo Racconto, il progetto comprende anche il Premio Laboratorio Ceppo Ragazzi, il Premio Laboratorio Ceppo Giovani e l’alternanza scuola-lavoro Ceppo dei Lettori Selvaggi (blog dei ragazzi), sulla scia di MONTESANO, “Come diventare vivi. Vademecum per lettori selvaggi” (Bompiani), presentato alla Biblioteca San Giorgio durante il Forum del libro.

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