Premio Letterario
Internazionale Ceppo Pistoia

27 marzo 2018

Guerzoni_Oeuvre

Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia
Sala sinodale e Sala dell’Arazzo Millefiori

Sabato 7 APRILE 2018 ore 11.00

OMAGGIO A FRANCO GUERZONI
con i poeti Paolo Fabrizio Iacuzzi e Alberto Bertoni
in collaborazione con la Galleria MEVannucci
in occasione della inaugurazione della mostra “Chiedi alla polvere”.


In occasione dell’inaugurazione della Mostra di Franco Guerzoni, “Chiedi alla polvere” (a cura di Silvia Evangelisti), che avviene sabato 7 aprile, ore 18 alla Galleria ME Vannucci di Pistoia (via della Provvidenza 6 – La mostra terminerà il 19 maggio 2018), i poeti e critici Alberto Bertoni e Paolo Fabrizio Iacuzzi della Giuria Letteraria del Premio Internazionale Ceppo tengono nella mattina dello stesso sabato un omaggio critico e in versi al grande artista modenese di fama internazionale.

L’omaggio avviene alle ore 11,00 presso la Sala Sinodale dell’Antico Palazzo dei Vescovi. Viene presentato l’ultimo libro di Franco Guerzoni “OEUVRE. Appunti per un manuale di pittura” (Skira, 2017, edizione bilingue italiano-inglese, pp. 192), insieme alla curatrice della mostra, Silvia Evangelisti, proseguendo la collaborazione fra il Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia e la Galleria Vannucci già da alcuni anni consolidata.

Guerzoni è un uomo d’arte e d’intrecci. Oeuvre non è un semplice catalogo ma una memoria che è dedicata alla materialità del fare e che accompagna, con riflessioni e pensieri, la realizzazione di alcuni dipinti dell’artista. Il tentativo è anche quello di riallacciare il lavoro presente a quello dei primi anni Ottanta, una manciata di anni nei quali l’autore abbandona il mezzo fotografico come supporto delle sue ricerche a favore di altri orizzonti, non senza il coinvolgimento di altre espressioni artistiche, come la poesia.

L’omaggio si conclude con l’inaugurazione della esposizione del Tappeto/Opera “Motivi Vaganti” nella Sala Arazzo Millefiori, sempre dell’Antico Palazzo dei Vescovi,  proseguendo così la via del dialogo fra l’Arazzo Millefiori e l’arte contemporanea iniziato lo scorso anno con il “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto, organizzato dalla Galleria d’arte Vannucci.

La mostra alla Galleria Vannucci, che prende il titolo da un fortunato e importante romanzo di John Fante, Chiedi alla polvere (1939), racconta il percorso di un’artista di memorie dolci e struggenti. Di quelle piccole cose accantonate che la polvere della dimenticanza ricopre e che Guerzoni, con garbo e delicata confidenza, svela. Se sai chiedere alla polvere, la polvere risponde. Le sue tele racchiudono intime architetture che nessun tempo potrà cancellare per il semplice fatto che ci appartengono. Sono architetture lievi ma importanti, delicate e sagge. Ricordano i muri di certe case vecchie, dove le crepe e le croste sono testimoni e testimonianze preziose, belle come lo sono le rughe delle donne, piene di vita dentro.

Questo evento nasce dalla solida e bella collaborazione con i Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi, l’Accademia Internazionale del Ceppo Onlus, di cui la galleria è partner, e la Galleria d’arte Antonio Verolino di Modena, che ha gentilmente prestato il tappeto.

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Breve Biografia di Franco Guerzoni

Franco Guerzoni è nato nel 1948 a Modena. All’inizio degli anni settanta utilizza la fotografia come strumento di rappresentazione, del 1972 sono i suoi “Affreschi”, del ’73 le sue ”Archeologie” seguite dalle “Antropologie”, ricerca legata agli aspetti della stratificazione culturale e all’idea di “antico” come perdita.

Negli anni ottanta è impegnato nella realizzazione di grandi carte parietali che indagano l’idea di una geografia immaginaria, “Carte di viaggio”, “Grotteschi” e “La parete dimenticata”, alla fine degli stessi anni lavora sulla superficie intesa come profondità.

Presenta “Decorazioni e rovine” in una sala personale alla Biennale di Venezia del 1990. Da allora continua, attraverso grandi cicli di opere, la sua indagine sul tempo e sulla poetica della rovina, una sorta di archeologia senza restauro.

Dal 2006, in seguito al disoccultamento di un corpo di lavori realizzati con l’uso del mezzo fotografico dall’autore negli anni settanta, presenta alla GAM di Torino “Paesaggi in polvere”, da allora alle sue ricerche si affianca una vera e propria attività di ricongiunzione o di trasferimento che va dal dipinto alla parete vera e propria, inseguendo il sogno che congiunge i tentativi precedenti rivolti alla creazione di una sorta di bassorilievo, costante in tutto il suo lavoro, verso una idea di scultura lieve figlia della nuova attenzione al muro.

Quindi la “Parete dimenticata” diviene la reale sede privilegiata del suo più attuale lavoro.